Toy Story 42018

SCHEDA FILM

Toy Story 4

Anno: 2018 Durata: - Origine: USA Colore: C

Genere:ANIMAZIONE

Regia:John Lasseter|Josh Cooley

Specifiche tecniche:-

Tratto da:-

Produzione:JONAS RIVERA, MARK NIELSEN PER PIXAR ANIMATION STUDIOS, WALT DISNEY PICTURES

Distribuzione:WALT DISNEY ANIMATION STUDIOS (2019)

TRAMA

Woody ha sempre saputo quale fosse il suo posto nel mondo e la sua priorità è sempre stata prendersi cura del suo bambino, che si trattasse di Andy o di Bonnie. Ma l'arrivo di un nuovo riluttante giocattolo di nome "Forky" nella cameretta di Bonnie dà il via a una nuova avventura on the road insieme a nuovi e vecchi amici, che mostrerà a Woody quanto può essere grande il mondo per un giocattolo.

CRITICA

"(...) Come gli altri film anche questo introduce una vena sinistra e personaggi originalissimi Forky, con il suo disagio esistenziale slapstick e lancinante allo stesso tempo, è la versione Pixar della orrorifica Annabelle, Gabby Gabby. Ma la semplicità assoluta che ha fatto dei primi due film dei capolavori e del terzo un kolossal struggente, qui lascia il posto a una frenesia da targeting demografico e a un horror vacui che moltiplica le sequenze d'azione, accelera il ritmo, complica il plot e affolla la storia di sottotrame e giocattoli che non vengono esplorati abbastanza o non sono necessari. Come Walt Disney faceva per i suoi lungometraggi, la Pixar ci ha abituati - per anni- ad attendere e accogliere i (suoi) film come pietre preziose, capaci di distillare in premesse semplicissime le nostre gioie e le nostre paure più profonde. A paragone, 'Toy Story 4' è un blockbuster del terzo millennio molto ben fatto." (Giulia D'Agnolo Vallan, 'Il Manifesto', 27 giugno 2019) "(...) Probabilmente il migliore capitolo della serie rimane il 3, ma 'Toy Story 4' è un delizioso, godibilissimo cartone animato dal quale si può trarre una piccola lezione di vita: la paura di sentirsi rimpiazzati e dimenticati, beh non è forse un sentimento con il quale, pur non essendo giocattoli, tutti noi a un certo punto siamo costretti a confrontarci? (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 27 giugno 2019) "La serie animata di Toy Story, quasi simbolo delle produzioni Pixar, si è in realtà evoluta e perfezionata negli episodi successivi, sempre più raffinati e ricchi di implicazioni, perfettamente in equilibrio tra efficacia sui bambini e spunti folgoranti sui temi tipici della casa di produzione: le merci, la memoria, le emozioni e la loro reciproca interazione.(...) Forse meno travolgente degli altri episodi, con qualche obolo al politically correct (specie di genere), il quarto episodio della serie comunque funziona e ovviamente commuove, con trovate e luoghi nuovi suggestivi e pieni di strani echi del mondo che ci circonda." (Emiliano Morreale, 'La Repubblica', 27 giugno 2019) "(...) 'Toy Story 4' è perfetto per chiudere il cerchio. Come quando si abbandonano i propri giocattoli, che ci avevano aiutati a crescere, per camminare con le proprie gambe. Una dei più bei film di animazione di sempre. Pensare che questo sia l' epilogo, fa aumentare il magone." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 27 giugno 2019) "Un pezzo di storia del cinema d'animazione. In 25 anni e tre film il gruppo Lasseter-Pixar (ora a Disney) ha cresciuto una generazione (...), descrivendo traumi e soluzioni di crescita e formazione. Personaggi e battute sorprendenti, ma il valore scenico cresciuto dall'inizio fu, ed è, una fenomenale tridimensionalità antropomorfica, un efficace realismo di "rendering" che diventa il passaggio formale per crederci. Credere alle avventure di giocattoli che affrontano il mondo degli umani da giocattoli, ma con emozioni e sensibilità umane, umanissime... Anche la quarta dose di Toy scende come cibo freschissimo, ed è proprio quel realismografico a tenerci ancora con divertimento nelle ambasce di Buzz & Co.(...). Questa volta, finale - finale. Al posto della voce del compianto Frizzi per Woody, il doppiatore di Tom Hanks, Angelo Maggio. Per tutti." (Silvio Danese, 'Giorno', 28 giugno 2019) "(...) La morale è che ogni gioco è alla ricerca di un suo bambino, anima gemella che lo protegga dal mondo, e non a caso la storia gioca un jolly come la parola lealtà. Ai miracoli digitali ormai siamo abituati ma le rincorse folli nel negozio d'antiquariato con quattro marionette cattive sono un brano di divertente emozione. Non temiamo il 5." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera, 12 luglio 2019)

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