Vivere in pace1946

SCHEDA FILM

Vivere in pace

Anno: 1946 Durata: 89 Origine: ITALIA Colore: B/N

Genere:DRAMMATICO

Regia:Luigi Zampa

Specifiche tecniche:-

Tratto da:-

Produzione:CARLO PONTI PER LUX FILM

Distribuzione:LUX FILM

ATTORI

Aldo Fabrizi nel ruolo di Zio Tigna
Gar Moore nel ruolo di Ronald
Mirella Monti nel ruolo di Silvia
John Kitzmiller nel ruolo di Joe
Heinrich Bode nel ruolo di Hans
Ave Ninchi nel ruolo di Corinna
Ernesto Almirante nel ruolo di Il nonno
Nando Bruno nel ruolo di Segretario del Fascio
Aldo Silvani nel ruolo di Medico
Gino Cavalieri nel ruolo di Parroco
Piero Palermini nel ruolo di Franco
Franco Serpilli nel ruolo di Citto
 

MUSICHE

Rota, Nino
 

MONTAGGIO

Da Roma, Eraldo
 

SCENOGRAFIA

Battelli, Ivo

TRAMA

In un villaggio della campagna romana, nascosto tra le vigne, vive zio Tigna, contadino benestante. Con lui ci sono il suo vecchio padre, la moglie e due nipoti, un ragazzino e una giovinetta. Nel villaggio arriva appena l'eco della guerra, ma un giorno i due ragazzi scoprono nel bosco due americani, un bianco e un nero, fuggiti da un campo di prigionia tedesco. I fuggitivi vengono accolti in casa di zio Tigna. Una sera, mentre tutti sono a cena, si sente bussare alla porta: è un soldato tedesco che si trova nel villaggio per svolgere il suo incarico di telefonista militare. Gli americani vengono fatti nascondere e si offre da bere al tedesco che ha portato un questionario da compilare. Il tedesco si trova così bene in casa di Tigna che non vuole andarsene, continua a bere e s'ubriaca. Ma anche il nero, chiuso in cantina, beve e s'ubriaca; finché i due si trovano faccia a faccia, e nell'ebbrezza fraternizzano, credendo che la guerra sia finita e facendolo credere a tutto il villaggio. Ma l'illusione dura poco. Il giorno dopo i paesani fuggono sui monti per sottrarsi alla temuta repressione nazista. Zio Tigna però torna indietro troppo presto e cade vittima degli ultimi nazisti che stanno fuggendo incalzati dagli americani. Solo più tardi, a guerra finita, i superstiti potranno ancora vivere in pace.

CRITICA

"Accolto trionfalmente dal pubblico e dalla critica internazionale (nel 1947 i critici cinematograici di New York lo giudicarono il miglior ilm straniero dell'anno) questo film di Zampa [...] venne considerato come una delle voci più vive del nascente neorealismo, insieme ai film di Rossellini e De Sica. [...] In realtà [...] Zampa indulge volentieri su toni umoristici, grotteschi, melodrammatici, non uscendo dai limiti di un bozzetto paesano, anche se vivificato da un nobile messaggio umanitario". (Gianni Rondolino, "Catalogo Bolai del Cinema Italiano - 1945/1955, 1967).

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