Triplo gioco2002

SCHEDA FILM

Triplo gioco

Anno: 2002 Durata: 109 Origine: CANADA Colore: C

Genere:THRILLER

Regia:-

Specifiche tecniche:35 MM (1:1.85) - FUJICOLOR

Tratto da:-

Produzione:ALLIANCE ATLANTIS COMMUNICATIONS, DOUBLE DOWN PRODUCTIONS LTD., METROPOLITAN FILMS, TNVO

Distribuzione:01 DISTRIBUTION

TRAMA

Bob Montagnet è un giocatore d'azzardo che ha la folgorante idea di svaligiare il Casinò di Deauville e per questo contatta un suo vecchio amico rapinatore. Ma il giorno scelto per compiere il colpo, la passione per il gioco è così forte che Bob , introdottosi all'interno del Casinò, dimentica il vero motivo della sua visita. E, per colmo di sfortuna, la dea bendata decide che è finalmente giunto il momento di premiarlo...

CRITICA

"Rifacimento di un classico di Jean Pierre Melville, 'Bob le flambeur', un film atipico e sorprendente diretto dal bravo Neil Jordan con uno stile molto personale. Nella parte del grande perdente, Nolte azzecca una performance di classe". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 31 maggio 2003) "'Triplo gioco' di Neil Jordan è una rilettura in chiave chic di 'Bob il giocatore' (1955) di Jean-Pierre Melville e se l'originale era un bianco e nero venato di malinconia, questo gioco del regista di 'Michael Collins' è colorato, allegro e vacanziero come la Costa Azzurra in cui è ambientato. La ricerca del glamour alla lunga stanca. E' tutto troppo facile per il protagonista, anche uscire dall'eroina. Nolte è bravo, ma Bob non è la parte della sua vita anche se i recenti problemi con la droga hanno aggiunto alla sua interpretazione una bella dose di autobiografismo. L'attore il casino l'ha già sbancato ai tempi di 'Affliction' di Paul Schrader". (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 23 maggio 2003) "E' un giallo classico e non classico, antico e moderno, divertente ed emozionante, casuale e ragionato, il cosmopolita 'Triplo gioco'. Lo firma l'irlandese Jordan, con un pensiero grato al maestro francese del noir Melville, ma anche al più commerciale Verneuil. (...) Per una volta la sorpresa finale è davvero una sorpresa, il film d'azzardo acquista una sua dimensione etico-estetica e il carattere del personaggio, un grande Nick Nolte tutto giocato al ribasso come se fosse Cagney o Mitchum dei tempi d'oro, acquista un valore di attrazione fatale, oltre che di perdente tradito dalla vita con classe. Tra doppi sogni, doppi giochi e doppie verità, si gioca al cinema nel cinema". (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 24 maggio 2003) "La sceneggiatura si ispira al 'Blob le flambeur' del grande Melville. (...) La regia è leziosa, con inutili personaggi cameo (Fiennes e Kusturica), ma il film è pervaso da un'aria di leggerezza che lo salva. Nolte è un grande anche doppiato". (Enzo D'Antonio, 'Io Donna', 21 giugno 2003)

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