Nessuno mi pu? giudicare2010

SCHEDA FILM

Nessuno mi può giudicare

Anno: 2010 Durata: 95 Origine: ITALIA Colore: C

Genere:COMMEDIA, ROMANTICO

Regia:Massimiliano Bruno

Specifiche tecniche:35 MM

Tratto da:-

Produzione:FULVIO E FEDERICA LUCISANO PER I.I.F. ITALIAN INTERNATIONAL FILM IN COLLABORAZIONE CON RAI CINEMA

Distribuzione:01 DISTRIBUTION (2011)

ATTORI

Paola Cortellesi nel ruolo di Alice
Raoul Bova nel ruolo di Giulio
Rocco Papaleo nel ruolo di Lionello Frustace
Anna Foglietta nel ruolo di Eva
Giovanni Bruno nel ruolo di Filippo
Hassani Shapi nel ruolo di Aziz
Valerio Aprea nel ruolo di Biagio
Lillo nel ruolo di Enzo
Lucia Ocone nel ruolo di Tiziana
Awa Ly nel ruolo di Abeba
Raul Bolanos nel ruolo di Marcelo
Maurizio Lops nel ruolo di Bonetti
Pietro De Silva nel ruolo di Bompadre
Caterina Guzzanti nel ruolo di Sofia
Massimiliano Delgado nel ruolo di Denis
Massimiliano Bruno nel ruolo di Francesco Graziani
Dario Cassini nel ruolo di Pietro
Barbara Folchitto
 
 

SCENOGRAFIA

Peng, Sonia
 

COSTUMISTA

Moretti, Alberto

TRAMA

Alice ha 35 anni, un marito imprenditore nel ramo dei sanitari e un figlio, Filippo, di 9 anni. Donna superficiale, antipatica e classista, vive in una bella villetta di Roma nord che gestisce con tre domestici extra-comunitari. La sua è un'esistenza dorata, senza alcun problema. Tutto ciò fino alla morte di suo marito. Alice, infatti, eredita un grosso debito da saldare e rimane sul lastrico. Sarà quindi costretta ad abbandonare la sua casa e i suoi agi per trasferirsi in periferia, ma soprattutto dovrà trovare un modo per guadagnare nel più breve tempo possibile il denaro necessario a garantire a se stessa e a Filippo un tenore di vita adeguato al precedente. E come riuscire a fare tanti soldi in poco tempo? Secondo lei basta esercitare il mestiere più antico del mondo! Con l'aiuto di Eva, una escort professionista, Alice verrà introdotta in un giro di politici, imprenditori, artisti e personaggi sportivi e, dopo un disastroso debutto, si butterà a capofitto nella sua missione. Nel frattempo, la donna entrerà anche in contatto con una serie di nuove persone che cambieranno per sempre la sua visione del mondo: Giulio, gestore di un Internet Point di sani principi che odia le bugie e l'ipocrisia, con cui inizierà una relazione d'amore minata dal segreto della sua 'professione'; Lionello, il portiere del palazzo, razzista, qualunquista e politicamente scorretto in tutto ciò che dice, ma in fondo con un cuore d'oro; Enzo e Tiziana, quarantenni sposati e senza figli convinti che il buon vicinato sia una ragione di vita; Aziz, il cameriere pakistano dal cuore grande che la aiuterà nel vero momento del bisogno; Biagio, commesso dell'Internet Point che soffre per amore della sua fidanzata Sofia che l'ha tradito con un giocatore di rugby.

