London Boulevard2010

SCHEDA FILM

London Boulevard

Anno: 2010 Durata: 104 Origine: GRAN BRETAGNA Colore: C

Genere:DRAMMATICO, THRILLER

Regia:William Monahan

Specifiche tecniche:ARRICAM LT/ARRICAM ST, SUPER 35 (3-PERF) STAMPATO A 35 MM/D-CINEMA (1:1.85)

Tratto da:romanzo omonimo di Ken Bruen (Casini Editore)

Produzione:QUENTIN CURTIS, TIM HEADINGTON, GRAHAM KING, WILLIAM MONAHAN PER GK FILMS, HENCEFORTH PICTURES, PROJECTION PICTURES

Distribuzione:01 DISTRIBUTION (2011)

ATTORI

Colin Farrell nel ruolo di Mitchell
Keira Knightley nel ruolo di Charlotte
David Thewlis nel ruolo di Jordan
Anna Friel nel ruolo di Briony
Ben Chaplin nel ruolo di Billy
Ray Winstone nel ruolo di Gant
Eddie Marsan nel ruolo di Bailey
Sanjeev Bhaskar nel ruolo di Dr. Sanji Raju
Stephen Graham nel ruolo di Danny
Ophelia Lovibond nel ruolo di Penny
Matt King nel ruolo di Fletcher
Donald Sumpter nel ruolo di Governatore di Pentonville
Andrew Havill nel ruolo di Vagabondo
Lee Boardman nel ruolo di Lee
Velibor Topic nel ruolo di Storbor
Elly Fairman nel ruolo di Moglie di Gant
Kerry Shale nel ruolo di Avvocato
Alan Williams nel ruolo di Joe
Tim Plester nel ruolo di Paparazzo
Nick Bartlett nel ruolo di Beaumont
Jonathan Cullen nel ruolo di Anthony Trent
Julian Littman nel ruolo di Alfons
Jamie Campbell Bower nel ruolo di Ragazzino bianco
 

SOGGETTO

Bruen, Ken
 

SCENEGGIATORE

Monahan, William
 
 
 

SCENOGRAFIA

Childs, Martin
 

TRAMA

Tornato in libertà dopo alcuni anni trascorsi in carcere, Mitchell, in cerca di un lavoro, accetta la proposta di un amico: sarà il bodyguard di Charlotte, un'attrice bellissima e solitaria. Per lui inizia una nuova vita fatta di lusso, macchine potenti, sesso e forse anche amore. Ma non si può sfuggire al proprio passato...

