In Trance2013

SCHEDA FILM

In Trance

Anno: 2013 Durata: 101 Origine: GRAN BRETAGNA Colore: C

Genere:THRILLER

Regia:Danny Boyle

Specifiche tecniche:ARRI ALEXA M, ARRIRAW, /HAWK SCOPE (1:2.35)

Tratto da:-

Produzione:DANNY BOYLE E CHRISTIAN COLSON PER CLOUD EIGHT FILMS, DECIBEL FILMS

Distribuzione:20TH CENTURY FOX ITALIA

ATTORI

James McAvoy nel ruolo di Simon
Colin Firth
Vincent Cassel nel ruolo di Franck
Rosario Dawson nel ruolo di Elizabeth
Scarlett Johansson
Danny Sapani nel ruolo di Nate
Matt Cross nel ruolo di Dominic
Wahab Sheikh nel ruolo di Riz
Mark Poltimore nel ruolo di Francis Lemaitre
Tuppence Middleton nel ruolo di Donna nella macchina rossa
Simon Kunz nel ruolo di Chirurgo
Michael Shaeffer nel ruolo di Guardia di sicurezza
Tony Jayawardena nel ruolo di Guardia di sicurezza
Vincent Montuel nel ruolo di Cameriere
Jai Rajani nel ruolo di Parcheggiatore
Spencer Wilding nel ruolo di Ladro '60
Gursharan Chaggar nel ruolo di Postino
Edward Rising nel ruolo di Banditore asta '60
 

MUSICHE

Smith, Rick
 

MONTAGGIO

Harris, Jon
 

SCENOGRAFIA

Tildesley, Mark
 

TRAMA

Simon, un improvvisato ladro di opere d'arte perde la memoria a causa di una ferita alla testa, riportata durante una rapina. I suoi complici, però, sospettano che l'uomo stia facendo il doppio gioco e che voglia nascondere loro il luogo dove ha riposto la preziosissima refurtiva. Per scoprire la verità, decidono quindi di assoldare un'ipnotizzatrice che dovrà entrare nella sua testa...

CRITICA

"(...) 'In Trance' potrebbe essere il film in grado di rappresentare il Boyle-pensiero sino alle sue estreme conseguenze. Avvolto nelle spire del plot di Joe Ahearne, il film si offre come una sterile macchinazione dalle ambizioni noir dove ogni parvenza di racconto è messa in crisi da un costante rovesciamento di fronte del quale è lecito chiedersi se non si tratti di una traslazione dell'impotenza (desiderata? Invocata?) dello spettatore tipo cui questo genere di lavori è diretto. Il funnygame di Boyle cela dietro le apparenze libertarie di un racconto che (finge di) gode(re) anarchicamente della decostruzione della possibilità di qualsiasi punto di vista, un universo concentrazionario nel quale i segni sono disposti deterministicamente all'interno di un numero di soluzioni date. 'In Trance' è il corollario di 'lnception': la sotto-directory della sotto-directory. In quanto tale si muove all'interno di un orizzonte immobile nonostante la frenesia del montaggio e l'accumularsi isterico di dettagli e torsioni di sceneggiatura. Come in '127 ore', Boyle mette in luce un virtuosismo esasperato tale da provocare l'involontaria stasi del racconto. Non è un caso che i protagonisti si facciano portatori, enunciandoli, dei twist più improbabili di sceneggiatura. E tutto gira talmente ossessivamente in un universo autoreferenziale da provocare il calo totale di qualsiasi tipo di partecipazione dello spettatore. (...) 'In Trance' procede con la fredda determinazione di una macchina efficientissima, dimenticandosi subito di quella caratteristica evanescente legata appunto agli stati di coscienza che oscillano fra la veglia e il sonno. Inevitabilmente in questo tipo di (rac)conto (che torni o meno non conta), l'indicatore dei piaceri è sempre un elettro encefalogramma piatto. Che nemmeno Rosario Dawson riesca a penetrare l'arroganza segnica di 'In Trance', la dice lunghissima, appunto, sulla matrice autoritaria del cinema di Danny Boyle." (Giona A. Nazzaro, 'Il Manifesto', 29 agosto 2013) "Dopo '127 ore' e la cerimonia d'apertura delle Olimpiadi di Londra, Danny Boyle si ritrova 'In Trance', e non è una buona notizia. Se dalla fotografia alla colonna sonora (Rick Smith degli Underworld) il packaging è deluxe, la storia ha buchi, incongruenze e inverosimiglianze da corso di sceneggiatura per corrispondenza. Per svegliarsi non bastano i due nudi della Dawson. Una furbetta presa per i fondelli." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 5 settembre 2013)

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