Nureyev. The White Crow2018

SCHEDA FILM

Nureyev. The White Crow

Anno: 2018 Durata: 121 Origine: FRANCIA Colore: C

Genere:BIOGRAFICO, DRAMMATICO

Regia:Ralph Fiennes

Specifiche tecniche:ARRIFLEX 416, COOKE S4 AND ANGENIEUX OPTIMO LENSES, SUPER 16

Tratto da:romanzo "Rudolf Nureyev: The Life" di Julie Kavanagh (ed. La nave di Teseo)

Produzione:GABY TANA, FRANCOIS IVERNEL, CAROLYN MARKS PER MAGNOLIA MAE FILMS, BBC FILMS

Distribuzione:EAGLE PICTURES (2019)

ATTORI

Oleg Ivenko nel ruolo di Rudolf Nureyev
Adèle Exarchopoulos nel ruolo di Clara Saint
?ulpan Nailevna Chamatova nel ruolo di Xenia
Ralph Fiennes nel ruolo di Pushkin
Aleksey Morozov nel ruolo di Strizhevsky
Raphaël Personnaz nel ruolo di Pierre Lacotte
Olivier Rabourdin nel ruolo di Richard Brayn
Ravshana Kurkova nel ruolo di Farida Nureyev
Louis Hofmann nel ruolo di Teja Kremke
Sergei Polunin nel ruolo di Yuri Soloviev
Maksimilian Grigoriyev nel ruolo di Rudolf Nureyev bambino
Yves Heck nel ruolo di Jagaud-Lachaume
Calypso Valois nel ruolo di Claire Motte
 

SOGGETTO

Kavanagh, Julie
 

SCENEGGIATORE

Hare, David
 

MUSICHE

Eshkeri, Ilan
 

MONTAGGIO

Pilling, Barney
 

SCENOGRAFIA

Seibel, Anne
 

COSTUMISTA

Fontaine, Madeline
 

TRAMA

Nel 1961, l'astro nascente del balletto russo Rudolf Nureyev, sfuggì in maniera rocambolesca al rimpatrio e si consegnò alla polizia di Parigi...

CRITICA

"(...) Fiennes affida la parte di Rudolf al ballerino Oleg Ivenko che non riesce a restituirne il fiammeggiante carisma? e se il copione prova a suggerire il mistero di un complesso temperamento artistico, questo film pur di indubbia finezza rimane un po' troppo sotto le righe." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 27 giugno 2019) "(...) Rudolf Nureyev, il più grande danzatore del XX secolo, era un'occasione per un biopic fiammeggiante (...) Niente di tutto ciò nella saggia terza regia di Ralph Fiennes, il quale spreca l'occasione mettendo in immagini il libro di Julie Kavanag, adattato in una poco incisiva sceneggiatura di David Hare. (...) Resta una trama piuttosto statica e ripetitiva? e che, soprattutto, non sa trasmettere emozioni." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 27 giugno 2019) "(...) Operazione tradizionale, convenzionale ma non accademica, che trova sbocco suspense negli ultimi 20 minuti all'aeroporto con richiesta di asilo politico: Nureyev migrante di lusso." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 27 giugno 2019) "(...) Piacerà a chi ama le storie dei personaggi «più grandi della vita». E a chi come noi ha in gran stima David Hare e ha gradito ogni cosa che ha scritto tra cinema e teatro. Qui aveva di fronte un compito abbastanza immane. Tramutare un formidabile narciso in un personaggio col quale lo spettatore tutto sommato riesca a identificarsi. Hare c'è riuscito ricordandosi di aver spesso firmato storie di spionaggio. La vicenda della sua defezione dura mezz'ora scarsa, ma Hare e Fiennes (non male come regista) hanno caricata la tensione al massimo nei cento minuti precedenti. Cioè han stabilito le premesse per cui tutto quello che fa Nureyev all'aeroporto parigino (come dribblare gli uomini dei servizi segreti che lo vorrebbero caricare su un volo per Mosca) sia giusto, santo, inevitabile. Si «stringe» a Orly come in un film di James Bond. Perché l'eroe non è (come fu) solo un ballerino esibizionista che si giocava la vita e la carriera, ma un grande artista che solo in Occidente avrebbe trovato l' aria da respirare. Questa è almeno la tesi del ruffianissimo copione di David Hare. Che appunto perché ruffianissimo riesce alla fine a portarci dalla sua." (Giorgio Carbone, 'Libero Quotidiano', 27 giugno 2019) "(...) In una biografia che non sempre convince (a tratti, si fa fatica a seguirne le tracce, talmente è ripetitiva), ma che ha il pregio di ricordare cosa significasse, allora, vivere nell'Unione Sovietica. Peccato, poi, che le parti riservate al ballo siano le meno curate e coinvolgenti. Rimandato il Ralph Fiennes regista." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 27 giugno 2019) "(...) Somigliante, ma non imitante, Ivenko, é toile della Tatar Opera & Ballet, si butta drammatizzando un'idea di Nureyev e un memoir del suo gesto sospeso tra musica e scultura in palcoscenico, oltre i confini degli stati (si racconta in particolare l'asilo politico in Francia) e della coreografia. Verso il nirvana di danza pura citato da Julie Kavenagh nel suo Nureyev (La Nave di Teseo), monumentale biografia che ispira Fiennes anche nei dettagli." (Silvio Danese, 'Giorno', 28 giugno 2019)

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