Spider-Man2002

SCHEDA FILM

Spider-Man

Anno: 2002 Durata: 121 Origine: USA Colore: C

Genere:AZIONE, FANTASCIENZA, FANTASY

Regia:-

Specifiche tecniche:DE LUXE

Tratto da:i personaggi creati da Stan Lee e Steve Ditko

Produzione:COLUMBIA PICTURES CORPORATION, COLUMBIA PICTURES INDUSTRIES INC., MARVEL ENTERPRISES, SONY PICTURES ENTERTAINMENT, LAURA ZISKIN PRODUCTIONS

Distribuzione:COLUMBIA TRISTAR ITALIA, DVD COLUMBIA TRISTAR HOME VIDEO (2002)

TRAMA

Dopo il morso di un ragno avvenuto in un laboratorio scientifico, un giovane studente scopre di essere dotato di strani poteri grazie ai quali cercherà di vincere il male. TRAMA LUNGA Peter Parker è un giovane studente che vive a Queens, New York. Rimasto orfano da bambino, è cresciuto con zia May e zio Ben e per guadagnare qualche soldo lavora come fotografo per il Daily Bugle, un quotidiano locale diretto da J.J. Jameson. E' segretamente innamorato di Mary Jane Watson, sua compagna di università. Un giorno, durante una visita al 'Columbia Genetics Research Institute', Peter assiste ad alcuni esperimenti scientifici sui ragni e viene morso accidentalmente da uno di questi. Nel giro di poco tempo si rende conto di essere in possesso di strani poteri: riesce ad arrampicarsi sui muri, ha una forza straordinaria ed ha sviluppato un potente 'senso di ragno' che lo avverte del pericolo. Inizialmente cerca di sfruttare questa sua nuova forza per guadagnare dei soldi, ma dopo che suo zio Ben viene ucciso, decide di sfruttare i suoi poteri per sconfiggere il male. Tra i nemici da combattere c'è Green Goblin, trasformazione subita dall'uomo d'affari Norman Osborn (padre di Harry, il miglior amico di Peter) dopo l'esposizione alle esalazioni di un gas nervino sperimentale, che lo ha reso più forte e dotato di un'intelligenza superiore, ma che lo ha anche reso schizofrenico.

CRITICA

"L'insieme suona così sovrabbondante, standardizzato e premeditatamente kitsch da non fare nemmeno simpatia. E non parlateci d'autore: stavolta il trasgressivo Raimi suona la grancassa del conformismo più ecumenico e regressivo (ritroviamoci tutti sotto la tela di 'Spider-Man'). Gli incassi gli daranno ragione. Noi ci teniamo la nostra noia". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 7 giugno 2002) "Potrebbe annoiare per alcune prevedibili, obbligate, stazioni affabulatorie. Ma perfino l'inevitabile cattivone mascherato, che Dafoe ricerca nel rito di Jekyll-Hyde, ha una ferocia techno che aggiorna i personaggi. Effetti speciali adeguati, ma il look è il mondo reale. Per tutti". (Silvio Danese, 'Il giorno', 7 giugno 2002) "L'uomo ragno, ideato come fumetto nel 1962 da Stan Lee e Steve Dikto della Marvel americana, è esistito per quasi quarant'anni senza che nessuno pensasse mai di portarlo sul grande schermo. Arriva adesso nei cinema in un film ben fatto, carino, puerile e divertente diretto dall'ammirato Sam Raimi". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 7 giugno 2002) "Di un film come 'Spider-Man' si può dire quel che si vuole (...). Da qualche parte del 'fenomeno', però, c'è anche il film, un film riuscito, realizzato con intelligenza spettacolare, un 'kolossal d'autore' che porta le tracce del lavoro di un visionario dello schermo come Raimi. A differenza di un visionario quanto e più di lui, il Tim Burton di 'Batman', Raimi ha però preferito elaborare la materia prima, ovvero la saga a fumetti della Marvel, senza trasformarla in qualcosa d'altro". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 9 giugno 2002) "Se il fumetto è immobilità, il cinema è movimento. Molto difficile, quindi, trasferire un racconto dall'esposizione folgorante e congelata della pagina alle fantasmagorie dello schermo. Bisogna dire che il regista Raimi, anche grazie all'operatore Don Burgess, che si avvale di effetti speciali estremamente raffinati, ci riesce bene: sicché la New York tetra e gotica del film, attraversata dalle parabole incrociate del protagonista con l'arcinemico Green Goblin e terrorizzato dai loro conflitti, è un'immagine da 11 settembre 2001. (....) Lo spettacolo si rivela vincente soprattutto sul piano dell'interpretazione. Se Willem Dafoe, attore intellettuale e evidentemente passato attraverso la lettura di 'Jekill e Hyde' riesce a dare al supercattivo una sbalorditiva dimensione tragica, Tobey Maguire sposa l'ardimento acrobatico alla malinconia di un paladino al crepuscolo della nostra civiltà. Ed è da ritagliare per le future antologie la scena dell'unico bacio che Mary Jane concede a uno Spider-Man appeso alla parete a testa in giù, ignorando che si tratta del ragazzo vicino di casa". (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 8 giugno 2002)

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