Rocky V1990

SCHEDA FILM

Rocky V

Anno: 1990 Durata: 104 Origine: USA Colore: C

Genere:DRAMMATICO

Regia:John G. Avildsen

Specifiche tecniche:NORMALE A COLORI

Tratto da:-

Produzione:IRWIN WINKLER E ROBERT CHARTOFF PER UNITED ARTISTS

Distribuzione:UIP - MGM HOME ENTERTAINMENT (GLI SCUDI), DVD E BLU-RAY: 20TH CENTURY FOX HOME ENTERTAINMENT (2009)

ATTORI

Sylvester Stallone nel ruolo di Rocky
Talia Shire nel ruolo di Adriana
Burt Young nel ruolo di Paulie
Sage Stallone nel ruolo di Rocky Jr.
Burgess Meredith nel ruolo di Mickey
Tommy Morrison nel ruolo di Tommy
Richard Gant nel ruolo di George W.Duke
Tony Burton nel ruolo di Tony
Al Bernstein nel ruolo di Commentatore match
Ben Geraci nel ruolo di Autista
Delia Sheppard nel ruolo di Karen
Don Sherman nel ruolo di Andy
Elisebeth Peters nel ruolo di Jewel
Hayes Swope nel ruolo di Amico di Chickie
James Binns nel ruolo di James Binns
James Gambina nel ruolo di Jimmy
Jane Marla Robbins nel ruolo di Gloria
Jodi Letizia nel ruolo di Marie
Kevin Connolly nel ruolo di Chickie
Lauren K. Woods nel ruolo di Reporter alla conferenza stampa
Lou Filippo nel ruolo di Referees
Meade Martin nel ruolo di Annunciatore a Las Vegas
Michael Buffer nel ruolo di Annunciatore del match
Michael Sheehan nel ruolo di Merlin Sheets
Michael Williams nel ruolo di Union Cane
Robert Seltzer nel ruolo di Reporter alla conferenza stampa
Stu Nahan nel ruolo di Commentatore incontro
 
 

SCENEGGIATORE

Stallone, Sylvester
 

MUSICHE

Conti, Bill
 

SCENOGRAFIA

Cassidy, William J.

TRAMA

Dopo aver battuto a Mosca il grande campione Ivan Drago, Rocky Balboa torna in America. Ora gli si pongono due problemi: pena la morte non dovrà più pugilare perchè ha gravi lesioni cerebrali e poi non ha più soldi, a causa delle malefatte di un commercialista senza scrupoli, al quale il cognato e assistente Paulie aveva incautamente dato la procura generale per gli interessi del pugile. Stremato dalle tasse arretrate e venduta la bella casa, Rocky decide di tornare alla natia Philadelphia e si installa in un edificio popolare insieme ai suoi cari: la moglie Adriana e il figlio dodicenne Rocky Jr.. Adriana lavora in negozio e al ragazzino il padre comincia intanto ad insegnare come difendersi da qualche compagno di scuola un po' manesco. Quanto alla boxe, egli vive di ricordi, pensando al suo primo allenatore e alle prime vittorie. Ma ecco che Tommy Gun, un giovanotto suo fan accanito, gli chiede di insegnargli il mestiere. Rocky da prima resiste, poi cede, tutto fiero di un allievo che promette benissimo, fino ad accoglierlo in casa, suscitando la gelosia del figlio. Però Tommy fa presto a perdere la testa, quando un furbo manager, George Washington Duke, gli prospetta una fulminea carriera e comincia a dargli dollari e seducente compagnia. Rivoltatosi contro Balboa che tanto ha fatto per lui, Tommy vince il campionato, senza neppure accennare, nel corso di una intervista in televisione, al nome di colui che l'ha costruito per la sua clamorosa impresa. Quando però, nella conferenza-stampa dopo l'incontro, il ragazzo viene irriso dagli specialisti della stampa sportiva, per i quali l'unico uomo da battere era e rimane Balboa (il furbo ed avido Duke solo per guadagnare dollari gli ha opposto un pugile scadente), Tommy si adira e sfida Rocky. Di notte, in mezzo ad una strada di Philadelphia, avviene una rissa spettacolare, a pugni nudi e senza altre regole se non quelle della rabbia e del rancore. Ma è Rocky a vincere, incurante delle sue lesioni cerebrali e ancora tanto forte dopo lo scontro, da regolare a pugni il conto anche con il malvagio Duke. Con grande gioia del ragazzetto che, ritrovato il papà, se lo porta in giro a visitare i musei cittadini, nelle pause dei primi allenamenti con i guantoni sotto la esperta guida del campione.

CRITICA

Sylvester Stallone è sempre il solito. Con il merito, se vogliamo, di qualche malinconia in più. (Gian Luigi Rondi, Il Tempo) Inzeppato di brani dei film precedenti, melodrammatico-ridicolo come al solito, il racconto è divertente. (Lietta Tornabuoni, La Stampa) Il regista si sintonizza qui sull'onda sentimental-familiare, valorizzando il debutto di Stallone junior, il quattordicenne Sage, nato nel '76 proprio coevo a Rocky, è già provvisto di memorabili, se gradite, per una scazzottata selvaggia, il film avrà tuttavia dal sua i teorici del "dacci dentro". (Giovanni Grazzini, Il Messaggero)

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