Sherlock Holmes: Gioco di ombre2011

SCHEDA FILM

Sherlock Holmes: Gioco di ombre

Anno: 2011 Durata: 129 Origine: USA Colore: C

Genere:GIALLO

Regia:Guy Ritchie

Specifiche tecniche:35 MM (1:2.35)

Tratto da:ispirato ai personaggi creati da Sir Arthur Conan Doyle

Produzione:SILVER PICTURES IN ASSOCIAZIONE CON WIGRAM PRODUCTIONS

Distribuzione:WARNER BROS. PICTURES ITALIA - DVD E BLU-RAY: WARNER BROS. HOME ENTERTAINMENT (2012)

ATTORI

Robert Downey Jr. nel ruolo di Sherlock Holmes
Jude Law nel ruolo di Dott. John Watson
Daniel Day-Lewis nel ruolo di Professor Moriarty
Noomi Rapace nel ruolo di Madam Simza Heron
Jared Harris nel ruolo di Professor Moriarty
Eddie Marsan nel ruolo di Ispettore Lestrade
Rachel McAdams nel ruolo di Irene Adler
Stephen Fry nel ruolo di Mycroft Holmes
Paul Anderson nel ruolo di Colonello Sebastian Moran
Kelly Reilly nel ruolo di Mary Watson
Geraldine James nel ruolo di Sig.ra Hudson
Gabrielle Scharnitzky nel ruolo di Sig.ra von Hoffmannstahl
William Houston nel ruolo di Agente Clark
Wolf Kahler nel ruolo di Dottor Hoffmanstahl
Thorston Manderlay nel ruolo di Alfred Meinhard
Afif Ben Badra nel ruolo di Tamas
Daniel Naprous nel ruolo di Marko
Lancelot Weaver nel ruolo di Stefan
Vladimír Furdík nel ruolo di Andrzej
Stanley Kaye nel ruolo di Stanley
Thierry Neuvic nel ruolo di Claude Ravache
Ian Wilson-Pope nel ruolo di Leporello
Pamela Hay nel ruolo di Elvira
Laurentiu Possa nel ruolo di Rene Heron
Joe Egan nel ruolo di Grande Joe
Clive Russell nel ruolo di Capitano Tanner
 
 

MUSICHE

Zimmer, Hans
 

MONTAGGIO

Herbert, James
 

SCENOGRAFIA

Greenwood, Sarah
 

COSTUMISTA

Beavan, Jenny

TRAMA

Una serie di morti misteriose e di letali attentati sta minando la sicurezza e la pace in Europa. Nessuno riesce a intravedere la connessione tra questi eventi apparentemente casuali. Nessuno, eccetto Sherlock Holmes, convinto che tutto ciò sia frutto delle macchinazioni di un genio del male: il Professor Moriarty. Nel tentativo di sventare il diabolico piano di morte e distruzione ideato da Moriarty, il grande detective affronterà un rocambolesco viaggio attraverso l'Europa in compagnia del fedele Watson e di Sim, una zingara cartomante cui Sherlock Holmes ha salvato la vita...

