SCHEDA FILM

UN BORGHESE PICCOLO PICCOLO

Anno: 1976 Durata: 122 Origine: ITALIA Colore: C

Genere:DRAMMATICO, PSICOLOGICO

Regia:-

Specifiche tecniche:VISTAVISION, TECHNOSPES

Tratto da:ROMANZO OMONIMO DI VINCENZO CERAMI

Produzione:LUIGI E AURELIO DE LAURENTIIS PER LA AURO CINEMATOGRAFICA

Distribuzione:CINERIZ (1977) - RICORDI VIDEO - VIVIVIDEO

TRAMA

Giovanni Vivaldi, modesto impiegato ministeriale vicino alla pensione, ha tirato su il figlio Mario con fatica e ora, con orgoglio, vorrebbe che il diploma di ragioniere che il ragazzo ha conquistato con sforzo gli spalancasse le porte del ministero in cui lui lavora. Conoscendo la difficoltà di essere uno dei 600 vincitori tra i 30.000 concorrenti, Vivaldi, in disappunto con la scandalizzata moglie Amalia, si iscrive alla loggia massonica cui appartiene il dottor Spaziani, suo amico e superiore. L'accorgimento permette al ragazzo di conoscere e superare l'esame scritto ma il giorno in cui deve superare l'esame orale, per lui solo un pro-forma, Mario viene ucciso da un giovane rapinatore di banca sotto gli occhi del padre. La signora Amalia quando apprende la notizia viene colpita da un ictus che la lascia paralizzata e muta. Giovanni giunge al momento della pensione covando una disperata voglia di vendetta. Individuato il giovane assassino, anziché denunciarlo all'inquirente, Vivaldi lo rapisce; lo sevizia e, infine, lo uccide.

CRITICA

"La crudeltà di una società che costringe uomini a lavori umili e monotoni e logoranti per tutta una vita, o che li brutalizza sino ad annientarne le coscienze per le quali l'invocazione alla Madonna diviene uguale allo scongiuro superstizioso, o che li induce alla ricerca disperata degli espedienti per riuscire (che sia il regalo al superiore o la farsa dell'iniziazione massonica), tutto questo era noto dai tempi di 'Umberto D.'. Analogamente, da quegli stessi tempi si conosceva la capacità dell'uomo frustrato e non realizzato ad avere lampi di dolcezza e di patetica aggressività amorosa nell'ambito della famiglia. Ma a differenza di Umberto D., Giovanni Vivaldi appartiene alla società degli anni '70: qui all'accusa di crudeltà se ne aggiungono molte altre e, soprattutto, quella di essere talmente carica di violenza da potere trasformare in mostro assassino il padre strisciante sul ventre nella ricerca di una modestissima sedia burocratica per il 'pupillo ragioniere'. Se la trasformazione del personaggio trova nel regista uno sguardo distaccato e non connivente, quello che psicologicamente e sociologicamente è comprensibile, diviene sul piano morale un tipo estremamente pericoloso." (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 82, 1977)

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