Amore, Cucina e... Curry2014

SCHEDA FILM

Amore, Cucina e... Curry

Anno: 2014 Durata: 124 Origine: USA Colore: C

Genere:DRAMMATICO

Regia:Lasse Hallstr÷m

Specifiche tecniche:ARRI ALEXA PLUS 4:3/ARRICAM LT, (2K)/HAWK SCOPE, 35 MM/D-CINEMA (1:2.35)

Tratto da:romanzo omonimo di Richard C. Morais

Produzione:STEVEN SPIELBERG, OPRAH WINFREY, JULIET BLAKE PER DREAMWORKS STUDIOS IN CO-PRODUZIONE CON AMBLIN ENTERTAINMENT, HARPO FILMS, PARTICIPANT MEDIA

Distribuzione:UNIVERSAL PICTURES INTERNATIONAL ITALY

ATTORI

Helen Mirren nel ruolo di Madame Mallory
Om Puri nel ruolo di Papa Kadam
Manish Dayal nel ruolo di Hassan Kadam
Charlotte Le Bon nel ruolo di Marguerite
Amit Shah nel ruolo di Mansur Kadam
Rohan Chand nel ruolo di Hassan Haji giovane
Farzana Dua Elahe nel ruolo di Mahira Kadam
Dillon Mitra nel ruolo di Mukthar Kadam
Aria Pandya nel ruolo di Aisha Kadam
Michel Blanc nel ruolo di Sindaco
Juhi Chawla nel ruolo di Mama
 
 

SCENEGGIATORE

Knight, Steven
 

MUSICHE

Rahman, A.R.
 

MONTAGGIO

Mondshein, Andrew
 

SCENOGRAFIA

Gropman, David
 

TRAMA

Hassan Kadam e la sua famiglia si trasferiscono dalla nativa India al pittoresco villaggio di Saint-Antonin-Noble-Val, nel sud della Francia. La famiglia Kadam vuole aprire un ristorante indiano, la Maison Mumbai, a pochi metri di distanza dal classico ristorante francese, premiato anche dalla guida Michelin, di Madame Mallory. La donna inizia a far guerra al ristorante indiano, finchÚ la passione di Hassan per l'alta cucina francese e l'aiuto cuoco di Madame Mallory, Marguerite, lo porteranno a trovare una combinazione tra le due culture e cucine. Il suo talento non passerÓ inosservato e alla fine la stessa madame Mallory prenderÓ Hassan sotto la sua protezione.

CRITICA

"Una disfida che trova facili sbocchi sentimentali e il solito tragitto freudiano sul men¨ d'odio amore in nome della patologica mania gastronomica, che qui deriva dal libro di Richard C. Morais. E l'identificazione di stomaco e cervello (ricette ma anche tradizione, cultura e razza) per un film colorato - quasi pop - in cui la Mirren sa di essere la lady accanto al bel gruppo folk che si batte per i sani sapori non artefatti." (Maurizio Porro, "Corriere della Sera', 9 ottobre 2014) "Il prolifico filone del food-movie continua a produrre menu pi¨ o meno digeribili. Lasse Hallstr÷m, giÓ responsabile nel 2000 di 'Chocolat', serve questa volta un piatto alquanto insipido, che si avvia benino ma prima della metÓ comincia a sgonfiare e a ripetersi. Piuttosto riscaldata anche la metafora delle culture che s'integrano attraverso la cucina; mentre il food-movie inclina verso la commedia sentimentale, ma raccontando un amore povero di sensualitÓ. Attori come Helen Mirren e Om Puri meritano miglior impiego." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 9 ottobre 2014) "(...) snobismo francese opposto alla festosa caciara indiana, tutto per˛ con ricette rigorose e gustose. Da una parte Hassan con le sue spezie e le ricette di mamma, sotto lo sguardo vigile del padre padrone, dall'altra le prelibatezze dello chef stellato e razzista. Poi per˛ le asperitÓ si stemperano. Se non fosse irriverente da un punto di vista culinario si potrebbe dire che tutto si risolve a tarallucci e vino. Inevitabile, si potrebbe dire. Lasse Hallstr÷m torna in Francia dove aveva spopolato con 'Chocolat' per riproporre una sorta di minestra riscaldata. Solo che lÓ aveva le tre J protagoniste: Johnny (Depp). Juliette (Binoche), Judi (Dench). Qui troviamo Helen Minen scostante e Om Puri capofamiglia d'altri tempi che formano la coppia agÚ, mentre Manish Daysl e Charlotte Le Bon formano la coppia giovane destinata a futuro radioso. La vicenda Ŕ giÓ scritta, la regia scolastica, tutto rientra nel deja vu tranne un dato: la produzione in cui compaiono Steven Spielberg e Oprah Winfrey, due nomi che negli Usa sono un'autentica garanzia. Al punto che in un'estate fiacca di incassi come non mai 'The Hundred Foot Journey' (il titolo originale) ha fatto registrare oltre 50milioni di dollari al botteghino. Un risultato decisamente sopra le aspettative e anche sopra i meriti di un film dalla semplicitÓ disarmante. Ma potrebbe essere proprio questa la chiave che ha permesso di incontrare il gusto del pubblico: di fronte alle reiterate avventure di supereroi sempre uguali a se stessi e di azione gratuita delegata agli effetti speciali, per una certa fascia di pubblico Ŕ meglio vedere una storiella in cui gli scontri sono a base di omelette e salsine, bypassando le stelline della critica cinematografica per raccontare di forchettine michelin in un tripudio di vissero tutti felici e contenti. Con tanto amore, un po' di cucina e solo un pizzico di curry." (Antonello Catacchio, 'Il Manifesto', 9 ottobre 2014) "Gustosa commedia dello chef per tutte le stagioni Lasse Hallstr÷m, anche se troppo simile nell'impianto favolistico al suo precedente 'Chocolat'. (...) Un consiglio: andate giÓ mangiati o vi verrÓ una gran fame." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 9 ottobre 2014)

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