CRITICA

"L'ottimo sceneggiatore di tanti film di Brizzi e l'autore di teatro e tv Massimiliano Bruno, ha scritto anche 'Nessuno mi può giudicare' film che segna il suo esordio nella regia (...). Il copione, lo ha scritto insieme con Edoardo Falcone e la collaborazione di Brizzi circa un anno fa, quando ancora l'Italia non aveva conosciuto lo scandalo di Ruby Rubacuori e delle ragazze dell'Olgettina e quando ancora la escort era soltanto sinonimo di un modello di automobile. A vederlo oggi, tra divertimento e ironia, c'è da giurare che seguendo le avventure della protagonista Alice (Paola Cortellesi) e della sua amica Eva (Anna Foglietta), escort per necessità col contorno di siparietti sadomaso strapparisate e cocktail proibiti su uno yacht di lusso, il pensiero va dritto all'attualità, anche se la pellicola, precorrendo la cronaca, ovviamente non ne accenna affatto se non involontariamente. Per non parlare dell'imperativo gridato nel titolo stesso del film, sul quale c'è l'imbarazzo dell'attribuzione. All'interno di un microcosmo periferico, il Quarticciolo romano che diventa quasi un altro protagonista bonaccione e altruista delle spasso se e a tratti intimiste vicende di Alice, di Giulio-Raoul Bova, ennesima gustosa rivelazione stavolta nei panni del sentimental-coatto e di Lionello-Rocco Papaleo, irresistibile qualunquista italico dal cuore d'oro, si sviluppa una commedia strutturata come «affresco di un'Italia del compromesso» dice il regista." ('Il Messaggero', 12 marzo 2011) "Max Bruno spinge il suo verso un trionfo di gag e battute, sue e di Riccardo Cassini (i due sono stati per anni gamen del nostro spettacolo maggiore, film di Brizzi compresi). Non solo. Sposta gran parte del tipo di commedia leggera alla Brizzi, fatta di un misto di romanticherie e di piccoli moralismi, giocando sul cast e sulle trovate comiche, più dalle parte di 'Boris', dove Max Bruno è attore, che da quelle di 'Maschi contro Femmine'. Dalle parti, cioè, della nuova commedia di ambientazione coatta, qui siamo addirittura nello storico quartiere romano del Quarticciolo (e compare anche il nipote del Gobbo!), con un mischione di personaggi cinici-stupidi-amorali ma tenerelli, tutti interpretati da piccole e grandi star della tv 'intelligente', senza mai perdere una leggerezza e piacevolezza di storia. Come in 'Boris', insomma, dove non ti preoccupi del fatto che si stia massacrando la fiction di una rete nazionale, ma ci ridi su, qui non ti preoccupi che l'unica strada per sopravvivere nella Roma di oggi sia quella della prostituzione. In qualche modo 'Nessuno mi può giudicare' è un film abbastanza cinico e realistico sul crollo della piccola borghesia e sul suo facile cadere nella prostituzione di ogni tipo, ma l'importante è che la storia d'amore tra l'alto borghese diventata escort, Paola Cortellesi, e il coatto bono del quartiere, Raoul Bova, vada a buon fine e che tutte le gag funzionino." (Marco Giusti, 'Il Manifesto', 17 marzo 2011) "Piacerà a chi ha grande considerazione per Paola Cortellesi e giustamente la giudicava finora servita non molto bene dal cinema (avevamo l'unica passibile erede di Monica Vitti e la usavamo al 100%?). Ma il film piacerà anche per il ritrattino (quasi inedito) di una Roma non più ombelico del mondo, ma luogo di passaggio di un paese sempre più multietnico" (Giorgio Carbone, 'Libero', 18 marzo 2011) "Commedia made in Italy, arriva la nuova generazione. Comici sì, ma con un occhio al sociale. Registi, ma prima ancora attori e sceneggiatori. Capaci di infilare gag e battute a raffica, ma senza dimenticare un paese che ha voglia di essere raccontato, sia pure con leggerezza." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero' 18 marzo 2011) "Si parla di escort, ma non pensate a Patrizia D'Addario. La cronaca legata alle fregole sessuali dei politici è appena evocata, niente bunga bunga e notti di Arcore, al massimo si vede un coca-party su uno yacht affollato di politici, imprenditori, faccendieri e appunto belle fanciulle in tubino nero. (...) Il film di Massimiliano Bruno è aggraziato e prevedibile. Senza troppe pretese, con un'eccessiva dose di buonismo, racconta la metamorfosi di Alice, un tempo stronzetta dei Parioli e ora alle prese con clienti buffi o arroganti. (...) Paola Cortellesi, protagonista assoluta, fa qualche faccetta di troppo, ma se la cava bene. Citazioni scherzose da Confucio e i Pooh, una frecciatina affettuosa a Nanni Moretti, l'evergreen della Caselli come spunto per il titolo." (Michele Anselmi, 'Il Riformista', 19 marzo 2011) "Una commedia con sentimenti che sfociano, com'è chiaro, nell'immancabile lieto fine. L'ha scritta, esordendo nella regia, uno sceneggiatore, Massimiliano Bruno, già a suo tempo apprezzato per 'Tutto l'amore del mondo' e per 'Notte prima degli esami' 1 e 2. (...) Gli abitanti grossolani ma simpatici del caseggiato dove adesso abita Alice, compresi vari extracomunitari tutti buoni, un portiere razzista, che forse anche lui, alla fine, si rabbonirà, cui è da aggiungersi, al momento opportuno, la lista variopinta dei 'clienti' che presto metteranno Alice a tu per tu con il suo nuovo mestiere, un campionario che - si parvis licet - sembrerebbe rubacchiato a "Bella di giorno" di Buñuel. Momenti stanchi, altri eccessivamente coloriti, altri ancora, quando si sospingono i sentimenti in primo piano, portati al limite dell' emozione facile. Comunque il film, specie trattandosi di un esordio, può guardarsi con una certa simpatia. Per merito anche di tre interpreti decisamente convincenti. Alice è Paola Cortellesi, in attento equilibrio fra le pagine sexy e quelle che annunciano l'amore, il giovane cui finirà per unirsi è Raoul Bova, serio, asciutto, riservato, come il personaggio voleva, il portiere razzista è Rocco Papaleo, pronto a regalarci un'altra delle sue caratterizzazioni pittoresche." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo - Roma', 19 marzo 2011) "Tecnicamente la Cortellesi è corretta nel trasferire la boria razzista dei quartieri alti nell'enclave buonista del caseggiato periferico e, successivamente, nel vivere con i comici stupori del caso l'apprendistato e la pratica della professionista del sesso a pagamento. Purtroppo, però, non smette mai di trasmettere al pubblico un'asettica seriosità, un'incongrua forzatura e una strisciante aria risentita che finiscono col rendere inerti le disarmanti disavventure del suo personaggio. (...) Per fortuna nel trionfo di manicheismo di stampo 'grillino' irrompe il talento comico sanamente scorretto dell'ottimo Rocco Papaleo, solo al quale è consentito scoccare qualche esilarante freccia di dialogo." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 25 marzo 2011)

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