The Last Station2009

SCHEDA FILM

The Last Station

Anno: 2009 Durata: 112 Origine: GERMANIA Colore: C

Genere:DRAMMATICO

Regia:Michael Hoffman

Specifiche tecniche:35 MM

Tratto da:romanzo "L'ultima stazione" di Jay Parini (Ed. Bompiani)

Produzione:ZEPHYR FILMS, EGOLI TOSSELL FILM, SAMFILM PRODUKTION, ANDREI KONCHALOVSKY PRODUCTION CENTER

Distribuzione:SONY PICTURES RELEASING ITALIA (2010)

ATTORI

Helen Mirren nel ruolo di Sofya Tolstoj
Christopher Plummer nel ruolo di Leo Tolstoj
James McAvoy nel ruolo di Valentin Bulgakov
Paul Giamatti nel ruolo di Vladimir Chertkov
Anne-Marie Duff nel ruolo di Sasha Tolstoj
Kerry Condon nel ruolo di Masha
Patrick Kennedy nel ruolo di Sergeyenko
John Sessions nel ruolo di Dushan
David Masterson nel ruolo di Reporter
Tomas Spencer nel ruolo di Andrej Tolstoj
Maximilian Gärtner nel ruolo di Kind
Nenad Lucic nel ruolo di Vanja
 

SOGGETTO

Jay Parini
 

SCENEGGIATORE

Hoffman, Michael
 
 

MONTAGGIO

Rommel, Patricia
 

COSTUMISTA

Jacobs, Monika
 

TRAMA

Dopo quasi cinquant'anni di matrimonio la Contessa Sofya vede tutto il mondo in cui ha sempre creduto andare a rotoli. Suo marito, il romanziere Leo Tolstoj, a causa delle sue idee politiche ha deciso di punto in bianco di rinunciare al titolo nobiliare e alle proprietà possedute dalla sua casata e di trasformarsi in un povero diavolo come tanti altri. Chertkov, il suo discepolo prediletto, lo ha convinto a diventare vegetariano e a far insediare in casa sua un gruppo di sconosciuti che si comportano come fossero i proprietari. Leo potrebbe essersi lasciato convincere persino a cedere i diritti dei suoi scritti al popolo russo, invece che ai suoi familiari. La Contessa Sofya decide di lottare per quello che le appartiene, ma dovrà scontrarsi apertamente con suo marito, fino ad essere allontanata dalla sua vita.

CRITICA

"'The Last Station' di Michael Hoffman, coproduzione russo-tedesca tratta dal romanzo di Jay Parini sul conflitto tra Leone Tolstoi e sua moglie Sofia dopo cinquant'anni di matrimonio, sino all'abbandono e alla morte di Tolstoi, è un film più convenzionale che classico: ma la bravura non soltanto di Helen Mirren, anche di Christopher Plumrner, di Paul Giamatti e di tutti gli interpreti, è straordinaria." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 19 ottobre 2009) "L'ultima stazione a cui fa riferimento il primo è quella di Astopovo, dove morì Lev Tolstoj il 7 novembre 1910, fuggendo dalla invadente moglie Sonia. Scritto dal regista, a partire da un romanzo di Jay Parini, il film punta tutte le sue carte sulla recitazione, mettendo a confronto Christopher Plummer e una (come sempre) strepitosa Helen Mirren: niente di trascendentale, per carità, ma lo spettacolo non s'inceppa mai (grazie anche a una sceneggiatura che funziona) e le quasi due ore del film scorrono via in un attimo." (Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 19 ottobre 2009) "Gli ultimi giorni di Tolstoj, tra la possessiva e passionale consorte e i discepoli - avvoltoi. Polpettone evitato dalle superperformance, soprattutto di Hellen Mirren." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 20 ottobre 2009) "L'intenso biopic in costume descrive bene gli ultimi anni di Tolstoj, rimanendo in equilibrio tra la difficoltà di vivere l'amore coniugale e l'impossibilità di vivere senza di esso." (Cinzia Romani, 'Il Giornale', 28 maggio 2010) "Assai interessante invece 'The Last Station' di Michael Hoffman che con un film classico e popolare si concentra sugli ultimi annidi vita dello scrittore sovietico Lev Nikolaevic Tolstoj, tra ideali ancora strenuamente difesi (come la lotta contro le ingiustizie sociali e l'istruzione dei bambini) e contrastati rapporti familiari. A battibeccare sullo schermo dall'inizio alla fine ci sono due mostri sacri come Christopher Plummer ed Helen Mirren, miglior attrice all'ultimo Festival di Roma." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 28 maggio 2010) "Melò appoggiato su interpreti supremi, offre l'inedito ritratto privato del maximo poeta russo ispirato all'omonimo romanzo Jay Parini. L'americano adottato British Michael Hoffman dirige con tocco leggero facendo emergere quel grottesco che di drammi e tragedie è la spina dorsale più vera." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 27 maggio 2010)

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