RECENSIONE FILM a cura di Cinematografo.it

The Grandmaster

18 settembre 2013

The Grandmaster

C’era una volta il kung-fu: memoria e oblio per un’elegia della arti marziali

Chi pensava che le arti marziali non fossero nelle corde di Wong Kar-Wai dovrà ricredersi vedendo The Grandmaster.Il raffinato tessitore di mélò assimila il kung-fu con naturalezza impressionante, come fosse da sempre una concavità nascosta del suo cinema. La disciplina del lottatore, la solennità del gesto, l'armonia del colpo, la danza del combattimento - atti puri di una metafisica della bellezza - sono congeniali alla Weltanschauung poetica ed estetica del regista, rimandano a uno stile e a un modo di raccontare riconoscibili. A rimarcare poi il legame filogenetico con i precedenti lavori di Wong, ci pensa Tony Leung, l'alter-ego insostituibile. The Grandmaster s'inserisce nel filone gongfu, in particolare tra i biopic dedicati al maestro di arti marziali Chiu-wai, (Ip Man, Ip Man 2) alfiere di una tecnica in tre mosse, il Wing Chun, e insegnante di Bruce Lee. Ma la divaricazione dalla tradizione è, in questo caso, così evidente che sarebbe improprio parlare di comune matrice.Se il film traccia un arco abbastanza ampio nella vita di Chiu-wai, lo fa secondo il movimento astratto e il tempo interiore caratteristici del cinema di Wong. Nell'abbracciare quasi un ventennio – dal 1936 al 1953 - di vicissitudini personali, trasformazioni sociali e rivolgimenti politici, il regista non si limita a isolare gli episodi salienti, ma riesce sempre ad estrarre dai singoli eventi un riflesso della totalità: c'è più verità in un bottone strappato a un vecchio cappotto e passato di mano, che in una guerra mondiale; più emozione in un fugace incontro di sguardi che in tante storie d'amore bagnate di lacrime e retorica.E' il riverbero nel dettaglio, l'eterno nel momento, il destino nella mossa, a rendere The Grandmaster un gemello di 2046. Uno struggente apologo leoniano sulla memoria e l'oblio (con tanto di traccia ripresa da C'era una volta in America).Un film che relega la Storia sullo sfondo per illuminare le epopee preziose e dimenticate di chi ha lasciato più frutti che segni. Piccole storie di uomini grandi. Storie di maestri.

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