RECENSIONE FILM a cura di Cinematografo.it

13 aprile 2016

"Mistress America"

Baumbach e la musa Greta Gerwig. Dialoghi effervescenti e richiami ai film anni 80

"New York. Tracy (Lola Kirke) delusa dall’ambiente universitario e annoiata dalla banale routine incontra Brooke (Greta Gerwig), figlia del futuro marito di sua madre, che abita a Times Square e la coinvolge subito nel frenetico e affascinante vortice che è la sua vita. Ma l’apparenza a volte inganna.\nBaumbach torna a collaborare con la musa Gerwig dopo l’eccellente Francis Ha. Scritto a quattro mani dai due, Mistress America propone ancora una volta temi e spunti cari al regista newyorkese: il passaggio all’età adulta, l’incertezza sul proprio posto nel mondo, la ricerca di identità, il tradimento.\nProtagoniste sono due giovani donne d’oggi: la 18enne Tracy, aspirante scrittrice che non ha ancora chiaro chi sia e cosa voglia diventare, e la 30enne Brooke, vivace abitante di Manahattan che fa cose e vede gente, mentre cerca di aprire un ristorante alla moda dove la gente “può sentirsi a casa e parte di una grande famiglia”. Due future sorellastre che tra gioie e dolori stringono un legame importante.\nUna commedia zeppa di situazioni assurde, dialoghi effervescenti, suggestivi richiami ai film anni 80 (anche nella colonna sonora) e al cinema di Woody Allen, cui Baumbach spesso attinge.\n"

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