FRATELLI E SORELLE1992

SCHEDA FILM

FRATELLI E SORELLE

Anno: 1992 Durata: 104 Origine: ITALIA Colore: C

Genere:DRAMMATICO

Regia:-

Specifiche tecniche:NORMALE A COLORI

Tratto da:-

Produzione:DUEA FILM - FILMAURO - RAIUNO

Distribuzione:FILMAURO - PANARECORD

TRAMA

Dopo ventidue anni di matrimonio Gloria, tradita dal marito Aldo, che si è messo con la ventenne Alessandra, ferita ed incredula, parte dall'Italia per St. Louis, dove risiede la sorella, Lea, che convive con Franco, padre di due figlie, Lillian, infermiera che vuol fare l'attrice, e Gea, che lavora in un supermarket. La prima ha una storia sentimentale con Scott, venuto a girare un film nel quartiere, e la seconda ha una relazione con un uomo sposato molto più anziano di lei. Dal canto suo Lea e Franco stanno attraversando un momento di crisi nel loro rapporto. L'incontro-scontro tra i nuovi venuti e l'ambiente italo americano della Louisiana si evidenzia nella diversa adattabilità di Gloria e dei suoi due figli Matteo e Francesco al nuovo ambiente. La prima, dopo un iniziale sbandamento, tenterà di uscire dalla depressione uscendo con la sorella. Matteo, sanguigno e spregiudicato, nonchè aiutato dalla conoscenza della lingua, si adatterà immediatamente alla mentalità pragmatica e superficiale americana procurandosi nuove amicizie sottraendo Gea al timido Francesco, che, non conoscendo la lingua e come paralizzato dallo shock subito, tenta invano, attraverso le quotidiane telefonate col padre, di ricucire un legame ormai deteriorato. Invano Matteo, per scuoterlo, lo presenta ad una disinvolta operaia della fabbrica di tessuti dove lavora Franco, e addirittura tenta, invano, di convincere Gea a "consolarlo" in un motel. Mentre Lillian partirà per la California con Scott e Gloria sembra trovare un nuovo interesse in Aldo, opinionist televisivo, Francesco si troverà ad affrontare da solo un mondo che già lo preannuncia come perdente.

CRITICA

Lo spessore del film non è tanto nell'appello a padri e madri perchè si sacrifichino vincendo l'egoismo quanto nell'amarezza di fondo (e tuttavia c'è più d'uno spunto divertente) prodotta dall'analisi di quell'interno domestico. Perplesso, più che indignato, Pupi Avati è il cronista di una disgregazione foriera per tutti d'infelicità (G.Grazzini - Cinema '92).

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