Rompicapo a New York2013

SCHEDA FILM

Rompicapo a New York

Anno: 2013 Durata: 118 Origine: FRANCIA Colore: C

Genere:COMMEDIA, DRAMMATICO, ROMANTICO

Regia:CÚdric Klapisch

Specifiche tecniche:ARRICAM LT, SUPER 35, 35 MM

Tratto da:-

Produzione:CE QUI ME MEUT, STUDIOCANAL, FRANCE 2 CIN╔MA, IN COPRODUZIONE CON PANACHE PRODUCTIONS & GA╦TAN DAVID, LA CIN╔MATOGRAPHIQUE, RTBF, BELGACOM, IN ASSOCIAZIONE CON CN2 PRODUCTIONS

Distribuzione:ACADEMY TWO (2014)

ATTORI

Romain Duris nel ruolo di Xavier Rousseau
Audrey Tautou nel ruolo di Martine
CÚcile de France nel ruolo di Isabelle
Kelly Reilly nel ruolo di Wendy
Sandrine Holt nel ruolo di Ju
Margaux Mansart nel ruolo di Mia Rousseau
Pablo Mugnier-Jacob nel ruolo di Tom Rousseau
Flore Bonaventura nel ruolo di Isabelle de Groote, la babysitter
Benoţt Jacquot nel ruolo di Padre Di Xavier
Amin Djakliou nel ruolo di Lucas
Clara Abbasi nel ruolo di Jade
Li Li Jun nel ruolo di Nancy
Sharrieff Pugh nel ruolo di Ray
Jason Kravits nel ruolo di Avvocato di Xavier
Byron Jennings nel ruolo di Avvocato di Wendy
Peter Hermann nel ruolo di John
Martine Demaret nel ruolo di Madre di Xavier
Dominique Besnehard nel ruolo di Editore di Xavier
Zinedine Soualem nel ruolo di Sig. Boubakeur
Kyan Khojandi nel ruolo di Antoine Garceau
Jose Soto nel ruolo di Miguel
Adrian Martinez nel ruolo di Attore
Kevin Bishop nel ruolo di William
 

MONTAGGIO

Bion, Anne-Sophie
 

COSTUMISTA

Schotte, Anne
 

TRAMA

Il 40enne Xavier Ŕ diventato padre di due figli ed Ŕ sempre alle prese con le complicazioni della vita: Wendy, infatti, ha deciso di trasferirsi a New York per lavoro e lui, non volendosi separare dai suoi bambini, li seguirÓ nella Grande Mela. La vita americana di Xavier, in mezzo al caos coloratissimo di Chinatown, si rivelerÓ un vero rompicapo...

