SCHEDA FILM

LA BALLATA DI GREGORIO CORTEZ

Anno: 1982 Durata: 100 Origine: USA Colore: C

Genere:DRAMMATICO, STORICO

Regia:-

Specifiche tecniche:PANORAMICO A COLORI

Tratto da:"WITH HIS PISTOL IN HIS HAND" DI AMERICO PAREDES

Produzione:MOCTESUMA ESPARZA MICHAEL HAUSMAN

Distribuzione:TAURUS CINEMATOGRAFICA (1984) - DOMOVIDEO - SAN PAOLO AUDIIVISIVI

TRAMA

Siamo nel 1901, nel Texas da non molto distaccato dal Messico (ma non ancora del tutto assorbito dagli Stati Uniti), nel quale, pertanto, i problemi posti da una consistente etnìa indo-ispanica sono assai acuti. Alla casa di un povero "vaquero" -Gregorio Cortez- che vive a Karmes con il fratello, la moglie e tre figlioletti, si presenta un giorno lo sceriffo accompagnato da un interprete. Egli accusa Gregorio di aver venduto un cavallo non suo, l'altro nega, lo sceriffo vuole arrestarlo e trae la pistola: interpostosi il fratello, questi cade mortalmente ferito ed il "vaquero" uccide l'uomo della legge. Nella notte, la famigliota si rifugia in casa di amici: assediati dagli uomini del nuovo sceriffo, ne nasce una sparatoria ed ancora uno sceriffo ed un altro uomo vengono uccisi. Mentre il conto a debito di Gregorio si allunga (ma non è stato lui) e la sua famiglia viene richiusa in prigione, egli diviene un fuggiasco, inviso e braccato da ogni parte. A cavallo come lui, terrorizzato e angosciato per la sopravvenuta morte dell'amato fratello, lo inseguono non solo gli uomini della legge, guidati da un terzo capo, ma anche un distaccamento di "rangers", al quale si aggrega un giornalista, stante l'interesse che la caccia all'assassino (messicano) ha ormai determinato nello Stato. Mille dollari di taglia pendono sulla testa di Cortez, che si dirige verso il Rio Grande: venduto per tale somma da un pastore, dopo varie peripezie e sofferenze, il fuggiasco è infine catturato e imprigionato in una cella non lontana da quella dei suoi. Prima del processo, un avvocato gli viene assegnato il quale, grazie ad una interprete, si fa raccontare la versione dei fatti. Si scopre, così, che tutta la vicenda e la tragedia sono fondate su di un equivoco, addirittura su di una parola: il povero "vaquero", alla domanda se aveva venduto un cavallo, aveva sinceramente risposto di no, mentre aveva subito aggiunto, nella sua lingua materna, che l'oggetto del negozio era stata una cavalla (termine che l'interprete dello sceriffo non aveva affatto compreso). Al processo, l'avvocato spiega ai giudici la realtà delle cose, sostenendo inoltre la tesi della legittima difesa, per il primo cadavere, e la innocenza del proprio assistito, in ordine agli altri. Ma la giuria affibbia a Gregorio 50 anni. Mentre nella notte già fiorisce sulle labbra del popolo la ballata dell'infelice Gregorio, altra gente inferocita assedia la prigione volendo linciarlo. Ma lo sceriffo in carica lo difende e protegge, per accompagnarlo in treno verso l'amaro destino di un carcere praticamente a vita (la Storia poi ci informa che, dopo altri sei processi, nel 1913 Gregorio venne riabilitato e graziato, per morire tre anni dopo).

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