Solomon Kane2009

SCHEDA FILM

Solomon Kane

Anno: 2009 Durata: 104 Origine: CANADA Colore: C

Genere:DRAMMATICO, FANTASY

Regia:Michael J. Bassett

Specifiche tecniche:PANAVISION (1:2.35)

Tratto da:personaggio ideato da Robert E. Howard

Produzione:DAVIS-FILMS, CZECH ANGLO PRODUCTIONS, WANDERING STAR PICTURES

Distribuzione:EAGLE PICTURES (2010)

ATTORI

James Purefoy nel ruolo di Solomon Kane
Pete Postlethwaite nel ruolo di William Crowthorn
Rachel Hurd-Wood nel ruolo di Meredith Crowthorn
Alice Krige nel ruolo di Katherine Crowthorn
Jason Flemyng nel ruolo di Malachi
Mackenzie Crook nel ruolo di Padre Michael
Patrick Hurd-Wood nel ruolo di Samuel Crowthorn
Max von Sydow nel ruolo di Josiah Kane
Anthony Wilks nel ruolo di Edward Crowthorn
Christian Dunckley Clark nel ruolo di Tenente Malthus
John Comer nel ruolo di Erasmus Woolman
Matthew Blood-Smyth nel ruolo di Merton
Robert Russell nel ruolo di Abbott
Rory McCann nel ruolo di McNess
Samuel Roukin nel ruolo di Marcus Kane
 
 

SCENEGGIATORE

Bassett, Michael J.
 

MUSICHE

Badelt, Klaus
 

MONTAGGIO

MacRitchie, Andrew
 

SCENOGRAFIA

Eyres, Ricky
 

COSTUMISTA

Bloomfield, John

TRAMA

Inghilterra, XVI secolo. Solomon Kane è a capo di un esercito di mercenari assetati di sangue che combatte nelle varie guerre affrontate dagli inglesi. Durante una missione in nord Africa, Kane e i suoi uomini decidono di attaccare un misterioso castello e di saccheggiarne le ricchezze. La loro missione prende però una piega nefasta: gli uomini di Kane vengono uccisi da alcune creature demoniache e Solomon deve vedersela con il Mietitore del Diavolo, un essere mandato dagli abissi dell'Inferno per prendere il possesso della sua anima corrotta. Solomon Kane riuscirà a salvarsi e uscirà dalla battaglia con una nuova spiritualità, fatta di pace e purezza, consolidata dall'incontro con la puritana famiglia Crowthorn, che lo ha preso a benvolere . Tutto ciò fino a quando il terribile Feudatario mascherato Overlord e i suoi diabolici cavalieri Raider, non iniziano a mettere a ferro e fuoco l'Inghilterra e Solomon sarà chiamato nuovamente a combattere per difendere la sua nazione e salvare Meredith Crowthorn, rapita e resa schiava dalle forze del male.

CRITICA

"In soli trent'anni di vita (morì suicida nel 1936), Robert Ervin Howard è riuscito a meritarsi un posto nella letteratura per aver inventato un genere, 'sword and sorcery', diventato di moda soprattutto grazie ai fumetti. Dopo 'Conan', la sua creatura più nota, approda ora sullo schermo 'Salomon Kane', guerriero puritano inglese che, in cerca di redenzione, si impegna a raddrizzare torti in un cupo mondo seicentesco dominato da violenza e magie diaboliche. (...) se il copione è debole e il film pesca a piene mani da altri horror/fantasy, James Purefoy risulta un Kane convincente e il nero 'pastiche' s'adatta alle sere estive." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 16 luglio 2010) "Piacerà a chi non disdegna di accostarsi a un film con i meccanismi mentali di chi affronta un videogame. Come un game 'Solomon' ha una trama esilissima, un racconto tenuto insieme solo dai vari incidenti di percorso. A pensarci bene anche i romanzi di Howard erano così, dei videogiochi inventati con una settantina d'anni d'anticipo. Non importava dove Conan il barbaro andava a parare, il bello dei libri erano gli incidenti, le battaglie dell'eroe contro nugoli di nemici e creature infernali. Il pubblico di cui sopra è servito piuttosto bene. Le campagne invernali del Dorset sono splendidamente fotografate, i ritmi sono sostenutissimi e James Purefoy dimostra un carisma che non fa rimpiangere Viggo Mortensen, prima scelta del regista. Certo, è il classico film che preso male si presta a ogni stroncatura di pubblico e di critica. Michael J. Bassett (regista e sceneggiatore) nel frugare nell'armamentario del cinema fantasy non ha certo fatto opera di selezione. Ci ha buttato dentro tutto nel calderone. Per ogni mostro, per ogni tortura inflitta a Salomon tanti registi di film precedenti potrebbero invocare il copyright. Inclusi quelli che negli ultimi trent'anni hanno adoperato senza scampoli il grande Max Von Sydow (che pena vedere l'eroe del 'Settimo sigillo' usato e gettato via come il generico di un peplum all'italiana)." (Giorgio Carbone, 'Libero Quotidiano', 16 luglio 2010) "B-movie fantasy, con venature mistiche (e crocifissione), tinte dark e spruzzate horror, che pesca dai racconti fantastici di Robert Howard (quello di 'Conan'). James Purefoy, nei panni dell'eroe senza paura, si prende sul serio mentre ne uccide più della Black Mamba di 'Kill Bill' quando ha il ciclo. Tranquilli: qualcuno lo risparmia per gli inevitabili sequel." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 16 luglio 2010) "Affermare che il 'Solomon Kane', scritto e diretto per il cinema dall'inglese Michael J. Bassett, ci ha ricordato di primo acchito 'La ronda di notte' dipinta da Rembrandt, è forse assegnare una profondità valoriale e semiotica che non gli spetta. Cappellaccio nero con cilindro, corona e larghe tese, stivali alti a sbuffo, 'Solomon Kane' è uno di quei caratteri a tutto tondo che si muovono ieratici tra storia e fiaba fantasy (è nato negli anni 30 con i racconti di Robert E. Howard) avocando a sé interiori tormenti religiosi e materiale crudeltà da piovoso fangoso seicento inglese impestato da violenti briganti, nonché sovrannaturali esseri malvagi da annientare con rudimentali pistole e pesanti alabarde. Il problema è che Bassett, tirandosi dietro un'encomiabile produzione indipendente (inglese, francese e ceca) da 45 milioni di dollari, sembra ansimare dietro ad ogni peculiare fonte iconografica certa (gli albi a fumetti della Marvel anni 70, la ristampa Dark Horse Comics nel 2008) e scopiazzare immaginari espressivi come quelli dei recenti 'Underworld' o 'Van Helsing'. E' il dramma tipico del prodotto industriale che viene dopo, cinema di seconda mano (non di serie B), copia inevitabile di decine d'altre matrici, impossibile da affrancarsi come idea autonoma. (...) Merita un'occhiata la sequenza della crocifissione, comunque non esente da rimandi estetici a 'The Passion'. Infine l'attore protagonista James Purefoy sta a Hugh Jackman come una valigia dello shop cinese giù all'angolo sta ad una Samsonite. Al terzo scossone il manico si stacca." (Davide Turrini, 'Liberazione', 16 luglio 2010)

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