SCHEDA FILM

Bingo - Senti chi abbaia

Anno: 1991 Durata: 87 Origine: USA Colore: C

Genere:COMICO

Regia:-

Specifiche tecniche:-

Tratto da:-

Produzione:THOMAS BAER, JOHN L. JACOBS

Distribuzione:COLUMBIA TRI-STAR FILMS ITALIA

TRAMA

Bingo è un cane bastardo randagio e affamato, che i gestori di un circo catturano per caso. Una sera, per lo spettacolo in cui doveva esibirsi un cane di razza pregiata, che si è infortunato durante l'addestramento, Bingo viene impegnato senza previo allenamento nel salto attraverso un cerchio di fuoco. Inutilmente aizzato e vezzeggiato dai due gestori, il cane esita, si ritrae, ha paura e fugge in direzione del fiume non lontano. Qui l'indomani si dà convegno un gruppo di monelli in bicicletta, in vena d'acrobazie. Imbroccato un ponticello di legno che attraversa il fiume interrompendosi verso la fine, i monelli saltano temerariamente sulla riva opposta, prendendosi beffe di Chuckie Devlin, il più piccolo della banda, che arrestandosi davanti all'ostacolo, è rimasto sul ponte e non osa slanciarsi. Ma appena i compagni si sono allontanati, non più intimorito dalle loro beffe, Chuckie tenta il salto e cade nel fiume, rimanendovi tramortito e rischiando d'annegare, proprio mentre sopraggiunge Bingo. Tra guaiti lamentosi e latrati perentori verso il ragazzo perchè si scuota, Bingo afferra con i denti Chuckie per un piede e riesce a trascinarlo a riva. Chuckie è salvo e i due diventano amici inseparabili, ma in clandestinità, perchè sia Hal sia Natalie, i genitori del ragazzo affetti da "fanatismo sportivo" non sopportano i cani. Hanno inizio così le avventure di Bingo per non esser separato dall'amico, o per ragglungerlo nuovamente, quando la mala sorte lo ha allontanato da lui. L'attaccamento del cane a Chuckie è totale e irreversibile. Bingo riesce a vincere ogni ostacolo e ogni rischio per restargli vicino, fino a indursi a superare la prova a cui è rimasto più restio, quella del fuoco, saltando disperatamente attraverso le fiamme di un incendio per salvare l'amico in pericolo.

CRITICA

"Il film animalista di Matthew Robbins evita accuratamente le zuccherose atmosfere e talune fastidiose esibizioni da baraccone, tipiche del genere". (Fabio Bo, 'Il Messaggero', 1 marzo 1992). "Il divertimento c'è e, appunto, anziché essere quello sdolcinato di tutte le cento storie cinematografiche di cani e bambini, è molto spesso solo sale e pepe, grazie a un testo di Jim Strain e a una regia di Matthew Robbins che ce la mettono tutta per dar vita di continuo ad una parodia dei film anni Cinquanta". (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 22 febbraio 1992).

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