Tra cinque minuti in scena2012

SCHEDA FILM

Tra cinque minuti in scena

Anno: 2012 Durata: 84 Origine: ITALIA Colore: C

Genere:DOCUFICTION

Regia:Laura Chiossone

Specifiche tecniche:-

Tratto da:-

Produzione:MARCO MALFI CHINDEMI PER ROSSO FILM, MAREMOSSO

Distribuzione:PARTHÉNOS DISTRIBUZIONE (2013)

ATTORI

Gianna Coletti nel ruolo di Gianna Coletti/Marina
Anna Coletti nel ruolo di Se stessa
Gianfelice Imparato nel ruolo di Lorenzo/Antonio
Anna Canzi nel ruolo di Ada/Pinuccia
Elena Russo Arman nel ruolo di Lea/Enza
Urska Bradaskja nel ruolo di Almira/Dorina
Luca Di Prospero nel ruolo di Alessandro
 

MUSICHE

Into The Trees
 

MONTAGGIO

Marocchi, Walter
 

SCENOGRAFIA

Sansoni, Paolo
 

COSTUMISTA

Materia, Grazia

TRAMA

Tra documentario, teatro e fiction, il film racconta la storia di Gianna, alle prese con una madre anziana molto ingombrante, uno spettacolo teatrale da portare in scena tra mille difficoltà e una storia d'amore a cui è difficile trovare spazio...

CRITICA

"Siamo sempre a Pirandello: ma un personaggio ha trovato il suo autore. Gianna Coletti, attrice, recita una figlia devota che assiste l'anziana madre (Anna). Realtà e finzione, tale e quale, con qualche imprevisto. Storia di un'alleanza affettiva a termine in un film curioso e intelligente della debuttante Laura Chiossone che trova un massimo comun divisore nel fattore umano che spinge la vita e la scena." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 27 giugno 2013) "L'esordiente Laura Chiossone, arrivata qui al suo primo lungometraggio dopo vari corti, molta pubblicità e alcuni videoclip musicali, ha puntato soprattutto su quel rapporto madre figlia che si ripropone poi in teatro con un'altra madre che invece si limita a recitare una parte, dando perciò rilievo non solo ai costanti richiami fra la realtà e la finzione ma ai riflessi che questa finzione ha sugli atteggiamenti di quella figlia cui ogni momento del suo muoversi in scena è riferibile al suo difficile rapporto con quella che le è madre nella vita. Una situazione psicologicamente complessa non certo facile da affrontarsi da parte di una esordiente, specie se affiancata da un testo scritto da altri e, per di più, molto poco convincente nel finale. Le va comunque dato atto di averla risolta con una certa sensibilità, valendosi anche di quella cornice spesso in primo piano - offerta dai tanti componenti la compagnia teatrale, in qualche momento rasentando la commedia, ad esempio ai danni della prima attrice poco adatta a recitare, in altri, con il contrasto esplicito teatro vita, lasciando spazi ai sentimenti in climi dolorosi. Nei panni di Gianna recita con il suo vero bene Gianna Coletti, in arrivo da teatro, cinema, TV. Con solido mestiere. Gli altri sono Anna Coletti, la madre, così come è anche nella vita, Gianfelice Imparato, Elena Russo Arman, Urska Bradaskija, tutti alle prese con doppi personaggi, nella realtà e sulle scene. Dominandoli un po' a fatica." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo Roma', 27 giugno 2013) "(...) con 'Tra cinque minuti' in scena Laura Chiossone firma una sorta di risposta ad 'Amour' mettendo da parte la crudeltà e scegliendo di cercare la leggerezza, la bellezza e l'ironia in un corpo martoriato dalla vecchiaia e in situazioni difficili, ricche di gioia e umanità." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 27 giugno 2013) "C'è un'intimità straziante che irrompe fuori dallo schermo per aggredire lo spettatore. Non è facile reggere tanta intensità, le emozioni si accavallano tra il disagio della commozione e il sorriso che affiora impudico. Per la regista Laura Chiossone si tratta di un esordio, nonostante maneggi i diversi piani della storia e l'approccio visivo con discreta maestria. Ma è imprescindibile il rapporto tra Gianna Coletti e sua madre Anna. Non sono solo le protagoniste della vicenda, sono due persone magnifiche che si offrono senza alcun pudore al pubblico con la consapevolezza che si può raccontare, ragionare e sorridere anche di questioni serissime e sempre più diffuse come il rapporto con anziani non autosufficienti. La nostra società invecchia e capita sempre più spesso che figli adulti debbano farsi carico di genitori tornati per certi versi bambini, ma con una componente di volitività fortissima che i bambini non possiedono ancora. E il tocco teatrale nella sua irrealtà permette di virare verso la commedia quel che nella realtà sarebbe un dramma se non ci fossero le due Coletti pronte a battibeccare, magari in dialetto, a duettare o a cantare in solitaria, ma anche a compiere gesti di affettuosa umanità grazie a un rapporto tanto profondo e così intenso forse proprio grazie all'assenza di uomini." (Antonello Catacchio, 'Il Manifesto', 27 giugno 2013) "Gioco di scatole cinesi tra cinema, teatro e realtà, l'esordio della Chiossone si presenta come piccolo ma ingegnoso 'dramedy-da-camera' dagli echi pirandelliani e onesto nelle aspettative che propone e soddisfa. L'esistenza è una messa in scena e tutti noi, indistintamente, siamo chiamati a scoprire a quale parte siamo destinati. Interessante la riflessione sull'inversione di ruolo madre-figlia che l'allungamento dell'età media della vita impone sulla società contemporanea." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 27 giugno 2013) "Piacerà a chi riesce a commuoversi per le storie di piccola umanità. Piccola e però indomita. Gianna e Anna Coletti interpretano loro stesse in una giornata come tante. Metà spesa da Gianna a curare la madre e l'altra sulle tavole (molto sconnesse e pericolanti) del palcoscenico «off»." (Giorgio Carbone, 'Libero', 27 giugno 2013) "La rivincita del cinema indipendente italiano, coraggioso e intelligente. Qui, il merito dell'opera prima firmata dalla brava Laura Chiossone. Gianna ha una madre anziana della quale prendersi cura, il destino di tanti figli che devono diventare genitori dei propri genitori, dove l'amore non ha misura. Ma è anche un'attrice, con uno spettacolo da portare in scena tra mille difficoltà e che ricalca la vita. Realtà e rappresentazione vanno a braccetto per un film da amare." (A.S., 'Il Giornale', 27 giugno 2013)

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