Russicum - I giorni del diavolo1987

SCHEDA FILM

Russicum - I giorni del diavolo

Anno: 1987 Durata: 106 Origine: ITALIA Colore: C

Genere:AZIONE

Regia:Pasquale Squitieri

Specifiche tecniche:SCOPE

Tratto da:liberamente ispirato al romanzo "I martedì del diavolo" di Enzo Russo

Produzione:MARIO E VITTORIO CECCHI GORI PER CECCHI GORI GROUP ,TIGER CINEMATOGRAFICA, RAI - RADIOTELEVISIONE ITALIANA

Distribuzione:COLUMBIA PICTURES ITALIA (1988) - VIVIVIDEO, CECCHI GORI HOME VIDEO

ATTORI

F. Murray Abraham nel ruolo di Padre Carafa
Treat Williams nel ruolo di Mark Hendricks
Danny Aiello nel ruolo di George Sherman
Rita Rusic nel ruolo di Alexandra Anghelopoulos
Rossano Brazzi nel ruolo di Marini
Nigel Court nel ruolo di Hanema
Luigi Montini nel ruolo di Dott. Mario Preti
Robert Balchus nel ruolo di Michael Wesling
Leopoldo Mastelloni nel ruolo di Isidoro
Maria Teresa Bax nel ruolo di Sylvie Torrence
Franco Diogene nel ruolo di Segretario di Wessling
Julian Jenkins nel ruolo di Nemeth
Anna Maria Natalini nel ruolo di Segretaria
Fabio Traversa nel ruolo di Vassili
Christina Engelhardt
 

MUSICHE

Serio, Renato
 

MONTAGGIO

Bonanni, Mauro
 

SCENOGRAFIA

Baldelli, Emilio
 

COSTUMISTA

Cardinale, Blanche

TRAMA

Mentre a Roma un gruppo di padri dell'istituto di Studi Orientali progetta nei minimi particolari l'eventuale prossimo viaggio del Papa in Unione Sovietica, gli agenti segreti delle grandi potenze, riuniti nel Russicum, si adoperano attivamente alcuni per favorire questo storico avvenimento, altri invece per impedirlo. Quando una ragazza americana, Sylvye, viene uccisa da un misterioso killer in piazza Navona, un giovane diplomatico del consolato, Mark Hendricks viene incaricato dal suo capo, George Sherman, di far luce sul delitto. Mark si troverà dinanzi una fitta rete di misteri e delitti e verità sconcertanti persino su Sylvye. Chi e cosa si nasconde dietro il Russicum?

CRITICA

"All'ambizione di conciliare il ritmo del film d'azione con lo scavo dei personaggi e la suggestione ambientale della Roma vaticana corrispondono risultati scarsi: il ritmo è frettoloso più che svelto; quasi tutti i personaggi sono stereotipati; l'ambientazione è rozzamente magniloquente. E le invenzioni di regia latitano. Tra gli interpreti spicca per intensità di presenza e lampeggiante ambiguità F. Murray Abraham, il notevole Salieri di 'Amadeus', ma ho apprezzato la nervosa energia di Mastelloni che fa l'inquieto sacerdote ucraino e la misura di Brazzi, capo del controspionaggio italiano al quale è affidata una battuta spiritosa sui servizi segreti: 'Ci sono più servizi che segreti'. E' probabile che se Squitieri fosse ricorso più spesso al sale dell'ironia (ma non copiando male Buñuel come nella gag del crocifisso) il piatto spionistico sarebbe risultato più saporito. In 'Russicum' non poteva mancare una bionda come Rita Rusic, maliarda e spia da rotocalco e di coscialunga." (Morando Morandini, 'Il Giorno', 19 marzo 1988) "Fra gli interpreti, quello che convince di più è F. Murray Abraham, finito, dopo 'Amadeus' e 'Il nome della rosa', nei panni di un austero gesuita che organizza al computer il fatidico viaggio. Con lui il vero 'Russicum' non ha niente a che vedere, ma il suo personaggio è quello in cui si crede con minori difficoltà: per l'asciuttezza e la tensione interiore. L'americano che la fa un po' da protagonista è Treat Williams, abbastanza di maniera, il capo dello spionaggio italiano e Rossano Brazzi, incisivo e nello stesso tempo felpato, sempre molto sicuro di sé, il sacerdote ucraino e Leopoldo Mastelloni. Con una maschera sofferta ed angosciata, la maliarda è Rita Rusic, bionda quel tanto che serviva." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 9 aprile 1988) "Che cosa accadrà se il Papa andrà in Russia? Può darsi che ai servizi segreti americano e russo il viaggio non vada troppo a genio; può darsi che una prospettiva simile non garbi neppure a certe frange vaticane. Quello che non possono dire gli autorevoli e pensosi vaticanisti, intorno a un evento solo ipotizzabile, è materia ghiotta per i fantapolitici e gli scrittori di storie di spionaggio. Ispirandosi liberamente al romanzo di Enzo Russo 'Martedì del diavolo' (Mondadori), Squitieri, Valerio Riva e Robert Balchus hanno messo insieme una sceneggiatura ricchissima dei luoghi classici del racconto spionistico, anzi così ricca che è lecito il sospetto di una punta di ironia o di parodia da parte di qualcuno. Ma Squitieri nel tradurre in immagini, è stato tradito dal suo scrupolo di autore popolare, più attento alle scene madri che alle sottigliezze. Così per non intaccare la sua fama, Squitieri ha reso incomprensibile il giallo. Avete presenti i prossimamente, i trailers che fanno pubblicità a un film mostrandone le scene chiave, incuriosendo, ma senza far capire nulla? 'Russicum' è un grande filmato pubblicitario, in cui si allude a un film da fare, di cui non si vuol svelare la trama. Squitieri deve aver pensato: siamo in Italia, avvengono delitti politici clamorosi, si svolgono appassionanti trame poliziesche che tutti vedono, ma che nessuno capisce, più aumentano i testimoni, meno son chiari i fatti; perché non adeguarsi? Solo che il cinema non è la realtà italiana, pretende delle spiegazioni e una certa coerenza anche nei delitti." ('La Stampa', 15 aprile 1988)

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