SCHEDA ARTISTA

Ettore Scola

Ettore Scola

Nasce a TREVICO, Avellino (Italia) il 10-05-1931

BIOGRAFIA

Regista. Da bambino si trasferisce con la famiglia a Roma dove ha vissuto e lavorato per tutta la sua vita. L'incontro con il mondo del cinema inizia alla fine degli anni 40, quando durante l'UniversitÓ (che frequenta senza troppa convinzione) inizia a pubblicare bozzetti sul giornale umoristico "Marc'Aurelio" facendosi notare per il suo sarcasmo pungente. Da qui inizia a collaborare come "battutista" alla bottega di sceneggiatura di Marcello Marchesi e Vittorio Metz. Dopo un lungo tirocinio, a partire dagli anni'50 lavora come co-sceneggiatore. Il suo esordio alla regia Ŕ del 1964 con la commedia in costume "Se permettete parliamo di donne" con Vittorio Gassman, scritto insieme a Maccari. Sullo stesso genere segue "Dramma della gelosia: tutti i particolari in cronaca" (1970) per cui Marcello Mastroianni vince una Palma d'oro a Cannes come migliore attore. Dopo il film drammatico "Trevico - Torino" (1973), Scola torna alla commedia con "C'eravamo tanto amati" (1974) con il quale s'impone come uno degli autori di punta del cinema italiano attraverso un grande affresco generazionale, ripercorrendo le tappe della storia italiana dalla Liberazione fino ai cosiddetti "anni di piombo". Il film ottiene un Nastro d'argento e il CÚsar per la miglior sceneggiatura e il Primo premio al Festival di Mosca. Nel 1976 Ŕ la volta di "Brutti, sporchi e cattivi", (Premio per la regia al Festival di Cannes) film dedicato al sottoproletariato delle borgate romane con uno straordinario Nino Manfredi. Nel 1977 con il film "Una Giornata Particolare" vince un David di Donatello per la miglior regia, il Nastro d'argento per la miglior sceneggiatura, il CÚsar come miglior film straniero, un Golden Globe e una Nomination all'Oscar per il miglior film straniero. Con "La Terrazza" (1980) ripropone un feroce ritratto degli intellettuali progressisti romani. Il film ottiene il Nastro d'argento per la miglior sceneggiatura, la Palma d'oro a Cannes a Carla Gravina, la Palma d'oro per la migliore sceneggiatura. La sua delicata capacitÓ di attenzione alle figure femminili torna con forza nell'inconsueto film "Passione d'Amore" (1981) per cui ottiene un Nastro d'argento per la sceneggiatura. Negli anni 80 Scola abbandona quasi del tutto la commedia per dedicarsi alla Storia attraverso grandi e suggestive metafore narrative, come il film "Il Mondo Nuovo" (1982), ambientato nel 1791 durante la Rivoluzione francese (David di Donatello per la migliore sceneggiatura). Segue nell'83 "Ballando Ballando" in cui ripercorre 50 anni di storia francese (David di Donatello per la miglior regia, Orso d'argento per la miglior regia a Berlino, tre CÚsar per miglior film, miglior regia e migliore sceneggiatura, Nomination all'Oscar come miglior film straniero). Il suo film pi¨ completo Ŕ forse "La famiglia" del 1987 (tre David di Donatello per miglior film, migliore regia, migliore sceneggiatura, due Nastri d'argento per miglior regia e migliore sceneggiatura, Nomination all'Oscar come miglior film straniero) cui seguono "Che ora Ŕ" (1989) dove il regista mette a confronto un padre distratto (Marcello Mastroianni) e un figlio scontroso (Massimo Troisi). I due protagonisti ricevono il Premio per la migliore interpretazione maschile al Festival di Venezia. Nel 1995 Scola torna alla commedia dirigendo Alberto Sordi in "Il romanzo di un giovane povero" (Premio come migliore attrice a Isabella Ferrari al Festival di Venezia). Nel film "La cena" (1998, Nastro d'argento al complesso degli attori) il regista racconta dell'Italia degli ultimi anni Novanta. Nel 2001 firma la regia di "Concorrenza Sleale" ambientato a Roma nel 1938, con Diego Abatantuono e Sergio Castellitto, nel 2003 "Gente di Roma", un omaggio alla capitale raccontata attraverso un mosaico di immagini, personaggi e storie e nel 2005 il documenatrio "Sergio Amidei. Ritratto di uno scrittore di cinema". Nel 2011 riceve il David alla carriera durante la cerimonia di premiazione della 55ma edizione dei Premi David di Donatello. Nel 2013 Ŕ alla Mostra Internazionale d'arte cinematografica di Venezia con il documentario "Che strano chiamarsi Federico - Scola racconta Fellini", dove riceve il premio Jaeger-Lecoultre Glory To The Filmmaker.

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