RECENSIONE FILM a cura di Cinematografo.it

<i>Mia moglie per finta</i>

31 marzo 2011

Mia moglie per finta

Desolante rom-com ispirata a Fiore di cactus. Ma Adam Sandler non è Walter Matthau

Un anello per conquistarle tutte, ma soprattutto per evitare fastidiosi strascichi sentimentali. A causa del suo cuore spezzato in gioventù (quasi sull'altare), l'innovativa strategia di Danny (Sandler), chirurgo plastico di successo, consiste nello sfoggiare una fede nuziale (fasulla) e lamentarsi senza ritegno di una (inesistente) moglie-arpia. Nove volte su dieci la preda femminile di turno accetta estasiata di consolarlo. Ma per conquistare la bella Palmer, ventitreenne che mai si accompagnerebbe ad un uomo sposato, dovrà inventarsi una moglie in carne e ossa (Aniston), fingersi amorevole padre dei due figli di lei e inscenare un ménage in dirittura di divorzio.La location alle Hawaii, colorata e lussureggiante, non è sufficiente a dare smalto a questa desolante rom-com ispirata al film del 1969 Fiore di cactus. Sandler non è Matthau, ma anche il resto del (mal assortito) cast ha poco da stare allegro, e per molti di loro (Nicole Kidman su tutti) viene da chiedersi perché si siano spinti così in basso, tra gag scatologiche e imbarazzanti esibizioni danzerecce con noci di cocco. Sandler ambisce come sempre al politicamente scorretto, ma conferma soltanto il proprio pessimo gusto.

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