Colpi di fulmine2012

SCHEDA FILM

Colpi di fulmine

Anno: 2012 Durata: 104 Origine: ITALIA Colore: C

Genere:COMMEDIA

Regia:Neri Parenti

Specifiche tecniche:-

Tratto da:-

Produzione:AURELIO E LUIGI DE LAURENTIIS PER FILMAURO

Distribuzione:FILMAURO - DVD E BLU-RAY: FILMAURO (2013)

ATTORI

Christian De Sica nel ruolo di Alberto Benni
Luisa Ranieri nel ruolo di Angela
Arisa nel ruolo di La perpetua Tina
Simone Barbato nel ruolo di Il sagrestano Oscar
Greg nel ruolo di Ermete Maria Grilli Claudio Gregori
Lillo nel ruolo di Ferdinando Pasquale Petrolo
Anna Foglietta nel ruolo di Adele Ventresca
 

MONTAGGIO

Di Mauro, Claudio
 

SCENOGRAFIA

Pannuti, Giuliano
 

COSTUMISTA

Romanoff, Tatiana

TRAMA

Lo psichiatra Alberto, per sfuggire al fisco, decide di fingersi prete e si trasferisce in un paesino del Trentino. Nonostante sia completamente ignaro di pratiche religiose, grazie alle sue esperienze professionali e all'aiuto del sagrestano e chierichetto Oscar e della fidata perpetua Tina, Alberto riesce a farsi passare come parroco del paese e ad entrare in sintonia con i parrocchiani e i compaesani. Fino a quando Alberto non resta vittima, ricambiato, di un colpo di fulmine per la bellissima Angela... Ermete Maria Grilli, ambasciatore italiano presso la Santa Sede, forbito nel parlare e impeccabile nei modi, perde la testa per Adele Ventresca, pescivendola e popolana verace che parla solo romanesco e ha i modi grossolani. Per conquistarla, il formale e compito ambasciatore chiederà l'aiuto del suo autista Ferdinando, trasformandosi in un vero coatto...