CRITICA

"L'intreccio narrativo della trasposizione sullo schermo del romanzo 'London Boulevard' dell'irlandese Ken Bruen operata dall'esordiente William Monahan, già sceneggiatore dell'ottimo 'The Departed', non è per nulla inedito. (...) I dettagli fanno, però, la differenza: recitazioni aspre e credibili come di più non si potrebbe, una grande fotografia per un habitat inconfondibile e la magistrale colonna sonora vintage con Rolling Stones e Dylan a conferire pura classe all'overdose di ritmo, crudeltà e violenze." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 10 giugno 2011) "Pur essendo molto inglese per ambientazione, pasta fotografica e recitazione, 'London Boulevard' è firmato (a partire da un romanzo di Ken Bruen) dal bostoniano William Monahan, sceneggiatore noto per aver scritto il copione di "The Departed" di Scorsese, che esordisce qui nella regia confermando la sua propensione al gangster movie. (...) Nel film ritroviamo anche David Thewliss, nella parte di un nichilista strafatto di droga che si riserva le battute più ciniche, lasciando il ruolo dell'antieroe romantico a Farrell, che lo impersona con convincente intensità. Non tutto torna e qua e là si avverte un sospetto di artificiosità, ma nell'insieme Monahan non se l'è cavata male." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 10 giugno 2011) "William Monahan si è guadagnato l'attenzione di Hollywood vincendo un Oscar per la sceneggiatura che aveva scritto per 'The Departed' di Martin Scorsese ispirandosi a un film di Hong Kong. Adesso, profittando di quella attenzione, ha pensato di diventare anche regista, ispirandosi questa volta, per la sceneggiatura, a un romanzo un po' farraginoso di Ken Bruen ambientato a Londra nel mondo del crimine. (...) Monahan, diventato regista, ha cercato di rimediare a queste cifre dubbie, da lui stesso costruite, con un piglio che desse almeno risalto alle tensioni proprie a drammi di questo tipo e bisogna ammettere che almeno in parte c'è riuscito. Per merito anche della fotografia di Chris Menges (Premio Oscar per 'Mission' e per 'Urla del Silenzio') cui si deve una Londra spesso insolita e sempre molto tenebrosa. Nei panni di Mitchel si muove con disinvoltura Colin Farrell, felice soprattutto quando si propone come vittima. L'episodio amoroso è affidato a Keira Knightley, con meno fascino del solito." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo Roma', 10 giugno 2011) "Prendete uno sceneggiatore che ha vinto l'Oscar per la miglior fotocopia, isolatelo per qualche giorno nella sua villa del Vermont, dategli da leggere uno stock di romanzi polizieschi dello scrittore irlandese Ken Bruen... e cosa otterrete? Un'altra fotocopia. Da tempo non vedevamo un film interamente costruito sui cliché come 'London Boulevard'. Come insegna Umberto Eco, un luogo comune è solo un luogo comune mentre cento luoghi comuni possono diventare un'opera d'arte. Ma Eco si riferiva a 'Casablanca', dove c'erano la seconda guerra mondiale, Bogie e Ingrid Bergman. (...) Mescolando spudoratamente il Kevin Costner di 'Bodyguard' con echi di 'Viale del tramonto' (il fantasma di Billy Wilder gli tirerà le lenzuola), Monahan fa innamorare i due mentre il passato malavitoso di Mitchell incombe nei panni di Gant, gangster-dandy interpretato da un altro cliché vivente, Ray Winstone (sarà bravo sto attore? Finché si limita a bestemmiare e a sparare in testa a chiunque, non lo scopriremo mai). Monahan inizia ogni sequenza con una canzone rock, da 'Heart Full of Soul' degli Yardbirds a 'Stray Cat Blues' degli Stones. Lo fa perché anche Scorsese fa così. Buona la fotografia di Chris Menges, che i suoi 2 Oscar se li è meritati." (Alberto Crespi, 'L'Unità', 10 giugno 2011) "Avrà successo questo pretenzioso e goffo 'London Boulevard', soprattutto perché il moderatamente espressivo Colin Farrell è uno che al botteghino tira. L'ha scritto e diretto l'ennesimo esordiente, tale William Monahan, traendolo da un romanzo noir. Già nel titolo il film evoca il celebre 'Sunset Boulevard', ovvero 'Viale del tramonto', di Billy Wilder, spostandone l'ambientazione da Hollywood a Londra. Covo, a dar retta al fantasioso autore, di una malavita da far impallidire la Chicago di Al Capone. (...) Insomma, tanti nodi che vengono faticosamente al pettine in un susseguirsi di scene di gratuito sadismo, innaffiato da un insistente turpiloquio e alternato a ridicoli vaneggiamenti filosofici. Detto che i gorilla del boss, per tacere del killer bosniaco, sono dei perfetti deficienti, resta inspiegabile il clamoroso successo, nella finzione, ma ancora più nella realtà, della svenevole anoressica Keira Knightley." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 10 giugno 2011) "Piacerà a chi aspettava da non poco tempo una gangster story di vero spessore. Vale a dire, con una storia che funziona, un'ambientazione convincente e una bella parata di attori (tra i quali giganteggia Ray Winstone)." (Giorgio Carbone, 'Libero', 10 giugno 2011) "Ricalcato sul classico hollywoodiano 'Viale del tramonto', il film pecca di eccessiva prevedibilità e il delinquente pentito che non riesce a cambiare vita è un personaggio di cui il cinema ha spesso abusato."(Alessandra De Luca, 'Avvenire', 10 giugno 2011)

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