CRITICA

"Chi ha detto che il cinema d'azione non ama la cultura? Nel giocattolone più fragoroso e divertente di Natale 2011 risuonano i lieder di Schubert e le arie immortali del 'Don Giovanni'; Sherlock Holmes non deve solo sventare le trame criminali del cattivo di turno, ma affrontare una macchinazione politico-finanziaria destinata a espandere l'industria bellica (e a portarci dritti verso la Prima guerra mondiale, anche se siamo ancora nel 1891). (...) E solleticando tutti i nostri sensi in un susseguirsi di ipotesi e di immagini che porta di colpo l'Ottocento nel Duemila, l'era dei treni a vapore in quella del digitale, il detective senza più pipa in un mondo allegramente postmoderno. Che usa tutto l'arsenale del cinema di oggi e di ieri per rendere contemporanei e spesso irresistibili i personaggi di Conan Doyle. Ed ecco travestimenti a raffica, attentati e macchinazioni che nemmeno l'assassinio di Kennedy, foreste abbattute a colpi di cannone (sta cambiando il modo di fare la guerra); e poi allusioni alle armi chimiche, sbuffanti prototipi di automobile, diete a base di coca, tabacco e caffè (mentre per gli esperimenti chimici più arditi c'è il povero bulldog a fare da cavia)." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 16 dicembre 2011) "Guy Ritchie e un discreto manipolo di sceneggiatori avevano tolto dalla naftalina il vecchio Sherlock Holmes, il famoso consulente investigativo come veniva definito dal suo creatore Arthur Conan Doyle. Troppo spremuti i quattro romanzi e cinquantasei racconti originali, bisognava trovare qualcosa di nuovo e accattivante per il pubblico contemporaneo. Così fu, traendo ispirazione dal fumetto di Lionel Wigram. Oltre 200milioni di dollari incassati negli Usa cui si sono sommati 25milioni di sterline in patria e una cifra quasi analoga ramazzata nel resto del mondo hanno spinto al sequel che Lionel Wigram, anche produttore, aveva già in animo. Questa volta l'antagonista di Sherlock è il suo nemico tradizionale, il professore Moriarty. (...) In fondo 'Sherlock Holmes - Gioco di ombre' è davvero un videogame. Sherlock per esempio prefigura quel che dovrà fare nei combattimenti, oltre naturalmente a sfogare la sua inarrivabile capacità analitica in base a dettagli che lui solo sa cogliere. Ma l'aspetto più divertente del film sta nei travestimenti di Holmes. Alcuni a tasso altissimo di improbabilità, ancora una volta, come donna è inguardabile, e ne è consapevole, altri stupefacenti quando si mimetizza con l'ambiente circostante. Ecco, bisogna lasciarsi un po' andare, farsi trascinare dal flusso inarrestabile di situazioni che Guy Ritchie mette in scena con consumata abilità e non senza talento, oltre alle strizzatine d'occhio per il pubblico più perspicace. A questa condizione Robert Downey jr risulta il più spassoso Sherlock di tutti i tempi e Jude Law è sufficientemente bietolone da aderire alla versione più accreditata del dottor Watson. Ma una notazione d'obbligo merita Stephen Fry, che interpreta Mycroft Holmes, fratello di Sherlock, imperturbabile esponente governativo, capace di rimanere impassibile di fronte alle situazioni più imprevedibili e di non essere minimamente turbato nel chiacchierare con lady Watson in costume adamitico. Dopo quanto detto risulta inevitabile che Rachel McAdams e Noomi Rapace rimangano un po' sullo sfondo, in fondo qui si tratta di eroi maschili. Se poi qualcuno volesse leggere quell'irruzione di Sherlock che sconvolge la prima notte di nozze sul Wagon lit come una sorta di gelosia trasversale, tutto rientrerebbe nella tradizione dell'amicizia virile con retrogusto noto." (Antonello Catacchio, 'Il Manifesto', 16 dicembre 2011) "Il numero 1 aveva fatto un incasso planetario di oltre mezzo miliardo di dollari, il capitolo 2 probabilmente supererà la cifra. Non perché sia meglio, anzi. Dando per scontato che gli spettatori sanno già tutto del graffiante fascinoso Holmes (Downey Jr.), della sua geniale perspicacia, delle sue depressioni nei meandri della droga nonché della complice amicizia col delizioso Watson incarnato da Law, 'Il gioco delle ombre' insiste sulle mirabilia di effetti speciali e scene d'azione a scapito di psicologie e dialoghi. Tuttavia anche così, c'è di che trascorrere due appassionanti ore di cinema-cinema." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 16 dicembre 2011) "Già il primo 'Sherlock Holmes' aveva poco rispetto per Conan Doyle, oltre che i timpani. Ma qui il recidivo Guy Ritchie esagera. (...) Botte da orbi, esplosioni e una trama dove si capisce poco e si sbadiglia parecchio." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 16 dicembre 2011)

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