CRITICA

"Qualcuno saggio, acuto e generoso dice che la vera novitÓ sta nella ripetizione. Il cinema l'ha reso alla lettera, soprattutto chi racconta saghe sentimentali esposte all'usura del tempo come Richard Linklater (con Ethan Hawke e Julie Delpy 'Prima dell'alba, 'del Tramonto' e 'di Mezzanotte') o CÚdric Klapisch che ritrova nel divertente 'Rompicapo a New York' (Puzzle cinese in originale) gli ex ragazzi dell'Erasmus dell'Appartamento spagnolo, quarantenni reo confessi le cui vite si sono assai complicate sessualmente e geograficamente, con figli, traslochi, inseminazioni, coppie di fatto, green card, padri assenti, babysitter disinibite, mentre sotto sotto non Ŕ ancora del tutto spenta la voglia di rinnovare il mondo. (...) Xavier (un davvero quarantenne Romain Duris sempre pi¨ simpatico e brillante) (...) Ŕ il nuovo Antoine Doinel (doppio di Truffaut dai 400 colpi in poi) cui questo millennio offre nuove probabilitÓ e imprevisti di incastri affettivi, le scatole cinesi del titolo. Alla fine non si tradisce il gruppo. Tenendo ferma la macchina ad altezza di sentimenti, Klapisch muove i bastoncini del suo źShangai╗, capace d'essere amaramente dolce e dolcemente amaro nel raccontare le delusioni degli ex studenti che danno l'esame dell'arte di arrangiarsi lungo un romanzo di formazione che si stoppa sulle precarietÓ ma tiene fermo il bandolo affettivo. Insieme e senza pregiudizi, si vince, Ŕ un happy end." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 12 giugno 2014) "La vita Ŕ complicata ma insomma non pi¨ di tanto se la si vede da New York, epicentro di ogni mescolanza e opportunitÓ. Nel capitolo terzo della trilogia CÚdric Klapisch fa ritrovare intorno a Xavier (Romain Duris) la Martine di Audrey Tatou, la Isabelle di CÚcile de France e la Wendy di Kelly Reilly dei tempi dell'Erasmus a Barcellona. CioŔ del primo film 'L'appartamento spagnolo', e del secondo 'Le bambole russe'. (...) Siamo sempre lý: furbo, fichetto, ammiccante, epidermico; ma, come negarlo, anche brillante." (Paolo D'agostini, 'La Repubblica', 12 giugno 2014) "CÚdric Klapisch Ŕ un regista francese che seguo con una certa simpatia, a cominciare da quel film del '96, 'Ciascuno cerca il suo gatto', che con l' occasione della ricerca di un gatto in un quartiere parigino riusciva a tenersi in equilibrio fra il cinema veritÓ e certe analisi psicologiche di Rohmer. In seguito ebbe mire pi¨ modeste ma egualmente piacevoli, specializzandosi in racconti un po' ispirati, nella forma ma non nella sostanza, ai nostri film natalizi, ambientati ogni volta in localitÓ diverse. (...) Con la particolaritÓ di rivolgersi sempre a un gruppo di interpreti individuati tra varie presenze del cinema francese e diventati presto una vera e propria banda al servizio delle sue storie; da Audrey Tatou, a CÚcile de France, a Romain Duris. Gli stessi che troviamo anche oggi al centro del terzo film della serie che, varcato l'Oceano, si dÓ come cornice New York. (...) Un piccolo pasticcio (...) per di pi¨ ingarbugliato dalla inattesa presenza a New York delle tante donne con le quali Xavier aveva avuto rapporti in passato, un lieto fine per˛ che, pur accettato a fatica dall'editore a Parigi, gli farÓ incontrare finalmente il vero amore. Almeno cosý sembra... Anche uno scherzo, comunque, specialmente quando quel complicatissimo intreccio privilegia appunto un 'rompicapo' che certamente si pu˛ seguire. Le situazioni e i personaggi sono tutti soprattutto abbastanza divertenti, in quelle cifre tra il comico e lo psicologico cui sono da tempo avvezzi quegli interpreti. Romain Duris, nella mimica sempre molto stralunata di Xavier, Audrey Tatou, che forse potrebbe renderlo felice, le altre presenze femminili sempre lý attorno, da CÚcile de France a Kelly Reilly. Queste due ultime sempre pi¨ carine." (Gian Lugi Rondi, 'Il Tempo Roma', 12 giugno 2014) "Un po' troppo lungo, a tratti stracco, ma poco importa: farsi i fatti degli altri Ŕ uno sport globale, e scoprire che ne Ŕ di Xavier e compagnia Erasmus che fu (manca l'italiano) val bene il sequel. Tra separazioni, coppie omosex e figliolanze, lo sceneggiatore Klapisch serve un pastiche che del doman non v'Ŕ certezza: fatevi sotto, c'Ŕ anche l'aria condizionata." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 12 giugno 2014) "'Rompicapo a New York' (...) Ŕ un film esemplare per capire come il sistema Klapisch possa smettere di funzionare e replicare stancamente moduli che in altri lavori vantavano un minimo di freschezza. La trasferta statunitense di Klapisch, quasi una verifica per studiare la possibilitÓ d'esportare un modello di commedia, porta alla luce invece le componenti inerti. Trentenni alle soglie dei quaranta, separazioni e divorzi, problemi di denaro e figli, i dispetti del cuore e cosi via. Tutto l'armamentario della commedia generazionale borghese si presenta al gran completo tentando di alimentare un credibile ritratto di esistenze che si collocano sempre fra le cose e le situazioni piuttosto che dentro di esse. Ovviamente Klapisch źgira bene╗ cosa che pi¨ o meno lo salva quasi sempre, ma si comprende perfettamente che il pilota automatico lo guida molto di pi¨ del desiderio. Probabilmente Ŕ proprio questo affidarsi alla formula piuttosto che al gusto o all'istinto, a frenare la riuscita di 'Rompicapo a New York', abbandonando cosi gli interpreti nella rete di una sceneggiatura che si vuole complessa ma che risulta solo inutilmente complicata. Non a caso, la dove il titolo francse rimanda a un