Maledetto il giorno che t'ho incontrato1992

SCHEDA FILM

Maledetto il giorno che t'ho incontrato

Anno: 1992 Durata: 115 Origine: ITALIA Colore: C

Genere:ROMANTICO

Regia:Carlo Verdone

Specifiche tecniche:PANORAMICA A COLORI

Tratto da:-

Produzione:MARIO E VITTORIO CECCHI GORI PER C.G. GROUP - TIGER CINEMATOGRAFICA, PENTA FILM

Distribuzione:PENTA, PENTAVIDEO, L' UNITA' VIDEO, CECCHI GORI HOME VIDEO (PEPITE), DVD CECCHI GORI (2002)

ATTORI

Carlo Verdone nel ruolo di Bernardo Arbusti
Margherita Buy nel ruolo di Camilla Landolfi
Elisabetta Pozzi nel ruolo di Adriana
Stefania Casini nel ruolo di Clari
Giancarlo Dettori nel ruolo di Attilio De Sorges
Richard Benson nel ruolo di Se stesso
Dario Casalini nel ruolo di Flavio
Ermanno De Biagi nel ruolo di Regista pubblicitario
Gillian McCutcheon nel ruolo di Vedova Gardner
Alexis Meneloff nel ruolo di Prof. Altieri
Didi Perego nel ruolo di Madre di Camilla
Count Prince Miller nel ruolo di "Cat Fish"
Anthony Morton nel ruolo di Parrucchiere
Christopher Owen nel ruolo di Reverendo
Renato Pareti nel ruolo di Loris
Valeria Sabel nel ruolo di Madre di Bernardo
Peggy Phango nel ruolo di Ragazza giamaicana
Guardial Sira nel ruolo di Donna pakistana
Max Cane nel ruolo di Primo poliziotto
Simon Holmes nel ruolo di Secondo poliziotto
 
 

MONTAGGIO

Siciliano, Antonio
 

SCENOGRAFIA

Bronzi, Francesco
 

COSTUMISTA

Romanoff, Tatiana

TRAMA

Bernardo Arbusti, romano residente a Milano, è un critico musicale con una vera passione per il rock, ed è alla ricerca di notizie su Jimi Hendrix, di cui dovrebbe stendere la biografia. L'affanno della ricerca gli fa trascurare la fidanzata Adriana, che se ne va, lasciandolo alle sue nevrosi. Affidatosi alle cure dello psicanalista Ludwig Altieri, Bernardo s'imbatte, proprio sul pianerottolo del medico, nella giovane Camilla, attrice, anche lei nevrotica, che, durante le riprese, incorre in continue papere, costringendo a innumerevoli ciak. Nasce fra loro una bizzarra solidarietà, fatta di reciproche confidenze sulle proprie nevrosi, sintomi, pillole e terapie. Però ben presto Bernardo inizia a non tollerare il transfert amoroso di Camilla per Altieri e i due, dopo una violenta lite, decidono di non vedersi più. Qualche tempo dopom i due s'incontrano casualmente a Londra: lui è lì per completare le sue ricerche su Hendrix, lei ora si è liberata da Altieri, per infatuarsi di un altro, Attilio De Sorges, il regista teatrale con cui lavora. La gelosia di De Sorges e l'improvvisa ricomparsa di Adriana danno una svolta definitiva al loro nevrotico rapporto: Bernardo e Camilla hanno scoperto di essere innamorati.

CRITICA

"Il film ha un garbo che si impone fin dal principio, un andamento scorrevole con le pause e le accelerazioni poste al punto giusto. Attrice duttile e intelligente, Margherita Buy sa graduare i passaggi dai momenti comici ai parossistici e ai sentimentalismi." (Francesco Bolzoni, "Avvenire", 1° febbraio 1992). "Si ride senza risparmio e senza pentirsene dopo. Segno che l'alchimia fra il poliedrico Verdone e Margherita Buy è perfetta." (Tullio Kezich, "Il Corriere della sera", 1° febbraio 1992). "Il film, pur parlando di nevrotici, si snoda compatto e fluido, persino rilassato nei dialoghi intelligenti e nelle situazioni comicamente gustose." (Alfio Cantelli, "Il Giornale", 1° febbraio 1992). "Qui Margherita Buy si conferma interprete sensibilissima." (Fabio Ferzetti, "Il Messaggero", 2 febbraio 1992) "Il merito di Verdone, che si è scritto la sceneggiatura in collaborazione con Francesca Marciano, è nella costruzione di un racconto in cui i tempi comici sono dosati al millimetro, i dialoghi non perdono un colpo, e, soprattutto, i due personaggi sono analizzati con malizia in tutti i loro risvolti psicologici, facendone qualche volta perfino delle macchiette." (Gian Luigi Rondi, "Il Tempo", 1° febbraio 1992). "Il nuovo film di Carlo Verdone, scritto con Francesca Marciano, è divertente e intelligente." (Lietta Tornabuoni, "La Stampa", 7 febbraio 1992). "[...] Il film, non a caso ritirato dalla giostra di Natale, si fa vedere d'un fiato ma non concede sconti sul piano del gusto, del ritmo e della confezione: anzi, ispirandosi ad un taglio 'americano' rapsodico (un po' 'Harry ti presento Sally', un po' Woody Allen) conferisce a Verdone il salvacondotto definitivo per trasbordare dal cinema di caricature al cinema di caratteri. [...] Il film sceglie a poco a poco soluzioni più dichiaratamente comiche ma non viene mai meno l'opzione di follia che rende sfaccettati i personaggi. Verdone ha il coraggio, tra l'altro, di farsi abbastanza da parte e di concedere spesso e volentieri la scena a Margherita Buy. [...] Si ride a volontà, senza dover pagare un tributo all'egotismo pretenzioso del campione di boxoffice." (Valerio Caprara, "Il Mattino", 8 febbraio 1992)

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