Wolf - La belva ? fuori1994

SCHEDA FILM

Wolf - La belva è fuori

Anno: 1994 Durata: 124 Origine: USA Colore: C

Genere:DRAMMATICO

Regia:Mike Nichols

Specifiche tecniche:PANAVISION 35 MM (1:1.85)

Tratto da:-

Produzione:DOUGLAS WICK PER COLUMBIA PICTURES CORPORATION

Distribuzione:COLUMBIA TRISTAR FILM ITALIA (1994) - COLUMBIA TRISTAR HOME VIDEO, DVD: SONY PICTURES HOME ENTERTAINMENT (1998)

ATTORI

Jack Nicholson nel ruolo di Will Randall
Michelle Pfeiffer nel ruolo di Laura Alden
James Spader nel ruolo di Stewart Swinton
Kate Nelligan nel ruolo di Charlotte Randall
Richard Jenkins nel ruolo di Detective Bridger
Eileen Atkins nel ruolo di Mary
Christopher Plummer nel ruolo di Raymond Alden
David Hyde Pierce nel ruolo di Roy
Om Puri nel ruolo di Vijay Alezias
Ron Rifkin nel ruolo di Dottore
Prunella Scales nel ruolo di Maude
Brian Markinson nel ruolo di Detective Wade
Peter Gerety nel ruolo di George
William Hill nel ruolo di Ospite al party
Bradford English nel ruolo di Keyes
Stewart J. Zully nel ruolo di Gary
Thomas F. Duffy nel ruolo di Tom
 
 
 

MONTAGGIO

O'Steen, Sam
 

SCENOGRAFIA

Dultz, Jim
Welch, Bo
 

COSTUMISTA

Roth, Ann

TRAMA

Investendo di notte, in campagna, un lupo, Will Randall, redattore della casa editrice MacLeish, viene morso. L'indomani si vede soppiantato dal collega Stewart Swinton: a lui il direttore Raymond Alden affida, durante un party creato ad hoc, il mercato dell'est europeo. Frattanto Will scopre di spaventare i cavalli e sentendosi male viene soccorso dalla bella Laura, figlia di Alden. Il recupero della vista, l'olfatto acutissimo, il vigore sessuale non lo consolano dalla scoperta che Stewart è l'amante di sua moglie Charlotte. Ritiratosi in albergo, Randall escogita una manovra ricattatoria contro Alden, minacciando di togliergli una parte degli scrittori per erigere una nuova casa editrice: Alden cede al ricatto e lo reintegra. Invitato a cena da Laura, Will con la luna piena ha un attacco di licantropia ed abbatte un cerbiatto nel parco della villa...cosa gli sta succedendo? E come fare a controllare questa mutazione che di certo non gli renderà la vita semplice?

CRITICA

"Wolf è un film per metà serio e per metà comico. È serio fin che denuncia avidità e cinismo della società americana, che vive all'insegna dell'homo homini lupus, e qui il lupo c'entra, e come! È comico, scade di tono e cambia di segno, quando segue l'uomo lupo e la sua vendetta. (...) Il luciferino Jack Nicholson è nella parte giusta, almeno fino a che il suo personaggio è metafora sociale; perde notevolmente di mordente di pari passo con l'afflosciarsi della tensione. Più di maniera il suo rivale James Spader. La candidata alla peluria ruvida e agli occhi giallognoli della licantropa è Michelle Pfeiffer. Peccato. Era bella." (Franco Colombo, 'L'Eco di Bergamo', 16 Settembre 1994) "La lotta aziendale è raccontata benissimo, con un realismo preciso che fa stare male suscitando emozioni socio-culturali e professionali, con un pathos ironico che evoca tutti gli infiniti passaggi di proprietà, assurdità e crudeli pastrocchi di questi anni nelle case editrici e nei media occidentali. Jack Nicholson è un interprete sublime: gli bastano un sopracciglio, un'occhiata, un sorrisetto tirato, la postura irrigidita e insieme caduca del corpo, per esprimere i sentimenti d'incredulità ferita, d'accettazione sarcastica di come va il mondo, di disperazione elegante, tipici degli intellettuali migliori posti di fronte alla concretezza brutale della perdita di status, di lavoro, di senso. Come lupo, invece, Nicholson non è granché: dita villose e unghiute, balzi ferini, occhi giallo-oro, vaste basette pelose, denti lunghi e aguzzi (neppure fatti tanto bene) sono ingombranti per un interprete di tale qualità. Infatti il suo mostro non ispira alcuna pietosa compassione, non commuove per niente, non conferma affatto il titolo più divertente della stagione, apparso sul 'Corriere della Sera': 'E tra i peli emergono i dolori dell'anima'. È più toccante Michelle Pfeiffer che alla fine, con training autogeno, diventa lupa pure lei per dare prova d'amore: se tu sei irrimediabilmente diverso, io che ti amo voglio essere diversa come te." (Lietta Tornabuoni, 'L'Espresso', 16 Settembre 1994) "Tutti hanno contribuito ad evitare che il racconto assumesse toni eccessivi e truci, e hanno privilegiato, invece, il senso ineluttabile della trasformazione fisica che scaturisce anche da un imbruttimento dell'animo. Due eccellenti collaboratori italiani rendono all'impresa servigi inestimabili. Sono Giuseppe Rotunno, maestro della fotografia, che interpreta efficacemente i vari risvolti della fiaba nera; ed Ennio Morricone, autore di una sorprendente e avvincente colonna sonora (in linea, del resto, con la sua fama)." (Antonella Ely, 'Il Giornale di Sicilia', 16 Settembre 1994)

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