SCHEDA FILM

UN NERO PER CASA

Anno: 1998 Durata: 90 Origine: ITALIA Colore: C

Genere:COMMEDIA

Regia:-

Specifiche tecniche:-

Tratto da:-

Produzione:SOLARIS CINEMATOGRAFICA REALIZZATA DA ADRIANO E GUGLIELMO ARIE' PER MEDIASET

Distribuzione:-

TRAMA

Roma. L'architetto Lorenzo Paradisi coltiva il progetto - o l'utopia? - di trasformare un'area urbana degradata in centro culturale multietnico. Ma deve fare i conti con gli interessi di chi vorrebbe destinare l'area a centro commerciale. Un giorno però la sua coscienza progressista sembra offuscarsi, i suoi convincimenti sembrano crollare. E' successo che sua figlia Valentina, la sua dolce "bambina" appena diciottenne, si è innamorata di Mory, un giovane africano studente di architettura. Lorenzo è combattuto. Non vuole ammettere che i suoi principi si dimostrino inconsistenti alla prova dei fati, ma questo "nero per casa" non riesce proprio ad accettarlo, come del resto anche sua moglie Patrizia. E la verità è ancora più difficile da accettare. Dopo aver scoperto che Mory non è quello che vuol far credere di essere, di nobili origini e studente di architettura, ma un semplice "vù cumprà" come tanti altri, Lorenzo si trova a frequentare la sua famiglia e comunità di africani in cui vive, che, guarda caso, abitano proprio in quella zona degradata che egli si proponeva di rianimare. Il suo iniziale rifiuto si trasforma in curiosità e poi in interesse finché, a poco a poco, riprendono vita le idee che ha sempre professato. Ma intanto i due ragazzi, per un banale equivoco, si sono allontanati e, pur struggendosi l'uno per l'altra, non vogliono più vedersi. Toccherà proprio a Lorenzo fare il messaggero d'amore.

CRITICA

In poche parole, quella di Tracy-Hepburn è "sophisticated comedy" hollywoodiana, quella di Proietti è "amatrician comedy" romanesca. Intenti nobili, d'accordo, con gli africani che imbastiscono uno spettacolino che serve alla comprensione reciproca. Ma l'approfondimento psicologico è nullo, la trama esiste, i comprimari sotto la sufficienza. Tutto ruota attorno al mattatore, che ogni tanto ha la tentazione di scendere sul suo terreno prediletto. Il grottesco. I momenti migliori sono infatti l'intervista televisiva da marciapiedi diversi, o gli ambulanti che prima di uscire si travestono da "vù cumprà". Ma un film grottesco sarebbe troppo raffinato, con i suoi giochi di citazioni e rimandi sottili. E la neotelevisione non te lo lascia fare. (Umberto Folena, "Avvenire", 9.12.1998)

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