The Day After Tomorrow - L'alba del giorno dopo2004

SCHEDA FILM

The Day After Tomorrow - L'alba del giorno dopo

Anno: 2004 Durata: 125 Origine: USA Colore: C

Genere:DRAMMATICO, FANTASCIENZA

Regia:Roland Emmerich

Specifiche tecniche:DELUXE

Tratto da:parzialmente ispirato al libro "The Coming Global Superstorm" di Art Bell e Whitley Strieber

Produzione:MARK GORDON, ROLAND EMMERICH, THOMAS M. HAMMEL PER CENTROPOLIS ENTERTAINMENT, MARK GORDON PRODUCTIONS, LIONS GATE

Distribuzione:20TH CENTURY FOX ITALIA (2004)

ATTORI

Dennis Quaid nel ruolo di Prof. Jack Hall
Jake Gyllenhaal nel ruolo di Sam Hall
Emmy Rossum nel ruolo di Laura Chapman
Dash Mihok nel ruolo di Jason Evans
Jay O. Sanders nel ruolo di Frank Harris
Sela Ward nel ruolo di Dott.ssa Lucy Hall
Austin Nichols nel ruolo di J.D.
Arjay Smith nel ruolo di Brian Parks
Tamlyn Tomita nel ruolo di Janet Tokada
Sasha Roiz nel ruolo di Parker
Ian Holm nel ruolo di Terry Rapson
Tim Bagley nel ruolo di Tommy Levinson
Christopher Britton nel ruolo di Vorsteen
Tony Calabretta nel ruolo di Cabbie
Joe Cobden nel ruolo di Zack
Tim Hamaguchi nel ruolo di Taka
Adrian Lester nel ruolo di Simon
Richard McMillan nel ruolo di Dennis
Kenneth Moskow nel ruolo di Bob
Glenn Plummer nel ruolo di Luther
Nestor Serrano nel ruolo di Gomez
Robin Wilcock nel ruolo di Tony
Jason Blicker nel ruolo di Paul
Kenneth Welsh nel ruolo di Vice Presidente Becker
Nassim Sharara nel ruolo di Delegato saudita
Carl Arlacchi nel ruolo di Delegato venezuelano
Michael A. Samah nel ruolo di Traduttore Saudita
Sylvain Landry
 

MUSICHE

Kloser, Harald
 

MONTAGGIO

Brenner, David
 

SCENOGRAFIA

Chusid, Barry
 

COSTUMISTA

April, Renée

TRAMA

A causa di strani avvenimenti atmosferici, il paleoclimatologo americano Jack Hall e il suo collega scozzese Rapson ipotizzano l'avvento di una nuova 'glaciazione'. Il loro timori vengono confermati quando scoprono che sta per prepararsi una tempesta globale che investirà il pianeta e lo farà piombare in una nuova Era Glaciale. Mentre cerca di avvertire la Casa Bianca dell'imminente disastro ambientale, Hall deve riuscire anche a raggiungere la città di New York per salvare suo figlio Sam che si trova nella biblioteca pubblica di Manhattan...

CRITICA

"In una Manhattan invasa dalle gelide acque dell'oceano i rifugiati nel palazzo della Public Library si vedono transitare silenziosamente davanti ai finestroni una moderna versione del Vascello fantasma: un mastodontico cargo russo abbandonato dall'equipaggio. Basterebbe questa immagine, degna delle fantasmagorie del surrealismo pittorico, per nobilitare 'The Day After Tomorrow - L'alba del giorno dopo', uno di quei kolossal catastrofici sui quali volentieri si esercitano le ironie della critica. La verità è che ridiamo di certi spettacoli per esorcizzare le nostre paure, proprio come prima dell'11 settembre avremmo sogghignato se ci avessero fatto vedere l'incredibile crollo delle Torri gemelle. (...) Tra acrobazie a rischio ed effetti speciali, Emmerich manda avanti il racconto in un succedersi di situazioni dove forse troppo spesso la plausibilità cede il passo al fervore visionario. Ma è cinema di alto livello professionale." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 29 maggio 2004) "Alcuni vantaggi nel vivere alla periferia dell'Impero. Uno: generalmente i film-catastrofe non vengono ambientati a casa nostra. Ergo, non dobbiamo vedere due o tre volte l'anno sul grande schermo il Colosseo devastato dai tornado, San Pietro distrutta dai terroristi o il Pirellone sventrato da una tempesta di ghiaccio. Due: mentre gli americani sono costretti dal livello dei loro consumi a esportare i loro complessi di colpa sotto forma di cinecataclismi, noi ce ne stiamo comodamente seduti a sgranocchiare pop corn. E non ci facciamo nessun problema di verosimiglianza. Per questo i film-catastrofe viaggiano così bene nel mondo. (...) In momenti come questi Emmerich dà il meglio di un cinema che per il resto è condannato in partenza alla metafora politica, ovvero al pistolotto democratico (divertente ma ipocrita). E' per un improvviso squilibrio fra acque dolci e acque salate (ricchi e poveri? Islamici e cristiani? Tutto fa brodo) che il clima impazzisce. E poiché la glaciazione parte dal Nord, toccherà al Terzo Mondo, peraltro invisibile nel film, accogliere i superstiti in fuga dai paesi opulenti. Magari nella realtà i paesi poveri non sarebbero così ospitali, ma chissà, si può sempre sperare." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 28 maggio 2004) "A ben guardare, lo schema narrativo è lo stesso dei serial televisivi: alternanza di scene tra i vari 'characters', in modo da moltiplicare la suspense e minimizzare la noia. Risultato, l'ultimo, ragionevolmente ottenuto, se si considera che situazioni e tipologie umane sono visti e rivisti. Roland Emmerich replica l'operazione pop di 'Independence Day', dove esercitava la sua ironia iconoclasta contro la Casa Bianca, congelando la Statua della Libertà (con inquadrature che citano 'Il pianeta delle scimmie') e la bandiera a stelle e strisce. Altro momento ironico, nel seriosissimo film, quello in cui milioni di profughi americani cercano di espatriare clandestinamente nel Messico che chiude (all'opposto di ciò che accade nella realtà) i propri confini. Però gli yankee in disgrazia si fanno voler bene, trovano asilo, si rimboccano - metaforicamente - le maniche e ricominciano da capo ." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 29 maggio 2004)

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