Ritratto di signora1996

SCHEDA FILM

Ritratto di signora

Anno: 1996 Durata: 142 Origine: AUSTRALIA Colore: C

Genere:DRAMMATICO

Regia:Jane Campion

Specifiche tecniche:SUPER 35 - SCOPE

Tratto da:liberamente tratto dal romanzo omonimo di Henry James

Produzione:MONTY MONTGOMERY, STEVE GOLIN PER POLYGRAM FILMED ENTERTAINMENT, PROPAGANDA FILMS

Distribuzione:UIP (1996) - RCS FILMS & TV

ATTORI

Nicole Kidman nel ruolo di Isabel Archer
John Malkovich nel ruolo di Gilbert Osmond
Barbara Hershey nel ruolo di Madame Merle
Mary-Louise Parker nel ruolo di Henrietta Stackpole
Martin Donovan nel ruolo di Ralph Touchett
Shelley Winters nel ruolo di Sig.ra Touchett
Richard E. Grant nel ruolo di Lord Warburton
Shelley Duvall nel ruolo di Contessa Gemini
Christian Bale nel ruolo di Edward Rosier
Viggo Mortensen nel ruolo di Caspar Goodwood
Valentina Cervi nel ruolo di Pansy Osmond
John Gielgud nel ruolo di Mister Touchett
Roger Ashton-Griffiths nel ruolo di Bob Bantling
Catherine Zago nel ruolo di Madre Superiora
Laura Pestellini
 

SOGGETTO

James, Henry
 

SCENEGGIATORE

Jones, Laura
 

MUSICHE

Kilar, Wojciech
 

MONTAGGIO

Jenet, Veronika
 

SCENOGRAFIA

Patterson, Janet
 

COSTUMISTA

Patterson, Janet

TRAMA

Ai primi del '900, la giovane aristocratica americana Isabel Archer, rimasta orfana, vive nella sontuosa dimora inglese dello zio materno, Mister Touchett, insieme al figlio di questi, Ralph, un autentico gentiluomo, intelligente e sensibile, ma di salute cagionevole, del quale diventa amica. Sempre elegantissima e subito in linea con gli impeccabili rituali dell'aristocrazia inglese (ricevimenti, passeggiate, tè, serate musicali, conversazioni da salotto), Isabel è interessata contemporaneamente a tre pretendenti che chiedono la sua mano, ma rifiuta di scegliere, finché un'amica, Madame Merle, con sapienti raggiri e insistenti motivazioni, riesce a convincerla a sposare il presuntuoso Gilbert Osmond, un artista dilettante. Le giornate di Isabel, in apparenza movimentate da ricevimenti, interessi mondani, vita elegante ed invidiabile di donna piena di diversivi piacevoli, si trasformano gradatamente in crudele schiavitù e irrimediabile infelicità avendo scoperto sia il tradimento di Osmond (che la tiranneggia, ma continua, anche dopo il matrimonio, ad essere l'amante di Madame Merle, da cui ha avuto una figlia, ora collegiale) sia la sua avidità di denaro e il suo comportamento di padre-padrone nei confronti della giovanissima Pansy. L'infelicità di Isabel è al culmine quando il marito si oppone alla partenza di lei per rivedere l'amato cugino Ralph, ormai in fin di vita. Isabel trova la forza di ribellarsi e di riprendere la propria libertà. Accanto a Ralph la donna scopre in brevi momenti di intensa tenerezza che era lui il suo vero amore. Decisa a rimanergli fedele fin oltre la morte, Isabel non fa più ritorno al tirannico Osmond.

CRITICA

"Molto curato nell'ambientazione, gli arredi, le suppellettili, i costumi, le consuetudini, il film si presenta formalmente in una bellezza e una ricercatezza che rasenta lo stucchevole. Intensa la recitazione di Nicole Kidman, la quale esprime in pieno il temperamento altalenante di lady Isabel e le scelte sbagliate che le renderanno la vita infelice. La protagonista è prigioniera della propria illusione di libertà che la irretisce nell'intrigo di falsità, convenzioni, cerimoniali, comportamenti controllati e irreprensibili che le negano ogni spontaneità, rendendola sensibile solo al denaro che può garantirle quel genere di vita dispendioso e lussuoso, e al prestigio di una posizione sociale privilegiata. Incontra una tirannia puntigliosa, mascherata da blandizie, violenza psicologica e fisica, solitudine e disperazione." (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 122, 1996) "In questo impianto classico, Jane Campion è forse meno originale che nelle sue visionarie 'Lezioni di piano'. Ma non è meno profonda ed emozionante - e non manca di riservarsi qualche tocco bizzarro, per esempio il Grand Tour di Isabel girato come una comica cinematografica, o l'ironica materializzazione della sua ossessione amorosa per Osmond: la zampata di una regista moderna su un monumento letterario che grazie a lei ci parla anche dell'oggi." (La Repubblica, Irene Bignardi, 19/10/96)

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