MOSCHE DA BAR1996

SCHEDA FILM

MOSCHE DA BAR

Anno: 1996 Durata: 91 Origine: USA Colore: C

Genere:DRAMMATICO

Regia:-

Specifiche tecniche:-

Tratto da:-

Produzione:ADDIS WECHSLER PICTURES - LIVE ENTERTAINMENT - MUSE PRODUCTIONS

Distribuzione:LIVE ENTERTAINMENT (1997) - ORION CLASSICS - ACADEMY PICTURES - RCS FILMS & TV

TRAMA

In una lontana periferia di New York, il bar Trees Lounges è il punto di ritrovo per motociclisti, operai, vecchi clienti, bevitori seri ma anche il luogo dove trascorrono le giornate alcuni personaggi strani. Bill, veterano di guerra, è un vecchio cliente abituale. Jakie e Stan sono una anziana coppia che da sempre litiga su tutto. Vic, il capobarista, è brontolone e cattivo, l'altra barista, Connie, è presa dagli affari ma ogni tanto si lascia andare ai complimenti dei clienti. C'è poi Tommy, 31 anni, meccanico disoccupato, sempre pronto a parlare e a passare la notte con ragazze appena conosciute. La sua ex fidanzata Lisa se ne è andata con Rob, il suo migliore amico e anche datore di lavoro. Lisa è incinta di otto mesi e Rob non sa se il figlio è suo o di Tommy. Questi un giorno si ritrova con un furgoncino per vendere gelati, lasciatogli da uno zio. Tommy va in giro e, passando di strada in strada, si fa aiutare dalla minorenne Debbie. Ad una festa, la ragazza fuma erba e passa la notte con Tommy. Il papà Jerry lo viene a sapere e lo riempie di botte. Uscito dall'ospedale, Tommy torna al bar e capisce che è il momento di riordinare la propria vita. Anche il vecchio Bill è stato ricoverato. Tommy al bancone pensa al futuro.

CRITICA

"Malinconico e rassegnato, il personaggio che Steve Buscemi ha interpretato per il suo esordio come regista la dice lunga su cosa amano veramente i volti della nuova Hollywood. Qui l'aggressività. l'ironia e la strafottenza dei vari personaggi pre e post tarantiniani lasciano il campo al quadro disperato di una solitudine invasiva che si toglie la maschera per mettere in pubblico i propri fallimenti. Senza rimpianti ma con la pacata accettazione di chi sembra destinato a conoscere soltanto la sconfitta. Proprio come i frequentatori del bar Trees Lounge. persi per sempre dentro il bicchiere, ma comunque incapaci di accettare le conseguenze delle loro azioni. Buscemi filma senza vezzi post moderni, 'ad altezza d'uomo' attento soprattutto al lavoro sulla recitazione, all'aggressività fisica, a una centralità dell'attore. E ci offre il quadro desolato e pessimista di una società che, a differenza di Hollywood, non è più capace di credere nei sogni". (Paolo Mereghetti, 'Sette', 10 luglio 1997) "Robert Altman e John Cassavetes potrebbero essere i padrini di questo minuscolo capolavoro che con delicata sensibilità ritrae la triste e buffa commedia umana di un mondo alla deriva. Un mondo senza illusioni né speranze, colto attraverso notazioni, istantanee, facce mutate in tragiche maschere di solitudine che affascinano nella loro dura e commovente verità". (Enzo Natta, 'Famiglia Cristiana', 6 agosto 1997)

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