rompicapo cinese, la traduzione italiana preferisce puntare l'attenzione sull'ambientazione newyorkese. Film d'attori, ovviamente, nel quale compare anche Benoţt Jacquot e la splendida Sandrine Holt di 'House of Cards', 'Rompicapo a New York' tira in ballo Schopenhauer e Hege ma alla fine risulta tristemente immobile, pur essendo un film in perenne stato d'agitazione. Che dalle nostre parti ci siano schiere di mestieranti che darebbero un braccio per sceneggiature come quella del film di Klapisch, o per źgirare╗ come lui, non significa niente. Rompicapo a New York Ŕ un film si di maniera, nel quale si percepisce il disinteresse del regista per la sua materia, dove gli interpreti tentano di salvare il minimo sindacale garantito, iniettando un minimo di divertimento che, ahi loro!, resta sempre latitante sullo sfondo, come un ospite cui si Ŕ dimenticato di notificare l'invito a cena." (Giona. A. Nazzaro, 'Il Manifesto', 12 giugno 2014) "Se c'Ŕ un regista non-bamboccione, che rifiuta le trappole del provincialismo e abbraccia con entusiasmo la sfida della globalizzazione, Ŕ CÚdric Klapisch, francese di 52 anni con studi di cinema alla prestigiosa New York University. (...) Nato direttore della fotografia, Klapisch Ŕ diventato uno sceneggiatore notevole: i 118 minuti di 'Rompicapo a New York' (parecchi per una commedia) costituiscono un pasto cinematografico con molte portate e molti ingredienti, ma il tutto Ŕ amalgamato con una sapienza narrativa inusitata. Gli spettatori che hanno amato 'L'appartamento spagnolo' e 'Bambole russe' avranno la sensazione di ritrovare dei vecchi amici: ed Ŕ molto interessante il modo in cui Klapisch ripercorre in modo leggero la lezione di Franšois Truffaut, capace di accompagnare il personaggio di Antoine Doinel (sempre interpretato da Jean-Pierre LÚaud) attraverso 5 film e un cortometraggio, in un arco biografico e narrativo di vent'anni. Detto questo, il passato da fotografo del regista Ŕ visibile nello stile nervoso ed eclettico attraverso il quale la storia di Xavier e delle sue donne viene raccontata. Klapisch usa tutti i trucchi del mestiere (ralenti, riprese accelerate, voce fuori campo, presenza delle nuove tecnologie tipo Skype all'interno della storia) e di tanto in tanto visualizza i buffi pensieri di Xavier in modo molto spiritoso. Si vedano le scene in cui il giovane, che alla fin fine Ŕ sempre un intellettuale francese, discorre con Schopenhauer e Hegel tentando di carpire ai filosofi la chiave per capire il mondo. Duris e tutte le attrici sembrano divertirsi un sacco: al punto che, finito il film, ci si chiede dove e quando li riincontreremo. Pi¨ su di New York c'Ŕ solo la luna, o Marte: ma anche un quarto capitolo in Cina, la nuova frontiera della globalizzazione, sarebbe tutt'altro che gratuito." ('L'UnitÓ', 12 giugno 2014) "A dodici anni di distanza da 'L'appartamento spagnolo' e a nove dal suo sequel, 'Bambole russe', arriva, con 'Rompicapo a New York', la fine della bella trilogia dedicata alla generazione che viaggia, che nel 2002 lanci˛, grazie alla regia di CÚdric Klapisch, il talento di Romain Duris. Che ritroviamo, ancora nei panni dello scrittore Xavier, ormai quarantenne e sempre pi¨ nevrotico e disordinato, accanto alle tre donne (impersonate da Audrey Tautou, CÚcile De France e Kelly Reilly) sempre presenti nelle precedenti pellicole, trasformatesi, negli anni, da studentesse Erasmus a persone adulte dalla vita ugualmente complicata. (...) Klapisch racconta il tutto con maestria, forse allungando un po' troppo il brodo, lasciandoci il messaggio che, per risolvere certi puzzle, un posto, in fondo, vale l'altro." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 12 giugno 2014) "PiacerÓ a chi vuol chiudere la giornata con un film di buon consumo. Ben scritto, diretto, recitato come Ŕ tradizione della commedia sentimentale francese. Klapisch non sarÓ RenÚ Clair o Franšois Truffaut, ma non Ŕ meno di Gabriele Muccino. I girotondi dell'amore li sa giostrare. Romain Duris sta avviandosi a diventare un mostro sacro e le ragazze sono affascinanti. E Truffaut buonanima sarebbe stato fiero di aver girato almeno una scena (quella dove Xavier viene torchiato dal funzionario dell'ufficio immigrazione). Consigliabile per tutti? Tranne che per la categoria dei bamboccioni. ll finale Ŕ l'esaltazione della vita da Peter Pan. Anzi concilia l'idea che la vita Ŕ godibile solo per chi rimanga pervicacemente abbarbicato all'immaturitÓ emotiva." (Giorgio Carbone, 'Libero', 12 giugno 2014) "In 'Rompicapo a New York' ritroviamo Xavier Rousseau (ancora l'incredibilmente credibile Romain Duris nel ruolo) (...). L'ottica Ŕ maschile ma che bei personaggi femminili nel cast. (...) Audrey Tautou finalmente meno leziosa (...) divina CÚcile De France (...). Niente di epocale ma vivace, spiritoso e sexy al punto giusto. Terzo appuntamento con la saga europea forse pi¨ amata dagli attuali quarantenni. Prossima tappa? La Cina Ŕ molto vicina." (Francesco Al˛, 'Il Messaggero', 12 giugno 2014) "La Grande Mela come una piccola anima: mutevole, meticcia, perplessa. (...) Studenti crescono, la vita diventa un casino, terzo episodio con i personaggi Erasmus di 'L'appartamento spagnolo' e 'Bambole russe', che Klapish sta utilizzando come catena di montaggio per rinnovare il successo di un modello. Ma Ŕ proprio come il restyling della Punto prima della nuova serie. Commedia cosý." (Silvio Danese, 'Nazione - Carlino - Giorno', 13 giugno 2014)

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