Il diario di una tata2006

SCHEDA FILM

Il diario di una tata

Anno: 2006 Durata: 107 Origine: USA Colore: C

Genere:COMMEDIA, DRAMMATICO, ROMANTICO

Regia:Robert Pulcini|Shari Springer Berman

Specifiche tecniche:-

Tratto da:romanzo omonimo di Nicola Kraus e Emma McLaughlin

Produzione:THE WEINSTEIN COMPANY LLC, FILMCOLONY

Distribuzione:01 DISTRIBUTION, DVD: 01 DISTRIBUTION HOME VIDEO

ATTORI

Scarlett Johansson nel ruolo di Annie Braddock
Laura Linney nel ruolo di Sig.ra X
Paul Giamatti nel ruolo di Sig. X
Chris Evans nel ruolo di Harvard Hottie
Donna Murphy nel ruolo di Judy
Alicia Keys nel ruolo di Lynette
Nicholas Art nel ruolo di Grayer
Nathan Corddry nel ruolo di Calvin
Brande Roderick nel ruolo di Tanya
Judith Roberts nel ruolo di Milicent
Alison Wright nel ruolo di Bridget
Heather Simms nel ruolo di Murnel
Sakina Jaffrey nel ruolo di Sima
Julie White nel ruolo di Jane Gould
Nicola Barber nel ruolo di Lizzie
Aaron Staton nel ruolo di John
Brendan Griffin nel ruolo di Kenny
Charlie Hewson nel ruolo di Jojo
Eli Harris nel ruolo di Lewis
John Henry Cox nel ruolo di Dean
Kaitlin Hopkins nel ruolo di Bitsy
Patrick Heusinger nel ruolo di Carter
Pedro Barreira nel ruolo di Richard
Rosa Nino nel ruolo di Maria
Stephen O'Reilly nel ruolo di Reggie
 

MUSICHE

Suozzo, Mark
 

MONTAGGIO

Pulcini, Robert
 

SCENOGRAFIA

Ricker, Mark
 

COSTUMISTA

Wilkinson, Michael

TRAMA

Annie Braddock, neolaureata in economia e antropologia, deve scegliere quale direzione prendere per il suo futuro: intraprendere una carriera nel mondo degli affari come vorrebbe sua madre o seguire il suo sogno di studiosa delle varie culture ed etnie. A risolvere il quesito, con una terza scelta, interviene l'incontro fortuito con una mamma dell'Upper East Side di New York che la scambia erroneamente per una tata e che le propone un impiego a tempo pieno come baby-sitter di suo figlio Grayer. Nonostante la totale ignoranza in fatto di bambini, Annie decide di accettare, ma l'impresa si rivela piuttosto ardua sia per il difficile rapporto con il monello viziato che le è stato affidato, che per le inflessibili regole della capricciosa Signora X, tra cui il divieto assoluto di frequentare i ragazzi. Tutto questo proprio quando incontra il ragazzo dei suoi sogni.

