Grande, grosso e... Verdone2008

SCHEDA FILM

Grande, grosso e... Verdone

Anno: 2008 Durata: 131 Origine: ITALIA Colore: C

Genere:COMICO, COMMEDIA

Regia:Carlo Verdone

Specifiche tecniche:-

Tratto da:-

Produzione:AURELIO E LUIGI DE LAURENTIIS PER FILMAURO

Distribuzione:FILMAURO

ATTORI

Carlo Verdone nel ruolo di Leo/Callisto/Moreno/Politico
Claudia Gerini nel ruolo di Enza
Geppi Cucciari nel ruolo di Tecla
Eva Riccobono nel ruolo di Blanche
Emanuele Propizio nel ruolo di Steven
Andrea Miglio Risi nel ruolo di Severiano
Martina Pinto nel ruolo di Lucilla
Clizia Fornasier nel ruolo di Carmela
Vincenzo Fiorillo nel ruolo di Clemente
Alessandro Di Fede nel ruolo di Sisto
Stefano Natale nel ruolo di Guerrino
Anna Maria Torniai nel ruolo di Olga
Roberto Farnesi nel ruolo di Fabio Muso
Marco Minetti nel ruolo di Mirco Crestadoro
 

MONTAGGIO

Di Mauro, Claudio
 

SCENOGRAFIA

Marchione, Luigi
 

COSTUMISTA

Romanoff, Tatiana

TRAMA

Primo Atto: Leo e Tecla Nuvolone, con i figli Clemente e Sisto, devono partecipare al raduno nazionale dei boy scout ma l'improvviso decesso dell'anziana madre di Leo, manda a monte il programma. Tra l'impresario di pompe funebri, il burrascoso viaggio fino al cimitero e l'improvvisa apparizione di Guerrino, il fratello di Leo giunto dall'Australia, quella che doveva essere una giornata di festa si trasforma per la famiglia Nuvolone in un vero e proprio supplizio. Secondo Atto: Callisto Cagnato, illustre docente universitario di Storia dell'Arte, è rinomato per il suo carattere severo e dispotico che non esita a manifestare anche in casa, tanto che suo figlio Severiano, ventenne studente di pianoforte al conservatorio, è cresciuto con profonde paure e insicurezze che lo hanno fatto chiudere in se stesso. Convinto che per il figlio sia giunto il momento di rompere il ghiaccio con le ragazze, Callisto organizza un incontro tra Severiano ed una sua studentessa, Lucilla, anche lei molto timida e ben educata, orfana dei genitori e che vive presso delle suore. I due ragazzi entrano subito in sintonia con grande soddisfazione del professore, ma in breve tempo iniziano a desiderare più tempo per stare insieme da soli. Il loro desiderio sembra materializzarsi quando, durante una visita alle catacombe, Callisto scompare nei cunicoli labirintici... Terzo atto: Moreno ed Enza Vecchiarutti, gestori di una catena di negozi di telefonia, sono sposati da tempo ma stanno vivendo una profonda crisi di coppia. Inoltre, il figlio Steven a soli 14 anni è già un ultrà bandito dai campi di calcio. Per ritrovare un barlume di equilibrio in famiglia, lo psicologo che ha in cura Steven consiglia ai coniugi Vecchiarutti di fare una bella vacanza tutti insieme. La scelta cade su un soggiorno al prestigioso Hotel San Domenico di Taormina, luogo di sobria eleganza ed antica tradizione. Moreno, Enza e Steven, però, sono decisamente diversi nei modi e nell'aspetto dalla normale clientela dell'albergo e la differenza non tarda ad emergere. Tra l'altro, con il passare dei giorni i conflitti familiari invece di placarsi si fanno più intensi, tanto che i coniugi non tardano a rivolgere altrove le loro attenzioni. Moreno è attratto dalla bella e sofisticata Blanche, mentre Enza, che per gelosia ha abbandonato l'albergo e si è trasferita in un altro posto insieme al figlio, è l'oggetto dell'interesse di Fabio Muso, un attorucolo diventato celebre dopo aver partecipato ad un reality show. Abbandonato a se stesso, Steven stringe invece un forte legame con Carmela, la ragazza della reception.

