Senza Lucio2014

SCHEDA FILM

Senza Lucio

Anno: 2014 Durata: 86 Origine: ITALIA Colore: C

Genere:DOCUMENTARIO

Regia:Mario Sesti

Specifiche tecniche:HD

Tratto da:-

Produzione:ERMA PRODUCTION IN COPRODUZIONE CON MAMA STUDIO

Distribuzione:I WONDER PICTURES (2015)

 

MUSICHE

Teardo, Teho
 

MONTAGGIO

D'Elia, Claudio

TRAMA

Il film racconta Lucio Dalla attraverso gli occhi di chi gli è stato più vicino negli ultimi dieci anni, Marco Alemanno. : tutti conosciamo Dalla, non solo irripetibile autore e musicista ma anche personaggio pubblico che ognuno, almeno a partire dagli anni '70, sente come mito o compagno di strada, come icona di creatività, ironia e libertà, ma anche un po' come parte della propria vita e della propria famiglia. Il film è anche una mappa dei luoghi del mondo di Lucio Dalla: un viaggio nei paesaggi in cui il cantautore è stato più vicino al mondo della propria felicità e dei propri sogni. Da Bologna alla Puglia di Manfredonia e delle Isole Tremiti, fino alla Sicilia dell'Etna e di Milo. Non mancano le voci di chi ha collaborato e lo ha conosciuto meglio (in Italia come all'estero): star internazionali come per esempio Charles Aznavour o Paolo Nutini, attori e autori di cinema con cui ha lavorato come John Turturro, i fratelli Taviani, Isabella Rossellini; teologi come Enzo Bianchi, artisti come Luigi Ontani e Mimmo Paladino, critici musicali come Ernesto Assante e Gino Castaldo, ma anche musicisti e nomi noti dello show business e del professionismo musicale come Renzo Arbore, Stefano Di Battista, i Marta sui Tubi, Piera Degli Esposti (che lo conosceva sin dall'infanzia), Paola Pallottino (che ha scritto per lui il testo di "4/3/1943") oppure Michele Mondella e Beppe D'Onghia (che hanno lavorato con lui per decenni). Ci sono voci di intellettuali che lui frequentava abitualmente (Antonio Forcellino, Peppe e Toni Servillo) e insieme alla loro c'è anche la testimonianza di persone semplici che gli erano molto vicine alle Isole Tremiti e in Sicilia, a Milo, (i suoi due Buen Ritiro) e un coro di non professionisti (Novesesti) diretti dal maestro Paolo Tagliapietra che esegue un brano di Dalla meno noto ma struggente, scritto con Roberto Roversi (Ulisse coperto di sale). Ma è soprattutto il racconto più interno (cosa pensava Dalla di se stesso, del suo talento, del suo successo), i momenti più appartati e solitari (la contemplazione del mondo, la curiosità insaziabile per gli altri) che nel film fanno conoscere un Lucio Dalla che pochissimi hanno avuto la possibilità di sentir raccontare. Da questo punto di vista, tuttavia, il racconto su Dalla di Marco Alemanno ci porta sorprendentemente in uno stato d'animo che conosciamo meglio di quanto sospettiamo: tutti noi, abituati ad avere vicino la sua musica, le sue parole, le sue canzoni, come se facessero parte integrante del paesaggio della nostra esistenza, abbiamo provato una sensazione di perdita irreparabile alla sua scomparsa.

CRITICA

"(...) un mix tonalità, stiloso thriller chic con un tocco di noir nelle musiche e, in parte, nella fotografia, che sceglie vetrate scintillanti e ingabbiati interni rossastri." (Silvio Danese, 'Nazione - Carlino - Giorno', 6 marzo 2015) "(...) un grande ritratto intimo e collettivo, aperto e contraddittorio, in cui le immagini più diverse si susseguono senza mai dire, com'è giusto, l'ultima parola. (...) un film che riesce a mettere a fuoco la dimensione più intima di Dalla senza mai cadere nell'indiscrezione, rievocando la ricchezza di un rapporto unico." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 5 marzo 2015) "(...) un bel documentario, con molte, stupende immagini e, a sorpresa, pochissime canzoni. Tantissimi invece i personaggi uniti nell'affettuosa memoria del grande cantautore. Che ne esce plebiscitariamente come perfezionista nel lavoro e generoso nel privato." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 5 marzo 2015) "Lucio uno nessuno e centomila, collage ritratto che già nel titolo dice perché si torna, si tornerà, a parlare ricordare risentire Dalla: 'Senza Lucio'. Con le immagini dei luoghi privilegiati dai suoi occhi, il terrazzo alle Tremiti, il centro storico di Bologna, l'Etna, la costa sorrentina, e con le parole delle persone più vicine negli ultimi anni il film presentato al Festival di Torino, di Mario Sesti, autore, documentarista, critico e direttore di festival, è più di un'impaginazione di dichiarazioni. Le fotografie di Dalla bambino (una fantomatica in braccio al padre Giuseppe a un anno), le pure riprese dell'amatissimo paesaggio lavico, certe improvvisazioni in concerto e i pezzi rilanciati da Marta sui Tubi lasciano un impasto vivo di arte& vita." (Silvio Danese, 'Nazione-Carlino-Giorno', 28 novembre 2014)

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