Perfect Stranger2007

SCHEDA FILM

Perfect Stranger

Anno: 2007 Durata: 110 Origine: USA Colore: C

Genere:DRAMMATICO, THRILLER

Regia:-

Specifiche tecniche:-

Tratto da:-

Produzione:REVOLUTION STUDIOS

Distribuzione:SONY PICTURES RELEASING ITALIA

TRAMA

La reporter Rowena Price scopre che l'assassinio di una sua cara amica potrebbe essere collegato a Harrison Hill, un noto pubblicitario. Con l'aiuto del collega Miles Hailey, mago dell'informatica, la reporter inizia a indagare facendosi assumere nella società di Hill con il falso nome di Katherine e frequentando come Veronica una love-line su Internet di cui Hill è assiduo frequentatore. Tuttavia, nel corso delle indagini Rowena si rende conto che non è l'unica ad aver assunto altre identità...

CRITICA

"E' uno di quei film che non si possono raccontare se non a costo di vanificare il senso della visione. Perché tutto corre verso lo svelamento di un inconfessabile segreto. Che arriva alla fine, bello grosso, dopo un percorso fatto apposta per distrarre dalla verità. Il contrario di quello che faceva Hitchcock. Sarebbe poco male, perché si tratta i un tipico prodotto di quella sovrabbondante zavorra americana che viene scaricata sul nostro mercato coloniale, ma la convenzione impone il riserbo e lo rispettiamo. Non senza aver chiesto scusa a Hitchcock per averlo tirato in ballo come pietra di paragone per un filmetto che non vale un minuto del suo cinema." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 13 aprile 2007) "In base alla disordinata configurazione del film si può ricavare una regola: l'unica consegna inderogabile del cinema di consumo deve essere quella di non annoiare. In libera uscita dall'empireo dell'alta filmologia, non c'è niente di male a comportarsi da normali consumatori di un onesto prodotto di routine. Se un racconto per immagini è intrigante, scorre via veloce e ti fa passare gradevolmente il paio d'ore, dovremmo accontentarci e non star lì a spaccare il capello in quattro. Ce ne accorgiamo quando un prodotto non funziona, come accade con 'Perfect Stranger'; un thrilling realizzato per divertire che ahimé non diverte affatto." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 13 aprile 2007) "Di 'Perfect stranger' verrebbe da dire che è ben lontano dall'essere 'perfetto', mentre vi tende con una buona approssimazione la sua attrice protagonista: Halle Berry. Si può evitare di parlare della bontà di un film per concentrarsi unicamente sulle doti della sua prima donna? Forse no, ma in questo caso sì. Perché 'Perfect Stragner', per la regia anonima di un mestierante di successo, ovvero il signor James Foley, è un thriller volutamente incasinato. E' tutto giocato sulla teoria delle scatole cinesi, riprendendo un classico modello di sceneggiatura di genere, che permette di cambiar sempre le carte in tavola, che promette di tener alta sempre la tensione, ma che lascia all'ennesimo capovolgimento di fronte, un senso di vuoto, e forse anche la testa vuota. (...) In questo thriller a tavolino, non spicca, invece, la prestazione di un altro 'guru' della Hollywood main strem: il signor Bruce Willis, qui eteromane e uomo di potere, è gigione come non mai." (Dario Zonta, 'L'Unità', 13 aprile 2007) "Man mano che il film procede la plausibilità della faccenda diminuisce a vista d'occhio fino alle estreme conseguenza di un finale che in nome della sorpresa sacrifica il senso comune. James Foley, regista altre volte abile, non riesce a tenere in mano una faccenda che gli scappa da tutte le parti: e gli interpreti vivono di rendita su un prestigio divistico che un altro paio di film come questo finiranno per logorare." (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 13 aprile 2007) "La bellissima Halle Berry, giornalista da scoop che rovista nella cacca morale trovandosi benissimo, vuole scoprire chi ha le ha ucciso un' amica: vuole denunciare, assumendo la classica doppia identità, un potente pubblicitario che raggira segretarie. Naturalmente la verità è sepolta più lontano, quando la prendi di mira se ne vola via. Nella parte dell' hacker dal cuore deluso esperto d' informatica, è molto bravo Giovanni Ribisi, mentre Bruce Willis onora il contratto con il solito seduttore manager in un girotondo di corruzioni morali e materiali che il regista James Foley stigmatizza per finta. Thriller sexy, dunque, che fa leva sui peggiori istinti e le più morbose curiosità, esca per il pubblico che si aspetta la sorpresa sepolta. Il discorso sul mondo virtuale, attualissimo, resta ai margini, tenta di uscire ma la sceneggiatura glielo impedisce. La Berry chatta ripetendo ad alta voce. Mah." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 20 aprile 2007)

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