Recensione
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23 Giu 2008
L'incredibile Hulk
Il reboot del gigante verde è tutto un susseguirsi di scontri. Più smagliante del primo, ma senza sorprese
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Verde di rabbia. Letteralmente. I piedi si gonfiano, i bicipiti esplodono e lo sguardo diventa per nulla rassicurante. Il professor Banner si trasforma nell'invicincibile Hulk: pallido e introverso il primo, technicholor e molto, molto irascibile il secondo. Il mito del doppio, insomma, non smette mai di infarcire i fumetti e trasmigrare da questi al cinema. E' una gran bella stagione per i super-eroi: nel secondo e assai più smagliante capitolo delle avventure del mostro verde firmato questa volta da Louis Leterrier – a seguito del deludente pre-movie di Ang Lee – addirittura un recente e fortunatissimo beniamino preannuncia faville con la creazione di una futura super-compagnia. Piccola sorpresa finale in un film che, seppur sorprese non ha, è un rocambolesco susseguirsi di combattimenti super, nei quali compare il tradizionale militare arrogante (William Hurt), vero responsabile di tutti questi guai materiali e spirituali, una versione incattivita e maligna, un contro-eroe, affidata a Tim Roth e la bella tutta amore e umanità, Liv Tyler. Si intrecciano le esplosioni travolgenti di rabbia ai momenti di sofferenza e faticoso autocontrollo che prendono il volto di Edward Norton, seccato, per fortuna fuori lo schermo, di tagli copiosi di scene a suo dire ingiustificati perché capaci di spiegare questi tormenti dell'anima. Comunque sia, godibile equilibrio, con piccolo, centrale cammeo tutto da scoprire.