SCHEDA FILM

Colpevole d'omicidio

Anno: 2002 Durata: 108 Origine: USA Colore: C

Genere:DRAMMATICO, POLIZIESCO

Regia:-

Specifiche tecniche:35 MM, PANAVISION, TECHNICOLOR

Tratto da:articolo "Mark of a Murderer" di Michael McAlary

Produzione:BRAD GREY PICTURES, FRANCHISE PICTURES, EPSILON MOTION PICTURES, SEA BREEZE PRODUCTIONS INC.

Distribuzione:EAGLE PICTURES (2003)

TRAMA

Tratto da un fatto vero, il film racconta la storia di Vincent LaMarca, un detective della polizia di New York il cui padre negli anni '50 era stato giustiziato a Sing Sing quando lui era bambino. Mentre sta investigando sul brutale omicidio di uno spacciatore, Bobby Salem, tutte le prove portano a un drogato di cui si conosce solo il soprannome: ' Joey Nova' che vive nei bassifondi di Long Beach, a Long Island. Arriverà poi a scoprire che si tratta di suo figlio Joseph. Mentre lui è combattuto sul da farsi, la stampa si impossessa della notizia e comincia a parlare della presenza di un 'gene omicida' nella sua famiglia.

CRITICA

"De Niro ha la sicurezza manierata di un attore al quale basta poco per disegnare un ruolo e insieme a Frances McDormand riscatta un film che non è un film indimenticabile, ma che non è neanche disprezzabile e in cui i rapporti interpersonali tra gli attori sono più interessanti della sceneggiatura e della regia". (Enrico Magrelli, 'Film Tv', 25 marzo 2003) "A differenza di certi mattatori che si circondano di attori scadenti per concentrare l'attenzione su di sé, De Niro ama lavorare con i bravi. Prova ne sia che in un precedente film diretto da Caton-Jones, simile a questo nell'impostare un confronto tra generazioni, 'Voglia di ricominciare' (1993), si prese come antagonista il giovanissimo Leonardo Di Caprio. Ovviamente il protagonista giganteggia con la sua semplice presenza: intenso, potente, commovente. Non c'era neppure bisogno di scrivergli la tirata in sottofinale, De Niro è un attore parlante anche quando sta zitto". (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 23 marzo 2003) "Come Brando ai suoi tempi, De Niro non guarda troppo per il sottile ai film da interpretare: banali commedie come 'Un boss sotto stress', noir di livello medio come questo, ambientato in una periferia fatiscente in funzione di 'deserto dell'anima'. Tanto sa che, lui, se la caverà sempre con onore". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 22 marzo 2003) "Si dice che le disgrazie non vengono mai da sole. E anche se vengono da un articolo di 'Esquire' (la storia è di cronaca) quando sono troppe al cinema sfondano lo schermo. (..) Pioggia, appartamentini, cacce all'uomo e scenari di periferie dismesse (alla 'città del mare' del titolo originale) organizzano la visione di un noir poliziesco troppo carico e insieme troppo generico. Eppure De Niro si vede sempre con piacere. Potabile". (Silvio Danese, 'Il Giorno', 22 marzo 2003)

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