CRITICA

"Intrattenimento senza doppio fondo. E la mission di Neri Parenti, servita con fedeltà senza sorprese e con risultati alterni. Comico ma anche sentimentale e fiabesco. Due metà, filo comune gli amori impossibili. (...) Si fa leva sullo stesso meccanismo che rendeva buffa la parlata forzatamente romanesca di comici nordici, come Chiari o Tognazzi fino a Boldi. Leggero e disimpegnato. Si invita lo spettatore a godersi un onesto divertimento senza pretese di 'messaggio' ma anche lieve e spurgato dalle consuete grevità dei cinepanettoni." (Paolo D'Agostino, 'La Repubblica', 13 dicembre 2012) "Due episodi. Con la trovata che i protagonisti di entrambi mentono sulla loro identità, per soddisfare certe aspirazioni personali. (...) In linea con il clima cui Neri Parenti, lontano da certe scurrilità festaiole, ha inteso affidare questa nuova fatica. Lavorando con attenzione anche sugli interpreti, da Christian De Sica, un finto prete dai modi sempre vivaci ma con misura e controllo, all'accoppiata Greg e Lillo che, pur non più inediti al cinema, qui sanno essere particolarmente convincenti, il primo quando crea con furbizia il suo pittoresco trascorrere da un dignitoso formalismo alle più popolaresche trasgressioni, il secondo quando sa diventare il suggeritore abilissimo di quella speciale parlata romanesca tipica adesso di certi bulli trasteverini." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo Roma', 13 dicembre 2012) "Sin dal titolo, devoto alla commedia sentimentale qui virata a farsa, 'Colpi di Fulmine' dovrebbe segnare l'inizio di una nuova epoca per il cosiddetto cinepanettone alla De Laurentis. Le cose, però, non stanno esattamente così. Non di fine si dovrebbe parlare, ma di metamorfosi, come è ovvio che sia, dato che se va male la fetta annuale del cinepanettone vale, solo per le sale, qualcosa come 10/12 milioni di euro. (...) De Laurentiis decide così di svoltare per arrivare a qualcosa d'altro. Ma che cosa? Arriviamo all'oggi con 'Colpi di fulmine'. In superficie sembrerebbe proprio una rivoluzione, se non altro per il titolo, mai più «vacanze a...», e anche per la «fu» ambientazione natalizia visto che questi colpi di fulmine si svolgono in Trentino, d'estate, e a Roma nella sua quasi perenne primavera/estate. Niente più esotismi, né piste innevate. Eppure quella di Neri Parenti però è una rivoluzione a metà, riuscita a metà, proprio come i due episodi di cui è costituita: il primo quasi devoto alla vecchia maniera, il secondo di netta cesura. Non a caso, diciamo noi, il primo ha come protagonista assoluto Christian De Sica, l'uvetta tradizionale, il segno di continuità, seppure portato in un altro impasto. (...) Il secondo episodio segna il trapasso e forse l'avvento, chissà, di una diversa idea di comicità natalizia per De Laurentiis. Attori inediti, Lillo e Greg, per una farsa meglio congeniata. (...) La distanza tra i due colpi di fulmine è davvero così ampia che sembra voluta, se non fosse il semplice accomiatarsi del vecchio per il nuovo. Eh sì, perché Lillo e Greg rottamando involontariamente De Sica e la sua comicità un po' d'antan e traghettano il cine-panettone verso un nuovo albero, senza più il futuro apporto del decano che ne ha garantito fino ad oggi la continuità. Questa è una nostra illazione, o suggerimento, e lo stesso De Sica dovrebbe pensare a nuove avventure, senza paura del nuovo. All'uscita dell'anteprima milanese qualche scettico collega meneghino si chiedeva se questo film, molto di comicità romana, avrebbe incassato, ovvero avrebbe fatto breccia fuori dalla Capitale. Noi pensiamo di sì, come Verdone insegna." (Dario Zonta, 'L'Unità', 13 dicembre 2012) "I colpi di fulmine sono due, quanti gli episodi in cui è suddivisa la nuova pellicola di Natale della Filmauro, che ha del tutto abbandonato la formula del Cinepanettone. (...) Simpatiche partecipazioni di Arisa e Simone Barbato per una commedia giocata con divertimento da Parenti su un registro semplice e popolare d'altri tempi." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 13 dicembre 2012) "Peccato per le polemiche che non giovano alla naturale evoluzione delle cose. Importa poco, in effetti, se qualcuno abbia constatato o decretato la morte del cinepanettone e, soprattutto, se ci abbia preso o meno. De Laurentiis è troppo intelligente e combattivo per fare impauriti dietrofront e tagliare frettolosamente i ponti col passato. Lo dimostra proprio l'ennesimo cadeau natalizio marca Filmauro 'Colpi di fulmine': non solo e non tanto perché la firma in calce al dittico è sempre quella di Neri Parenti (una vita da mediano della cinepresa), ma piuttosto per la continuità cercata e applicata dal film rispetto sia a un prototipo, sia a un nuovo modello di commedia all'italiana. Il primo episodio, che sciorina le tragicomiche peripezie del primario Christian De Sica rincorso dalla Guardia di finanza e rifugiatosi come finto prete in un eden di montagna, recupera con qualche debolezza macchiettistica e una certa pudica grazia il clima della serie 'Pane, amore e...' - non a caso resa imperitura dal carismatico capofamiglia Vittorio - che fece la fortuna del nostro cinema post-neorealista. Il secondo, che impegna tutta l'irriverente freschezza del duo demenzial-romanesco Lillo & Greg e dell'emergente Foglietta (se non ne esasperano o trasfigurano la verve, può diventare la nuova Vitti) in un implausibile scambio di ruoli tra alta società e coattume borgataro, rappresenta invece l'auspicata svolta della farsa natalizia verso sketch più costruiti nelle situazioni, meglio dialogati e più garbati negli affondi d'inevitabile e fondamentalmente sano umorismo popolare." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 13 dicembre 2012) "Finita l'epoca dei cinepanettoni Neri Parenti arriva nelle sale con 'Colpi di fulmine' diviso in due episodi. (...) Peccato solo che non si riesca a liberare da quella comicità grossolana che punta alla risata facile mettendo in ridicolo figure religiose." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 13 dicembre 2012) "(...) riesumazione del vecchio movie-movie a due episodi diretto dal regista di famiglia e grande esperto di commedia Neri Parenti, scritto dallo stesso regista con Volfango De Biasi, Domenico Saverni, Alessandro Bencivenni e, non accreditato, il Massimo Gaudioso di 'Benvenuti al sud' e 'Reality', che appartiene a una specie di terra di mezzo tra vecchi modelli e un po' di sperimentazione comica. Diciamo subito che dei due episodi il secondo, quello con Lillo&Greg e la strepitosa Anna Foglietta, è il più riuscito, il più nuovo e il più divertente, e anche quello più elaborato. Il primo episodio, invece, quello con Christian De Sica, sempre generosissimo, sembra soffrire di un non pieno sviluppo narrativo e di un'aggregazione di attori di provenienza televisiva che obbligano Parenti a situazioni un po' ibride. (...) non era facile neanche «rinchiudere» in un film la comicità di Lillo e Greg. Neri Parenti è riuscito a trovare, il giusto modo per trasferirli al cinema. Nuoce un po' all'episodio la Roma ricostruita a Trento. Ma nasce, come ha detto lo stesso Aurelio De Laurentiis presentando il film all'Auditorium alla presenza del sindaco Alemanno, dal fatto che «caro sindaco, è impossibile girare un film a Roma». Per quello è impossibile anche girare in macchina..." (Marco Giusti, 'Il Manifesto', 13 dicembre 2012) "Archiviata la formula del cinepanettone, la Filmauro torna sotto l'albero con 'Colpi di fulmine' e due episodi non comunicanti: 'Pane amore e sagrestia' per De Sica, 'My Fair Lady al contrario' per Lillo & Greg. Se il primo capitolo assembla gag ritrite e palpabile stanchezza, la parte di Lillo & Greg riesce, nonostante la prevedibilità del soggetto, a strappare più di qualche risata. II futuro è loro, ma De Laurentiis per il 2013 ha messo sotto contratto Luca e Paolo: quanti galli nel pollaio?" (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 13 dicembre 2012) "In tempo di austerity, ci hanno tolto anche il cinepanettone, rendendo ancora più povero il Natale cinematografico. O meglio, hanno provato a rifargli il look, rifilandoci un surrogato che, stando alle intenzioni (ma solo a quelle) si ispira alle commedie in stile 'Love Actually'. Va bene toglierci i vari 'Natale a vattelapesca' ma almeno ci hanno lasciato De Sica, protagonista del primo e meno divertente dei due episodi che compongono il film. Il titolo non è casuale perché gli spunti delle due storie sono innamoramenti lampo che sfoceranno in situazioni paradossali e, soprattutto nella storia con Lillo e Greg, sovente comiche. (...) Si ride molto di più nel secondo colpo di fulmine. (...) I due sono bravissimi, dimostrando come non sia vero che chi faccia comicità in televisione poi renda meno sul grande schermo." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 13 dicembre 2012)

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