La terrazza1980

SCHEDA FILM

La terrazza

Anno: 1980 Durata: 155 Origine: FRANCIA Colore: C

Genere:SATIRICO

Regia:Ettore Scola

Specifiche tecniche:PANORAMICO, TECHNOSPES

Tratto da:-

Produzione:PIO ANGELETTI E ADRIANO DE MICHELI PER DEAN INTERN (ROMA), LES FILM MARCEAU COCINOR (PARIGI)

Distribuzione:UNITED ARTISTS - PANARECORD, DVD: 01 DISTRIBUTION HOME VIDEO (2009)

ATTORI

Marcello Mastroianni nel ruolo di Luigi Il Giornalista
Ugo Tognazzi nel ruolo di Amedeo Il Produttore
Vittorio Gassman nel ruolo di Mario Il Senatore Comunista
Jean-Louis Trintignant nel ruolo di Enrico, Sceneggiatore
Stefano Satta Flores nel ruolo di Bruno Critico Cinematografico
Serge Reggiani nel ruolo di Sergio Funzionar Tv
Stefania Sandrelli nel ruolo di Giovanna
Ombretta Colli nel ruolo di Enza
Carla Gravina nel ruolo di Moglie Di Luigi
Galeazzo Benti nel ruolo di Galeazzo
Milena Vukotic nel ruolo di Emanuela
Age nel ruolo di Lo Psichiatra
Leo Benvenuti nel ruolo di Un Ospite
Ugo Gregoretti nel ruolo di Altro Ospite
Lucio Villari nel ruolo di Il Padrone Di Casa
Ghigo Alberani nel ruolo di Prof. Pomarangio
Lucio Lombardo Radice
Francesco Maselli
Hélène Ronée
Marie Trintignant
Olimpia Carlisi
Ritza Brown
Venantino Venantini
 
 

MONTAGGIO

Crociani, Raimondo
 

SCENOGRAFIA

Ricceri, Luciano
 

COSTUMISTA

Altieri, Ezio
 

TRAMA

Nel corso di una sera mondana in una terrazza romana, si intrecciano le vite e le esperienze dei personaggi presenti, accomunati dall'età non più giovanissima e dal lavoro nella comunicazione. Tra loro c'è Enrico, uno sceneggiatore che, nonostante la moglie tenti di risollevarlo, versa in una profonda crisi che lo porterà in una casa di cura. Amedeo fa il produttore e, per scelta, finanzia solo film popolari di serie B. Seguendo le velleità della moglie, prova a dedicarsi a un'opera più ambiziosa, ma l'insuccesso lo farà tornare sui suoi passi. Luigi, un giornalista lasciato da sua moglie, sconsolato si lascia andare fino a perdere anche il lavoro. Sergio, che sognava di diventare uno scrittore, si è accontentato di un piccolo lavoro in televisione, dove non viene stimolato e cede al peso della routine. Galeazzo, ormai anziano e deluso dalla sua patria e da quanti un tempo considerava amici, vuole smettere di fare l'attore e tornare in Venezuela, dove ha vissuto per un periodo in cerca di fortuna. Mario, ex partigiano, è diventato un deputato del partito comunista, ma vede naufragare giorno dopo giorno tutti gli ideali per i quali ha combattuto e, ormai in crisi, vive con leggerezza la storia d'amore con Giovanna, lasciando che tra loro ci siano soltanto quei brevi incontri sulla terrazza nelle belle serate romane...

CRITICA

"Per quanto lunghissimo, il film di Scola è questa volta solo l'introduzione di una analisi critica o di un dibattito autocritico. Sulla 'Terrazza' romana, infatti, significativo e limitato crocicchio per massacri dialettici che tempo fa il Fellini aveva svolto in Via Veneto o in tutta Roma, ci sono soltanto dei personaggi tipici di una condizione borghese ricevuta o arraffata, delle figure tratte dai mezzi di comunicazione cinematografici o televisivi (con accanto gli addetti ad altri mass media, ma solo di pilotaggio, di propaganda o di critica), ci sono solo gli adulti (con la vagante ragazza, pressoché marziana, impossibilitata o non autorizzata a parlare in nome della gioventù), è rappresentata una sola tendenza politica (quella di sinistra, con qualche impennata dei solitari di una sinistra più accentuata, maschile o femminile che sia). Eppure, in due ore e mezza, dalle feroci accuse che si rivolgono gli 'amici' oppure dalle non meno strillate confessioni emergono tematiche che dovrebbero scuotere la coscienza non solo dei così detti appartenenti alla 'intelligenza borghese e impegnata' oppure dei politici, ma di gran parte dei cittadini italiani: quelli che hanno condotto la danza, a senso unico, e ora scoprono di essere al fondo di un vicolo cieco; quelli che si sono lasciati imbonire, e, mediante le votazioni politiche e amministrative, hanno permesso che i soliti 'pochi' provocassero la situazione fallimentare dei 'molti'; quelli che soffrono drammi esistenziali, familiari, economici, sociali: gli anziani che hanno creduto o sperato di 'fare l'Italia nuova' e i giovani che avrebbero avuto il diritto di trovarla dopo tanti anni di promesse. Va da sé che, anche se non lo dice esplicitamente, un film che propone tali aperture e un così vasto quadro di indagine è da considerare come eccezione nella produzione italiana del momento e ancor di più nel genere della commedia. Rimane ugualmente il fatto che, avendo Scola attinto alle esperienze che vive da cineasta e da uomo politico del PCI (possiede notoriamente la tessera, copre cariche, è stato candidato al Parlamento Europeo), la sua amarezza non dovrebbe ammettere ambiguità almeno sui 'primi destinatari'; invece c'è qualche suo compagno di fede che ha candidamente dichiarato di non rispecchiarsi in alcune delle figure de 'La terrazza'!" ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 88, 1980)

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