Spanglish2004

SCHEDA FILM

Spanglish

Anno: 2004 Durata: 110 Origine: - Colore: C

Genere:COMMEDIA, DRAMMATICO, ROMANTICO

Regia:James L. Brooks

Specifiche tecniche:-

Tratto da:-

Produzione:COLUMBIA PICTURES CORPORATION, GRACIE FILMS

Distribuzione:COLUMBIA TRISTAR FILMS ITALIA (2005)

ATTORI

Adam Sandler nel ruolo di John Clasky
Téa Leoni nel ruolo di Deborah Clasky
Paz Vega nel ruolo di Flor Moreno
Cloris Leachman nel ruolo di Evelyn Norwich
Shelbie Bruce nel ruolo di Cristina
Sarah Steele nel ruolo di Bernice
Ian Hyland nel ruolo di Georgie
Victoria Luna nel ruolo di Cristina a 6 anni
Cecilia Suárez nel ruolo di Monica
Ricardo Molina nel ruolo di Marito di Flor
Brenda Canela nel ruolo di Luz
Angela Goethals nel ruolo di Gwen
Phil Rosenthal nel ruolo di Pietro
Freddy Soto nel ruolo di Manuel
Jonathan Hernandez nel ruolo di Alex
Spencer Locke nel ruolo di Amico
Sarah Hyland nel ruolo di Amica
Wendy Braun nel ruolo di Yuppie
Eddy Martin nel ruolo di Quattordicenne
Thomas Haden Church nel ruolo di Mike, agente immobiliare
Yasmeen Azizian nel ruolo di Ragazza sul barcone
Daizy Cruz nel ruolo di Ragazza sul barcone
Anastasia C. Ford nel ruolo di Ragazza sul barcone
Kristha Sazo nel ruolo di Ragazza sul barcone
James Lancaster nel ruolo di Uomo d'affari
Jamie Kaler nel ruolo di Uomo d'affari
Nicole Nieth nel ruolo di Hostess al Fancy
Sean Smith nel ruolo di Victor, maitre d'hotel
Andrew Sikking nel ruolo di Chef
Albert Melera nel ruolo di Chef
Jean Gaskill nel ruolo di Arlene, Preside
Nichole Hiltz nel ruolo di Yuppie
Cheryl Ward nel ruolo di Avventore
Morgan Ward nel ruolo di Avventore
Eric Schaeffer nel ruolo di Tifoso fanatico
Liz Carey nel ruolo di Ragazza al John's
 

SOGGETTO

Brooks, James L.
 
 

SCENOGRAFIA

Random, Ida
 

COSTUMISTA

Mingenbach, Louise

TRAMA

Flor arriva a Los Angeles. Viene dal Messico insieme a sua figlia Cristina, in fuga dal loro mondo, in cerca di lavoro e di una vita migliore. Viene assunta da John e Deborah Clasky come governante, ma il suo spirito d'adattamento deve fare i conti con le barriere linguistiche, con lo sbocciare della femminilità di sua figlia e con l'eccentrico stile di vita dei nuovi datori di lavoro...

CRITICA

"James L. Brooks è una vecchia volpe del cinema, ma stavolta sembra un po' smarrirsi, come se fosse incapace di destreggiarsi in una storia che non gli appartiene. (...) Nel tentativo di cavalcare l'attualità, sottolineata anche dal titolo che revoca quella lingua inesistente eppure ampiamente diffusa che è un misto di inglese e spagnolo, ci si perde nel luogo comune che lascia intuire qualsiasi passaggio narrativo. E alla fine sfuma anche il divertimento, anche perché da noi che razza di spanglish è quello che si parla doppiato?" (Antonello Catacchio, 'Il Manifesto', 15 aprile 2005) "Il film ha un'anima divisa in due: da un lato la volontà di produrre situazioni divertenti a partire dallo shock culturale; dall'altro l'ambizione di dar maggiore spessore ai personaggi e di toccare argomenti più seri, compreso il confronto di classe. Non sempre Brooks riesce a trovare l'equilibrio necessario. Di tenore vario anche le parti comiche: troppe le crisi isteriche della Leoni, fiacche alcune situazioni al ristorante di Sandler. Nel suo complesso, tuttavia, superiore alla media del genere." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 15 aprile 2005) "In America c'è un regista che gira un film ogni sei-sette anni e ogni volta lascia il segno anche se pochi se ne accorgono perché non fa arte, non cerca lo stile, non lavora su materiali insoliti ma usa una forma vicinissima a uno dei gradini più bassi (e potenti) della cultura popolare: la sit-com. Parliamo di Albert L. Brooks, l'autore di 'Voglia di tenerezza', di 'Broadcast News', di 'Qualcosa è cambiato'. Prima di darsi al cinema Brooks sfornava pietre miliari della tv, da 'Taxi' fino ai 'Simpson'. Uno così ha un occhio e un orecchio finissimo, l'ideale per cogliere i grandi cambiamenti sociali e trasformarli in storie di tutti i giorni. E 'Spanglish', dal nome dell'impasto di spagnolo e di inglese parlato dai 40 milioni di latinos che vivono negli Usa, funziona proprio in questo modo. (...) Il resto non si racconta ma il crescendo di equivoci, incomprensioni e inconfessate attrazioni reciproche, conquista per la finezza del lavoro sugli interpreti e sul non detto, per la sceneggiatura che concede massima attenzione ad ogni personaggio e punto di vista. E per certe scenette folgoranti, come il flirt raccontato in una sola inquadratura (i capelli che sbattono al vento in spider). O l'amore represso che si esprime non in baci e parole ma in delicati manicaretti. Com'è logico avendo avuto l'intelligenza di prendere per protagonista un comico come Sandler." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 15 aprile 2005) "'Spanglish' sembra una commedia leggerina che ricalca stancamente il modello dell'arrivo dello straniero che fa da detonatore in una crisi familiare strisciante. Ma il regista è James L. Brooks, autore di 'Voglia di tenerezza' e 'Qualcosa è cambiato', che ha la vocazione per la fusione di melodramma e commedia e un certo sguardo profondo sulle insoddisfazioni sentimentali all'interno della famiglia. In questo caso piega lo schema della bella presenza che si mette inevitabilmente tra moglie e marito al trend multietnico e interrazziale e stempera il politicamente corretto della tolleranza verso lo straniero nella comprensibile attrazione esercitata dalla domestica Flor sul frustrato John. Il rapporto speciale che nasce tra i due si sviluppa tra le gag che scaturiscono dalla problematica convivenza, dalla naturale gelosia della dispotica Deborah e dai momenti di tenerezza. Il film soffre però di prolissità, di un'eccessiva ruffianeria nei confronti della comunità ispanica, una delle più numerose in America e della pretesa eccezionalità di una storia d'amore vissuta nonostante le barriere linguistiche e culturali. Un po' impacciato Adam Sandler, più a suo agio in commedie tipo 'Terapia d'urto' e 'Waterboy'". (Alberto Castellano, 'Il Mattino', 16 aprile 2005) "Il papà Adam Sandler, clone di Taricone ma meno bravo, è un cuoco; la mamma Tèa Leoni una nevroticona, la figlia è da supersize; fortuna che c' è la nonna dal tocco sofisticato. Però non è Mel, è James L. Brooks, esperto di voglie di tenerezze: la commediola ha l'andatura di una parlatissima sitcom, ma è come vederne 10 puntate di fila: effetto noia." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 23 aprile 2005)

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