Bella, bionda... e dice sempre s?1991

SCHEDA FILM

Bella, bionda... e dice sempre sì

Anno: 1991 Durata: 117 Origine: USA Colore: C

Genere:COMMEDIA

Regia:-

Specifiche tecniche:PANORAMICA A COLORI

Tratto da:Testo di Neil Simon

Produzione:HOLLYWOOD PICTURES

Distribuzione:WARNER BROS ITALIA (1991) - HOLLYWOOD PICTURES HOME VIDEO

TRAMA

Affascinante, ricchissimo (è figlio di un magnate del dentifricio), play-boy incorreggibile, Charles Pearl, prima di sposare la fidanzata Adele Homer (anch'essa figlia di un miliardario produttore di film) si concede un addio al celibato con gli amici Tony, George, Phil e Sammy, in un locale vicino a Las Vegas dove si esibisce come cantante Vicki Anderson. Invaghitosi all'istante della sensualissima Vicki, Charley s'introduce nel suo alloggio, anche se ha saputo che è la donna del boss, Bugsy Siegel. Invece di fargli sparare da due scagnozzi, Siegel, che già aveva deciso di liberarsi di Vicki, incastra Charley, sorpreso in intimi approcci, facendolo sposare con lei in casa propria e nella stessa notte. Scandalo sulla stampa il giorno dopo, grandi pianti di Adele, incredula e sconvolta, e furie di Lew, suo indignato genitore, che caccia Charley. Questi pensa già di lasciare la biondissima cantante, imitato in questo dalla donna, che inizia subito le pratiche per il divorzio. Sarà il primo di altri divorzi, poichè la strana coppia, fra amplessi e litigi, si ama, in fondo, davvero. Mentre Vicki canta a San Diego, i due Horner tornano dopo tre mesi, da un viaggio in Europa e il vecchio organizza le nozze di Adele (un rito familiare e semplicissimo), imponendo a Pearl un milione di dollari come cauzione (destinati, al caso, ad un orfanotrofio) ed un silenzio totale. Charley accetta le condizioni ma, ancora con i quattro amici, sente cantare a Los Angeles la biondissima Vicki e nuovamente la sposa. Mentre Vicki sta ottenendo successo nei piano-bar, Charley - mortogli il padre - deve darsi da fare e ingolfarsi fra obbligazioni e contabilità. Decide dunque di restare almeno due anni a Boston, ma qui Vicki non ha né spazio, né prospettive, non può cantare e si annoia, per cui altro divorzio; successivamente, nello stesso locale di Las Vegas della prima volta, Charley con gli amici, tornati inseparabili, ritrova la ex-moglie. Il fuoco si riaccende fra i due, che riescono a fuggire dal locale. Charley apprende da lei che cantava lì solo nella speranza di esservi cercata e ritrovata. Il miliardario, però, non è un buon amministratore, ha venduto la casa e perduto molto denaro. Comunque, altro matrimonio e mentre Pearl si improvvisa produttore cinematografico, Vicki riprende a cantare con successo: nascono quattro figli, ma l'ex-riccone si sente un mantenuto e si avvilisce, mentre gli affari vanno male. Vicki adirata dichiara che tutto è finito e chiede il divorzio. Passa ancora del tempo: lui adora i bambini (ora lontani con la madre a San Francisco), si occupa di computers, ma è solo, amareggiato, però si porta in tasca un anello di fidanzamento. Ad un tavolo di caffè con i soli amici fedelissimi, ascolta trasognato la sua Vicki che canta. L'ultima canzone della serata lei la interpreterà dopo aver appassionatamente baciato in pubblico il marito e con quell'anello al dito. La vita coniugale riprende.

CRITICA

La sceneggiatura di Neil Simon saccheggia l'antica commedia sofisticata. Probabilmente per i tagli subiti, risulta abborracciata. Ma ancora meno rifinita è la regia di Jerry Rees, che viene dal cinema d'animazione. Come un "cartoon", la Basinger sbraita più del necessario. Sempre bella, però. (Francesco Bolzoni, L'Avvenire). Neil Simon, oltre ad essere un commediografo di successo è anche uno sceneggiatore tutto brio, ha ricavato una storia piena di colore e di sorprese, pronta a farsi accogliere con la più divertita simpatia. Kim Basinger, pronta non solo a sfoggiare tutto il fascino di cui il suo personaggio aveva bisogno, ma anche, dato il ruolo, a cantare a piena gola le canzoni più tipiche del cabaret di quegli anni, riuscendo non solo a conquistare ma a stupire: per un' inattesa bravura. (Gian Luigi Rondi, Il Tempo). Non è piaciuta la star Kim Basinger bollata; anche se l'attrice, ben guidata dal prestigioso Jeffrey Hornaday, dà come cantante una prestazione professionale. Certo non è una grande attrice ma ha un suo fascino. La regia è scorrevole, l'ambientazione buona e i dialoghi di Simon hanno un ritmo inconfondibile. (Alessandra Levantesi, La Stampa). Alla Kim Basinger, mai fotografata alla luce del sole per via di qualche ruga malandrina, non basta cantare per convertire un personaggio ormai logoro. Alec Baldwin, d'altro canto, non sembra a suo agio nei panni di attor brillante. (Fabio Bo, Il Messaggero). Kim Basinger è graziosissima, spiritosa e non canta male. (Tullio Kezich, Il Corriere della Sera)

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