SCHEDA FILM

SUA MAESTA' VIENE DA LAS VEGAS

Anno: 1991 Durata: 97 Origine: USA Colore: C

Genere:COMICO

Regia:-

Specifiche tecniche:PANORAMICA A COLORI 35MM

Tratto da:TRATTO DAL ROMANZO "HEADLONG" DI EMLYN WILLIAMS

Produzione:JALK BRODSKY, JULIE BERGMAN AND JOHN COMFORT

Distribuzione:UIP - CIC VIDEO

TRAMA

Nel 1990, Ralph Jones, un tozzo e grossolano pianista di Las Vegas, americano allo stato brado, in seguito a un incidente mortale che ha distrutto l'intera famiglia reale inglese, si trova, come figlio naturale del re defunto, ad essere l'unico erede del trono d'Inghilterra. In pacchiano abbigliamento di stile hawaiano e andatura dondolante, Ralph, recatosi a Londra, fa dunque il suo ingresso negli imponenti saloni di Buckingam Palace, fra doppie schiere di ufficiali in alta uniforme e notabili e dame del regno in costumi da parata, che si sforzano, allibiti, di schermare il proprio sgomento dietro un contegno rigido e inappuntabile. Ricevuto dall'impeccabile e imperturbabile Willingham, un segretario privato addetto alla sua persona, Ralph viene pazientemente iniziato ai complicati rituali della corte inglese: alte uniformi, incedere maestoso, capo coronato, ricevimenti ufficiali, pranzi sontuosi, eloquio solenne, sottigliezze diplomatiche. Ralph colleziona in breve dosi massicce e grossolane di malestri esilaranti e gaffes disastrose, fino ad infatuarsi di Miranda Green, una spogliarellista impacciata e squattrinata, con enorme disappunto dei nobili e incontenibile esultanza della stampa scandalistica inglese. Dello scandalo inaudito s'impadronisce l'infido Lord Graves, che trama per detronizzare il re. Ma Ralph, - pur in crescente disagio nell'indesiderato ruolo di re d'Inghilterra - dopo numerose peripezie si riscatta, prendendo decisioni degne di un vero sovrano.

CRITICA

La farsa sopra le righe, messa insieme con un certo talento dal regista David S. Ward, mischia alla satira nei confronti delle impettite parate inglesi in onore del sovrano di turno, una divertente presa in giro degli "okay" americani, e del comportamento giocoso e disinvoltamente noncurante di un certo tipo d'americano d'oggi, sciatto, allegrone e grossolano, quanto sincero, estroverso e comunicativo, che finisce con simpatizzare anche con la gente più schiva e presuntuosa. Nel film l'ilarità scaturisce proprio dall'accostamento dei contrari, di cui il regista evidenzia i lati reciprocamente negativi, senza ignorarne le qualità. Così il rozzo Ralph si riscatta per la generosità, l'autenticità e la franchezza; e l'impeccabile W. Lingham non riesce mai stucchevole, proprio a motivo dell'innata signorilità che rivela nel suo contegno equilibrato e tollerante nei confronti del riluttante "Re Ralph", visceralmente negato ai modi affettati e alle cortigianerie di rito dei notabili di palazzo, e nella distaccata naturalezza con la quale si appresta ad assumersi le responsabilità del regno. Le allusioni e le esibizioni disinibite della protagonista sono sufficientemente contenute. (Segnalazioni Cinematografiche)

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