CRITICA

Dalle note di regia: "Negli ultimi due anni sono arrivate al mio Fun club quasi 1400 e-mail che chiedevano di riportare sullo schermo i miei personaggi più divertenti. Così Leo di 'Un sacco bello', Callisto di 'Bianco Rosso e Verdone' e Moreno di 'Viaggi di nozze', tornano invecchiati e peggiorati nei loro difetti. Le storie sono state concepite come se fossero tre differenti, piccole, pellicole. Anche la fotografia è stata concepita in maniera diversa per ognuna delle storie. Storie che non si incrociano mai, ma che 'hanno come comun denominatore l'immensa volgarità dei nostri tempi'." "Verdone ritorna alla galleria dei tipi nazionali e ridà vita alle sue caratterizzazioni più applaudite facendone i protagonisti di tre episodi che formano il film. La capacità di leggere i tempi attraverso i personaggi funziona con Moreno ed Enza (...) Ci riesce meno con il candido Leo (...) e stenta decisamente col professor Callisto, il cui involontario sadismo è troppo monocorde per appassionare davvero lo spettatore. In tutti gli episodi ritrovi la forza mimetica dell'attore Verdone, la sua abilità di cogliere tic e manie nazionali, ma solo nel terzo c'è anche la capacità di leggere, attraverso i personaggi, il Paese che li ha generati e poi trasformati nei suoi paladini." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 7 marzo 2008) "E' un film per divertirsi, scritto e recitato per divertire (tuttavia non tutto il cast funziona a dovere), ma anche un allarme diciamo pure accorato su come vanno le cose nella convivenza in-civile e nella famiglia. Verdone cerca e in larga parte trova registri lontani dalla tradizione dei nostri più genuini mostri della commedia. Anche se rimane resistente il cordone ombelicale che lo lega al Sordi di 'mamma mia che impressione', del 'Moralista' o di 'dove vai in vacanza'. Meno feroce del suo predecessore, ma anche suo malgrado costretto a un maggior pessimismo, forse Verdone non è del tutto contento di questo pesante fardello del quale vorrebbe affrancarsi. Convinto che i tempi diversi richiedano uno sguardo diverso." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 7 marzo 2008) "Ammesso che davvero 'Grande, grosso e... Verdone' chiuda un ampio ciclo di maschere cinematografiche, lo fa quasi a livello dell'apertura. Ma naturalmente manca l'effetto-novità." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 7 marzo 2008) "Alla fine dei 131 minuti, forse si esce convinti di non aver riso come avremmo sperato, soprattutto dopo un film divertente come il precedente 'Il mio miglior nemico' con Silvio Muccino. Probabilmente Verdone ha bisogno di avere a fianco degli attori che gli trasmettano energia per farci davvero ridere. Ma forse in questo film voleva trasmetterci il malessere che proviamo rispetto alla volgarità della società dove viviamo. E questo non fa più ridere." (Marco Giusti, 'Il Manifesto', 7 marzo 2008) "Il film realizzato con leggerezza e con segreta disperazione ha poi il vantaggio d'avere un protagonista quale Carlo Verdone: se come sceneggiatore o regista non ha fatto progressi straordinari, come interprete diventa, con mezzi sempre più espressivi e raffinati, sempre più bravo." (Lietta Tornabuoni, 'L'Espresso', 20 marzo 2008) "'Grande, grosso e ... Verdone' non manca di difetti (incongruenze, situazioni non credibili, lentezze) ma Verdone è un interprete sempre più bravo e straordinario. Per misurare il suo talento crescente basterebbero il modo rigido e saltellante di camminare, le spalle squadrate del professore, oppure la faccia appassita e imbarazzata del coatto arricchito. Verdone riesce sempre a esprimere la natura magari spregevole del personaggio, e insieme a farsi voler bene dagli spettatori per la sua genialità." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 7 marzo 2008)

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