CRITICA

Dalle note di regia: "Essendo nati e cresciuti a New York, abbiamo a lungo sognato di dirigere un grande film d'ampio respiro che catturasse l'eccentrica Manhattan raffigurata in alcuni dei nostri film preferiti degli anni cinquanta e sessanta ('Colazione da Tiffany', 'A piedi nudi nel parco', 'Un giorno a New York'). In questi film, la sincera emozione di riprendere in esterna ha informato ogni singolo fotogramma, e così la città pareva sempre meno una Grande Mela e sempre più un variopinto regalo di San Valentino. Dopo la realizzazione di 'American Splendor' - un film che rappresentava la vita statunitense con un realismo molto austero e molto poco hollywoodiano - abbiamo deciso di cimentarci in una raffigurazione della vita negli Stati Uniti da un punto di vista più scintillante e romanzato. E quale materiale migliore con cui lavorare se non un bestseller che tra l'altro è anche una mordace satira sociale? Traendo spunto dalla copertina del libro, abbiamo scelto di inserire in questo film più di un elemento di fantasia attraverso vari riferimenti di natura visiva e musicale al classico film per bambini 'Mary Poppins'. Pur essendo una ragazza contemporanea che si sforza di trovare una propria via a New York, la nostra eroina aspira alla saggezza della perfetta tata inglese disneyana. Anche il fatto che Annie nutra il desiderio di diventare antropologa incide sul nostro stile narrativo. Sebbene in definitiva non riesca a mantenere un'obiettività scientifica riguardo ai propri soggetti, Annie racconta la sua esperienza con il sordido ricco come se si trattasse di un mero studio scientifico. Insieme con i vari riferimenti alla musica etnica, questo approccio conduce all'interrogativo cruciale dell'intera storia: è proprio innaturale che gli esseri umani permettano a degli estranei di crescere i loro figli?" "Storia edificante di una ragazza della working class, laureata, che si ritrova a fare la tata a dei ragazzini terribili in un ambiente di ricche signore distratte, cui insegnerà l'importanza di amare i propri figli." (Francesco Bolzoni, 'Avvenire', 1 settembre 2007) "Con 'The Nanny Diaria', il cinema esplora ancora il mito della governante. E, dopo Mary Poppins - Julie Andrews e una serie di tate cattivissime, la governante di oggi è stile 'Sex and the City'. Non a caso il film è tratto dal Libro di Emma McLaughlin e Nicola Kraus: vere tate di figli di schizoidi donne a Manhattan. Così Annie si ritrova contro una mamma-iena dei quartieri alti (Laura Linney). Ma il mondo tutto fashion, borghesi americani e nevrosi compulsive ricorda troppo 'Il diavolo veste Prada'. E nessuna attrice dovrebbe confrontarsi con Meryl Streep. Ma Scarlett Johansson è giusta nella parte, la commedia scivola con leggerezza e le tate, si sa, hanno un fascino eterno." (Roberta Bottari, 'Il Messaggero', 30 novembre 2007) "Fortuna che 'Diario di una tata', adattamento di un best-seller a quattro mani, non assume toni moralistici, né pretende d'impartirci lezioni di sociologia urbana. Si limita a raccontarci una fiaba moderna con tanto di Principe Azzurro, attraverso l'obiettivo cordiale di Shari Sprinter e Robert Pulcini. Meglio del solito Scarlett, che rinuncia alle velleità di 'femme fatale' per una parte più adatta al suo tipo fisico e alla sua età." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 30 novembre 2007) "Tratta da un bestseller scritto a quattro mani da Emma McLaughlin e Nicola Kraus, 'Il diario di una tata' è una commedia che promette più di quanto mantiene. Se l'idea di base è senz'altro brillante e spiritosa, lo svolgimento non è d'altezza. Forse perché la protagonista Scarlett Johansson (...) è costretta a giocare di rimessa relegata com'è a questo ruolo passivo di osservatrice dei rituali della classe alta cui non appartiene. Cosi succede che nel film, diretto con finezza poco incisiva da Shari Spinger Berman e Robert Pulcini a risaltare sono le figure in teoria secondarie dei genitori Paul Giamatti, un tipo laido tutto lavoro e corna alla moglie, e soprattutto la bravissima Laura Linney, detestabile signora bene, che si rivela una donna vulnerata dalla mancanza di amore."(Alessandra Levantesi, 'La Stampa' 30 novembre 2007) "Tutto secondo il copione rassicurante di un romanzo che dà il via e in fondo dice più di quanto forse voglia su un ambiente sereno da anni '50, con donne in carriera come al museo di storia naturale. Film per signorine bene che diverte all'acqua di rose, cita 'Mary Poppins' con ombrello e 'Tutti insieme appassionatamente', con un gruppo di attori psicosomaticamente perfetti, la bella bionda tata Scarlett, l'ottimo Giamatti, la brava Laura Linney." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 30 novembre 2007)

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