SCHEDA FILM

Havana

Anno: 1990 Durata: 140 Origine: USA Colore: C

Genere:DRAMMATICO

Regia:Sydney Pollack

Specifiche tecniche:35 MM, DE LUXE

Tratto da:-

Produzione:UNIVERSAL PICTURES, MIRAGE PRODUCTION

Distribuzione:UIP (1991) - CIC VIDEO - DVD: UNIVERSAL PICTURES HOME ENTERTAINMENT

ATTORI

Robert Redford nel ruolo di Jack Weil
Lena Olin nel ruolo di Bobby Duran
Alan Arkin nel ruolo di Joe Volpi
Tomas Milian nel ruolo di Menocal
Daniel Davis nel ruolo di Marion Chigwell
Tony Plana nel ruolo di Julio Ramos
Betsy Brantley nel ruolo di Diane
Lise Cutter nel ruolo di Patty
Richard Farnsworth nel ruolo di Il professore
Mark Rydell nel ruolo di Meyer Lansky
Vasek C. Simek nel ruolo di Willy
Fred Asparagus nel ruolo di Hernandez
Richard Portnow nel ruolo di Mike MacClaney
Dion Anderson nel ruolo di Roy Forbes
Carmine Caridi nel ruolo di Capitano Potts
James Medina nel ruolo di Appuntato
Joe Lala nel ruolo di Uomo d'affari cubano
Salvador Levy nel ruolo di Tenente
Bernie Pollack nel ruolo di Uomo nell'hotel
Owen Roizman nel ruolo di Santos
Segundo Tarrau nel ruolo di Ricardo
Félix Germán nel ruolo di Tomas
David Jose Rodriguez nel ruolo di Bufano
Dominique Bonnelly nel ruolo di Monica Giovanna Bonnelly
Franklin Rodríguez nel ruolo di Jose
Hugh Kelly nel ruolo di Carlos
Adriano González nel ruolo di Capitano ribelle
Alex Ganster nel ruolo di Ragazzo cubano
David Gibson nel ruolo di Marinaio
Victor Rivers nel ruolo di Ragazzo cubano
 

SOGGETTO

Rascoe, Judith
 
 

MUSICHE

Grusin, Dave
 

SCENOGRAFIA

Marsh, Terence
 

COSTUMISTA

Pollack, Bernie
 

EFFETTI

Dawson, William

TRAMA

Nel dicembre del 1958, durante il regime del dittatore Fulgencio Batista, l'Avana è piena di ricchi turisti americani: alberghi lussuosi e case da gioco fanno affari; il potere si regge solo su torture, sparizioni e delitti; il popolo soffre e in molti centri del Paese già gli insorti, seguaci del rivoluzionario Fidel Castro, hanno la meglio. In questa situazione Jack Weil - giocatore d'azzardo - è arrivato all'Avana per giocare ancora una volta soprattutto nell'appariscente locale di Joe Volpi, il più noto fra i gestori della città. Sul traghetto Miami-Avana Weil ha cercato di aiutare una bella donna, Roberta Duran, intenzionata a sbarcare con l'auto aiuti per i guerriglieri (armi e radio). Durante un ricevimento Jack ha modo di rivedere Roberta, della quale si è innamorato, ignorando che essa è la moglie del ricchissimo proprietario terriero Arturo Duran, che in segreto opera come luogotenente di Castro. Quando però Roberta viene arrestata e il marito è dato dalla stampa come morto, Jack, per liberare e poi conquistare la donna, non esita ad affrontare, spacciandosi come agente della CIA e mescolando astuzie ed ingenuità, gli sgherri di Batista comandati dall'obeso colonnello Menocal. Tra Jack e Roberta, persone diversissime, la relazione sentimentale procede fino a quando Weil scopre che Arturo è ancora vivo. Emotivamente coinvolto, Jack, corrompendo Menocal, riesce a liberare Arturo e, rinunciando al suo amore per Roberta, consente all'indomabile donna di riunirsi al marito.

CRITICA

"'Havana' risulta convenzionale nella fattura, superficiale politicamente e sbadato nel disegno psicologico." (Alessandra Levantesi, 'La Stampa') "Il rimando a 'Casablanca' è obbligatorio. A Pollack non riesce, ovviamente, il colpo gobbo che fruttò fama all'ungherese Curtiz." (Francesco Bolzoni, 'Avvenire') "A chi piacciono i bei filmoni di una volta, così finti che sembravano veri, ecco 'Havana'. Se ci si lascia cullare dalla memoria del cinema, l'operazione funziona nella sua artificiosità divistica, nella sua improbabilità storica, nella sua finta 'equidistanza' politica. (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera') "I due attori offrono un interessante esempio dei modi di recitare europeo e americano, ottimamente amalgamati." (Gabriella Giannice, 'Il Giornale') "'Havana' appartiene alla categoria dei rifacimenti non dichiarati: in tutto e per tutto ricalca le gloriose orme di 'Casablanca'." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica') "Qui Pollack, si butta nell'andazzo della storia ricalcata sui modelli, fa del cinema tra virgolette. Gioca col cinema del passato, si dimostra distaccato." (Ermanno Comuzio, 'La Rivista del Cinematografo')

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