TRE SCAPOLI E UNA BIMBA1990

SCHEDA FILM

TRE SCAPOLI E UNA BIMBA

Anno: 1990 Durata: 105 Origine: USA Colore: C

Genere:COMMEDIA

Regia:-

Specifiche tecniche:-

Tratto da:-

Produzione:TED FIELD, ROBERT W. CORT, NEIL MACHLIS

Distribuzione:WARNER BROS ITALIA - TOUCHSTONE HOME VIDEO

TRAMA

La piccola Mary Bennington, di sei anni, oltre alla giovane mamma Sylvia, un'attrice di teatro, ha tre strani papà di adozione, scapoli impenitenti: Peter Mitchell, architetto; Michael Kellam, disegnatore, Jack Holden, attore di film pubblicitari. Costoro si danno sempre un gran daffare coccolando la piccola, che li ricambia di immenso affetto. Certamente è un menage insolito e i tre scapoli lo sanno bene, ma le cose si fanno più difficili allorchè Sylvia, a cui il regista Edward ha offerto una parte in un lavoro di Shakespeare che metterà in scena a Londra, annuncia non solo che la bambina partirà anch'essa, ma che lei sposerà l'innamoratissimo Edward in questione: è una donna, un marito le andrebbe bene e poi desidera che Mary abbia dei fratelli. La separazione è dura per i tre amici, specie per Peter, che segretamente ama Sylvia. Con Michael egli parte per assistere alle nozze nella splendida villa dello sposo e là apprende da Elisabeth Lomak, una passionale zitella (che è la preside di un antico e rigoroso collegio) che Edward ha già disposto per rinchiudervi Mary. La reazione di Peter e Michael, cui, nel frattempo si è unito Jack, è immediata e convinta: fanno di tutto per ostacolare il matrimonio, celebrato e tirato per le lunghe da Jack travestito con tanto di cotta, stola e maschera di plastica, finchè dopo incidenti e amenità varie Peter arriva trafelato in chiesa e, dominando la propria timidezza, dichiara all'amatissima Sylvia (la quale altro non aspettava) di volerla sposare.

CRITICA

Uno di quei film per famiglia sul quale è vietato riflettere e fare considerazioni serie. (Mirella Poggialini, Avvenire). Si privilegiano soprattutto i sentimenti, mescolati ad una comicità che, sul finire, diventa quasi farsa. (Gian Luigi Rondi, Il Tempo) Tutto, dai personaggi di contorno alla fotografia, è al posto giusto. (Claudio Siniscalchi, il Messaggero). Rispetto alla commedia di Serrau, che bilanciava con un intreccio giallo tenerezze e sentimentalismi, il proseguimento di Ardolino è debitore alla tradizione della commedia americana con un finale farsesco e le immancabili "stoccate" contro i cugini inglesi. (Gabriella Giannice, Il Giornale) Nelle mani della Disney il soggetto francese e birichino si è trasformato in storiellina edulcorata per famiglie medie americane. (Alessandra levantesi, La Stampa). Certo, se ci fossero Katherine Hepburn, Cary Grant e James Stewart, magari diretti da Cukor, sarebbe un'altra cosa. (Maurizio Porro, Il Corriere della sera). Lo stereotipo dilaga con alto tasso di saccarosio. (Morando Morandini, Il Giorno).

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