Disastro a Hollywood2008

SCHEDA FILM

Disastro a Hollywood

Anno: 2008 Durata: 107 Origine: USA Colore: C

Genere:COMMEDIA, DRAMMATICO

Regia:Barry Levinson

Specifiche tecniche:-

Tratto da:libro "What Just Happened? Bitter Hollywood Tales from the Front Line" di Art Linson

Produzione:MARK CUBAN, ROBERT DE NIRO, ART LINSON E JANE ROSENTHAL PER 2929 PRODUCTIONS, TRIBECA PRODUCTIONS, ART LINSON PRODUCTIONS

Distribuzione:MEDUSA (2009)

ATTORI

Robert De Niro nel ruolo di Ben
Stanley Tucci nel ruolo di Scott Solomon
John Turturro nel ruolo di Dick Bell
Kristen Stewart nel ruolo di Zoe
Catherine Keener nel ruolo di Lou Tarnow
Robin Wright nel ruolo di Kelly Robin Wright Penn
Marin Hinkle nel ruolo di Annie
Peter Jacobson nel ruolo di Cal
Dey Young nel ruolo di Marilyn
Mark Ivanir nel ruolo di Johnny
Alessandra Daniele nel ruolo di Sophie
Logan Grove nel ruolo di Max
Ari Barak nel ruolo di Aba Peterson
Bruce Willis nel ruolo di Se stesso
Sean Penn nel ruolo di Se stesso
 

SOGGETTO

Linson, Art
 

SCENEGGIATORE

Linson, Art
 

MUSICHE

Zarvos, Marcelo
 

MONTAGGIO

Corwin, Hank
 

SCENOGRAFIA

Cella, Stefania
 

COSTUMISTA

Davenport, David

TRAMA

Due settimane d'inferno nella vita di Ben, un produttore cinematografico in declino, alla disperata ricerca di fondi per realizzare il film che potrebbe risollevare la sua carriera e le sue finanze.

CRITICA

"Hollywood che racconta Hollywood, secondo uno schema non certo nuovo ma molto collaudato, con tante star in piccoli e grandi ruoli, pronte a prendere in giro le ambizioni artistiche di chi invece si preoccupa solo dei soldi o al massimo dei nuovi spasimanti dell' ex moglie." (Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 25 maggio 2008) "I giochi di specchi di 'What Just Happened?' funzionano proprio quando si evoca il potere del Festival di lanciare i rari film hollywodiani che Hollywood giudica troppo ambiziosi e troppo poco redditizi. Prima c'è solo l'ennesima versione del noto detto: il cinema è un lavoro sporco, ma qualcuno deve pur farlo. Insomma, che atroce eppure stupenda esistenza conduciamo noi intellettuali asserviti al profitto, ma in lotta per dare un finale realistico, quindi deprimente, a film che le grandi compagnie, attraverso i loro ottusi dirigenti, vorrebbero con sbocchi consolatori. Naturalmente a questa grande causa artistica, quella della mente contro l'oro, si mescola la convulsa vita privata dei combattenti, dove il produttore (DeNiro) vuol riconquistare la moglie (Wright Penn), amante di uno sceneggiatore (Tucci); e dove il regista (Michael Wincott) ricomincia a drogarsi quando scopre che gli si vuole tagliare dal suo giallo non uno dei tanti omicidi del suo immaginario giallo, ma l'unico canicidio. Da quello è stato turbato infatti il pubblico di una proiezione di test in provincia! Sono situazioni note a chi si occupa di cinema professionalmente, che la sceneggiatura di Art Linson ricostruisce con un piglio divulgativo oscillante fra le esigenze degli intellettuali di farsi prendere sul serio e la realtà del potere, per la quale il reddito, anche di un intellettuale, corrisponde alla sua resa commerciale. A proposito: anche i divi hanno le loro impuntature. Così Bruce Willis interpreta se stesso, che si è fatto crescere la barba per un mese, come richiesto dalla sceneggiatura; ma quando un ritocco alla sceneggiatura, che non gli era stato detto, lo vuole rasato, rifiuta di farlo. Sarebbe bello se questo film sul cinema, che si vuole anche film da festival, fosse coerente con la logica di questa seconda categoria, cioè se si sottraesse alla logica del lieto fine a dispetto della coerenza. Ma è l'ultimo giorno. Molti hanno già lasciato Cannes. E i pochi rimasti non hanno più voglia di fingersi seri." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 25 maggio 2008) "A noi la commedia, nella regia al solito impeccabile di Barry Levinson, non è dispiaciuta. Soprattutto abbiamo amato De Niro, che percorre la storia al passo frenetico di una disperazione sempre intinta di umorismo." (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 17 aprile 2009) "Commedia amara e divertente, parallela a 'Sesso e potere' di Levinson sul mondo dell'informazione virtuale tv, in cui Sean Penn fa Sean Penn, Willis è Willis e anche De Niro, due divorzi alle spalle, ci mette del suo con raffinata ambiguità quando osserva le smanie pop del mondo. L'autore di 'Rain man' (per cui volevano un altro finale) è certo autoreferenziale, di vera perfidia e si toglie sassoloni dalle scarpe divertendosi e divertendoci assai col cast di lusso e un triplo salto mortale tra realtà e finzione." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 17 aprile 2009) "Errol Flynn diceva che 'Hollywood ha molta pietà per i morti, nessuna per i vivi', e la commedia non smentisce l'aforisma; difficile dire, tuttavia, che lanci un sasso in piccionaia, o sia irta di furori polemici. Nei limiti della convenzione, si sorride abbastanza." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 17 aprile 2009) "I1 problema è nel titolo di un libro famoso, 'You'll Never Eat Lunch in This Town Again', di Julia Phillips, produttrice di 'Taxi Driver' e della 'Stangata'. Il titolo significa: 'Non farai mai più colazione in questa città...' È la sentenza per chi sputtana Hollywood in pubblico - come faceva la Phillips nel suo libro, e come ha fatto Art Linson nel libro al quale si ispira 'Disastro a Hollywood'. Linson è una Phillips in pantaloni, meno potente: ha comunque prodotto qualche film importante ('Gli intoccabili', 'Fight Club') ed è un amico personale di De Niro. Poi, visto che la carriera declinava, ha scritto un libro al vetriolo sul 'dietro le quinte' di Hollywood. Non l'avesse mai fatto! I1 libro (che si intitola come il film in originale, 'What Just Happened', ed è pubblicato in Italia da e/o) è cronachistico, con nomi veri, e molto divertente. I1 film è più fiction, con nomi falsi (De Niro è il produttore Ben, solo Penn e Willis fanno se stessi) ed è molto meno divertente. 'I protagonisti' di Altman era tutt'altra storia, ma il genere è quello." (Alberto Crespi, 'L'Unità', 17 aprile 2009) "In una trama lucidamente nevrotica, lo showbiz è crocifisso col bisturi di chi l'ha patito. L'acidula commedia brillante (anzi, luccicante) si spegne in un punitivo photo shooting finale." (Alessio Guzzano, 'City', 17 aprile 2009) "Levinson e De Niro ancora insieme dopo il magistrale 'Sesso & Potere' non fanno quelle faville ma 'Disastro a Hollywood' piacerà comunque a chi cerca satire sul mondo del cinema. Bruce Willis fa molto ridere. Volete sapere chi era davvero la star soprappeso che non voleva tagliare una stranissima barba? Alec Baldwin. Il film? 'L'urlo dell'odio'. Vinse Baldwin. Produttore? Un trafelato Art Linson." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 17 aprile 2009)

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