SCHEDA ARTISTA

Mario Monicelli

Mario Monicelli

Nasce a VIAREGGIO, Lucca (Italia) il 16-05-1915

BIOGRAFIA

Regista e sceneggiatore. Suo padre è il giornalista e drammaturgo Tomaso Monicelli, fondatore della rivista cinematografica «Lux et Umbra». All'inizio degli anni Trenta si trasferisce a Milano per motivi di studio e in quel periodo inizia a collaborare con il quindicinale d'avanguardia 'Camminare', sulle cui pagine scrive di cinema. Dopo aver conseguito la laurea in Storia e Filosofia a Pisa, tenta dapprima il mestiere di critico, per poi passare dietro alla macchina da presa. Nel 1934 dirige insieme all'amico Alberto Mondadori il cortometraggio "Cuore rivelatore", mentre l'anno successivo il mediometraggio a passo ridotto "I ragazzi della Via Paal" viene presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, aprendogli la strada al successo. Dopo un inizio di carriera come sceneggiatore e aiuto regista, nel 1949, con "Al diavolo la celebrità", inaugura la collaborazione con Steno, pseudonimo dietro cui si nasconde Stefano Vanzina. La coppia di registi sforna un successo dietro l'altro: "Totò cerca casa" (1949), strepitoso successo al box office, si rivela il secondo incasso della stagione, mentre due anni dopo "Guardie e ladri", con Totò e Aldo Fabrizi, viene salutato da pubblico e critica come un vero e proprio capolavoro. Ancora nel 1951, per "Totò e i re di Roma", il regista toscano ha il colpo di genio di chiamare a far parte del cast Alberto Sordi, il cui successo fino a quel momento era legato più alla radio che al cinema, dando l'avvio a un rapporto di proficua collaborazione e di intensa amicizia. Rotto nel 1953 il sodalizio con Steno, firma molte delle opere destinate a rimanere pietre miliari nella cinematografia italiana. Nel 1957 vince il suo primo Orso d'argento al Festival di Berlino per "Padri e figli, mentre l'anno successivo realizza "I soliti ignoti", interpretato da un cast straordinario, compreso un inedito Vittorio Gassman in veste comica, che si aggiudica il Nastro d'argento per la miglior sceneggiatura. Nel 1959 gli viene attribuito - ex-aequo con "Il generale Della Rovere" di Roberto Rossellini - il Leone d'oro a Venezia per "La grande guerra", interpretato dalla coppia comica formata da Gassman e Sordi. Nel 1962 realizza l'episodio "Renzo e Luciana" del film "Boccaccio '70" che però viene tagliato in fase di montaggio dalla produzione, creando un'onda di dissenso che spinge gli altri tre autori del film - Vittorio De Sica, Federico Fellini e Luchino Visconti - a rifiutarsi di partecipare al 15° Festival di Cannes per solidarietà. A parte sporadici casi, tra gli anni Sessanta e i Settanta realizza molti dei film che rimarranno nell'immaginario collettivo, da "I compagni" (1963), per cui riceve una candidatura agli Oscar, a "L'armata Brancaleone" (1966), "La ragazza con la pistola" (1968) - per cui Monica Vitti si vede assegnare il David di Donatello come migliore attrice - fino a "Brancaleone alle crociate" (1970). Nel 1974 dirige Ugo Tognazzi e l'esordiente Ornella Muti nel dissacrante "Romanzo popolare", mentre l'anno successivo accetta di portare sul grande schermo il progetto che Pietro Germi, gravemente ammalato e prossimo alla morte, ha scritto. "Amici miei", interpretato da Ugo Tognazzi, Philippe Noiret, Adolfo Celi e Gastone Moschin si rivela un film cult, tanto da spingerlo a riportarne i personaggi al cinema sette anni dopo con "Amici miei atto II". Nel 1976 "Caro Michele" si aggiudica l'Orso d'argento al Festival di Berlino, mentre l'anno successivo "Un borghese piccolo piccolo", tratto dal romanzo omonimo di Vincenzo Cerami, vince il David di Donatello per la miglior regia e il Nastro d'argento per la migliore sceneggiatura. Nel 1979 dirige "Temporale Rosy" che, malgrado la presenza del divo francofono Gérard Depardieu, si rivela un insuccesso, ma due anni dopo "Il Marchese del Grillo", interpretato da uno splendido Alberto Sordi, sbanca al botteghino. Nel 1985 con "Speriamo che sia femmina" - David di Donatello e Nastro d'argento per la migliore regia e sceneggiatura - mette in scena la crisi della famiglia moderna, argomento che riprende sette anni dopo con il caustico "Parenti serpenti". Nel 1991 gli viene assegnato il Leone d'oro alla carriera. Nonostante l'incalzare dell'età, continua a lavorare: nel 2006 gira in Tunisia "Le rose del deserto", sul cui set festeggia il novantunesimo compleanno, e due anni dopo realizza il documentario "Vicino al Colosseo c'è Monti", ambientato nel quartiere romano dove vive da moltissimi anni, che viene presentato fuori concorso alla Mostra del cinema di Venezia. Nell'estate del 2010, da sempre lontano dalla retorica dei discorsi e delle commemorazioni, rifiuta la Legion d'onore. Muore all'età di 95 anni gettandosi dal quinto piano dell'ospedale romano San Giovanni, dove era ricoverato da tempo per un tumore alla prostata.

[2012]Monicelli. La versione di Mario
[2011]Noi c'eravamo
[2011]Voi siete qui
[2010]Ritratto di mio padre
[2010]Vittorio racconta Gassman - Una vita da mattatore
[2010]L'ultimo Gattopardo - Ritratto di Goffredo Lombardo
[2009]Di me cosa ne sai
[2008]Vicino al Colosseo c'è Monti
[2008]Steno, genio gentile
[2008]Franco Cristaldi e il suo cinema "Paradiso"
[2006]Adolfo Celi: un uomo per due culture
[2006]SoloMetro
[2006]The Interpreter of Black and White Films
[2005]Sergio Amidei. Ritratto di uno scrittore di cinema
[2004]Come inguaiammo il cinema italiano - La vera storia di Franco e Ciccio
[2004]I sentieri della gloria - In viaggio con Mario Monicelli sui luoghi di "La grande guerra"
[2002]Sotto il sole della Toscana - Under the Tuscan Sun
[2001]Mario Monicelli, l'artigiano di Viareggio
[1984]Cinématon
[1980]Sono fotogenico
[1980]L'ALLEGRO MARCIAPIEDE DEI DELITTI

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