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Recensione

29 Mag 2008

Once

a cura di Cinematografo.it

L'incontro in musica di due anime tristi: sorprende il piccolo grande film di Carney. Oscar alla migliore canzone


Lui è un chitarrista che si esibisce per strada e ripara aspirapolveri. Lei un'immigrata ceca con mamma e figlia a carico che cerca di racimolare qualche soldo vendendo fiori o riviste. Li unirà la musica, oltre al fatto di essere entrambi spezzati dal ricordo di un amore finito male. "Take the sinking boat and point it home - We've still got time - Raise your hopeful voice you have a choice - You've made it now", cantano insieme in Falling Slowly - canzone premiata con l'Oscar - Glen Hansard e Markéta Irglová, protagonisti di Once, piccolo grande film dell'irlandese John Carney, già premiato lo scorso anno dal pubblico del Sundance. Apparentemente povero nella forma - non inganni l'approccio quasi documentaristico e si presti invece attenzione ad alcune scelte nient'affatto "sbrigative", come il carrello indietro che accompagna la camminata della ragazza mentre intona la struggente If You Want Me - e praticamente perfetto nel saper raccontare l'incontro di due persone attraverso la musica (Hansard, già visto in The Commitments, è leader della band "The Frames", la Irglová una polistrumentista nemmeno ventenne), Once non ha ulteriori inutili pretese e si fa amare così come si amano le cose semplici, spontaneamente.

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