I picari1987

SCHEDA FILM

I picari

Anno: 1987 Durata: 126 Origine: ITALIA Colore: C

Genere:AVVENTURA, GROTTESCO

Regia:Mario Monicelli

Specifiche tecniche:PANORAMICA - EASTMANCOLOR

Tratto da:romanzi: "Guzmán de Alfarache" di Mateo Alemán e "El Lazarillo de Tormes" di Anonimo

Produzione:GIANNI DE CLEMENTE PER CLEMI CINEMATOGRAFICA (ROMA), PRODUCCIONES CINEMATOGRAFICA D.I.A. (MADRID)

Distribuzione:WARNER BROS ITALIA - WARNER HOME VIDEO (GLI SCUDI)

ATTORI

Giancarlo Giannini nel ruolo di Guzmán de Alfarache
Enrico Montesano nel ruolo di Lazzarillo de Tormes
Vittorio Gassman nel ruolo di Marchese Felipe de Aragona
Nino Manfredi nel ruolo di Il cieco
Giuliana De Sio nel ruolo di Rosario
Bernard Blier nel ruolo di Il ruffiano
Paolo Hendel nel ruolo di Il precettore
Vittorio Caprioli nel ruolo di Mozzafiato
Enzo Robutti nel ruolo di Il capitano della nave
Blanca Marsillach nel ruolo di Ponzia
Maria Casanova nel ruolo di Donna incinta
Claudio Bisio nel ruolo di Capo degli ammutinati
Sal Borgese nel ruolo di Il nostromo
Germán Cobos nel ruolo di Impresario teatrale
Chris Huerta nel ruolo di Il fabbro
Maria Luisa Armenteros Gonzales nel ruolo di Donna Petita
Juan Carlos Naya nel ruolo di Venditore di ceramiche
Aldo Sambrell nel ruolo di Ricettatore
Patrizia La Fonte nel ruolo di Marchesa
Sabrina Ferilli
Sabrina Knaflitz
Adriano Cappelli
Adriano D. Chiaramida
Alejandra Fierro
Antonello Orru
Blaki
Donatella Ceccarello
Eduardo MacGregor
Enio Drovandi
Gaetano R. Capillo
Jesús Guzmán
Lino Salemme
Nicoletta Della Corte
 
 

SCENOGRAFIA

Fiorentini, Enrico
 

COSTUMISTA

Nerli Taviani, Lina

TRAMA

In Spagna nel XVI secolo, due vagabondi, Lazzarillo De Tormes e Guzmán De Alfarache, entrambi amanti della libertŕ e della vita randagia, assolutamente privi di ambizioni e di volontŕ di migliorare, con l'unico stimolo di una fame atavica, hanno una preoccupazione continua di procurarsi da mangiare e di trovare un tetto sotto cui riposarsi. Proveniente da una famiglia poverissima e numerosa, in cui la madre faceva la prostituta con il benestare del marito, Lazzarillo venne ben presto affidato alle "cure" di un cieco crudele, meschino e spilorcio dal quale perň scappň per affrontare con le sue sole forze le difficoltŕ dell'esistenza. Guzmán, a sua volta, figlio di un baro morto sul patibolo, dopo un'amara esperienza in casa di nobili, ha scelto di vivere per conto proprio senza dover rendere conto a nessuno delle proprie azioni. I due si incontrano su una nave di forzati e diventano subito amici: durante un ammutinamento salvano la vita al capitano e vengono promossi suoi attendenti ma, attiratisi le antipatie della ciurma, finiscono in mare. Tornati a terra vengono denunciati ma si salvano dall'arresto grazie ad una ragazza, Ponzia, che li prende a ben volere. Poi si dividono: Guzmán si mette al servizio di Hidalgo - un nobile squattrinato e piů affamato di lui - che, prima di essere messo in prigione per debiti, gli regala il suo cavallo. Lazzarillo, dopo aver finto di essere un mendicante cieco, viene ingaggiato da una compagnia di comici per ricoprire parti drammatiche e in questa occasione conquista l'ammirazione di una suora di clausura. Dopo molto tempo i due picari si rivedono e decidono di mettersi in societŕ: pensano di far prostituire una bella ragazza, Rosario, per arricchirsi ma la giovane, molto furba, quando incontra un vecchio ricco va con lui lasciando i due vagabondi. Questi ultimi si lasciano di nuovo per divergenze di carattere ma non sono destinati a star lontano molto l'uno dall'altro. Infatti si rincontrano sul patibolo: Lazzarillo č l'aiuto del boia e Guzmán č il condannato a morte. Ma il primo, con un abile stratagemma, salva la vita all'amico e insieme riprendono la vita vagabonda.

CRITICA

"Del genere letterario spagnolo picaresco ha ben poco a che vedere: non č fedele alle fonti (Lazarillo de Tormes di autore ignoto del 1554 e Guzmán de Alfarache di Mateo Alemán del 1599-1604). Infatti in queste opere i personaggi sono dei cialtroni di animo non completamente malvagio che tutto osservano e tutto giudicano mettendo a nudo i miserabili aspetti della vita e la satira sottile che pervade le opere originali trascende gli episodi e li coordina a fine morale. Nel film di Monicelli questo ultimo aspetto č totalmente assente: ci sono solo grossolanitŕ, battute scurrili, situazioni blasfeme. I vari episodi sono tra loro sconnessi e difficilmente si riesce a trovare un legame logico. Gli attori recitano in modo risibile, troppo caricato e stereotipato: fanno eccezione Gassman e Caprioli." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 104, 1988)

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