Ritratto di mio padre2010

SCHEDA FILM

Ritratto di mio padre

Anno: 2010 Durata: 85 Origine: ITALIA Colore: B/N

Genere:BIOGRAFICO, DOCUMENTARIO

Regia:Maria Sole Tognazzi

Specifiche tecniche:DIGITAL HD

Tratto da:-

Produzione:PRODOTTO DA MATTEO ROVERE PER ASCENT FILM, ALFREDO MORONI PER LA7, BRUNO TRIBBIOLI E ALESSANDRO BONIFAZI PER BLUE FILM IN COLLABORAZIONE CON SURF FILM

Distribuzione:-

ATTORI

Pupi Avati nel ruolo di Se stesso
Bernardo Bertolucci nel ruolo di Se stesso
Sergio Cammariere nel ruolo di Se stesso
Valeria Golino nel ruolo di Se Stessa
Carlo Lizzani nel ruolo di Se stesso
Mario Monicelli nel ruolo di Se stesso
Laura Morante nel ruolo di Se stessa
Michel Piccoli nel ruolo di Se Stesso
Michele Placido nel ruolo di Se stesso
Ettore Scola nel ruolo di Se stesso
Gian Marco Tognazzi nel ruolo di Se stesso
Maria Sole Tognazzi nel ruolo di Se stesso
Ricky Tognazzi nel ruolo di Se stesso
Thomas Robsahm nel ruolo di Se stesso Thomas Robsahm Tognazzi
Paolo Villaggio nel ruolo di Se stesso
 
 

MONTAGGIO

Fasano, Walter

TRAMA

Attraverso frammenti di video in Super8, fotografie, articoli di giornale e racconti dei compagni di lavoro, Maria Sole Tognazzi ha cercato di ricostruire la figura di suo padre Ugo.

CRITICA

"È un documentario lineare e semplice, segnato dall'affetto e dalla tenerezza. La più giovane dei quattro figli di Ugo, sullo sfondo di immagini che informano sulla carriera dell'artista ed evocano la qualità dell'uomo, ascolta amici e colleghi che intrecciano i due piani: non possono separare la sensibilità dell'artista dai tratti dell'essere umano. Monicelli e Villaggio, Placido e Avati, Bernardo Bertolucci e Lizzani, Scola e Michel Piccoli, due attrici che furono accanto a lui giovanissime debuttanti, Laura Morante e Valeria Golino, e i tre figli maggiori Ricky, Thomas e Gianmarco, rincorrono con sfumature diverse a seconda dell'età e del tipo di esperienza, gli stessi valori che, all'unisono, definiscono la personalità di Ugo Tognazzi. Generosità, disponibilità, culto dell'amicizia, audacia nel mettersi in discussione cercando sempre nuove prove e nuovi traguardi, apertura, estrema serietà nel mestiere di attore e imprevedibilità ai limiti dello sperimentale nelle saltuarie prove da regista." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 28 ottobre 2010) "Pubblico e privato, ritagli di intimità familiare, di figli e moglie; passerella di un Ugo camaleontico, dagli esordi fino al suo ultimo spettacolo a teatro, 'M. Butterfly' all'Eliseo che segnò anche la sua improvvisa scomparsa. Ci sono i suoi amici di sempre, Gassman e Mastroianni, il Salce del 'Federale' e il Dino Risi de 'La marcia su Roma'. C'è Marco Ferreri con 'La donna scimmia' e ci sono gli affetti di Ugo, la sua grande famiglia allargata, gli amori, le passioni che scorrono con i colori gioiosi del tempo in mirabili superotto custodi di una memoria cara, calda. La sua cucina-salotto che era centro di un universo giocoso e intellettuale, il 'Villaggio Tognazzi' con i celebri tornei di tennis..." (Jattarelli Leonardo, 'Il Messaggero', 28 ottobre 2010) "Un padre, uno dei padri. Fuori dal privato, però, è nel senso di paternità storica di quello che siamo, immagine allo specchio. (...) Tognazzi è stato invece un trasversale. Ha riempito gli spazi di un'altra Italia, più complessa, sommersa. Ha variato contesti e ruoli sociali, dotato di un eclettismo d'interpretazione estraneo a Sordi e bilanciato, però, su una simile forza di personalità. La morbida anarchia di Tognazzi passava per una critica mai declamata di costumi, debolezze, opportunismi." (Silvio Danese, 'Nazione, Carlino, Giorno', 28 ottobre 2010) "Un bellissimo documentario, 'Ritratto di mio padre', ode d'amore per suoni e immagini edipiche di Maria Sole Tognazzi a suo padre, magistralmente montato dal poeta demenziale Walter Fasano, è stato messo fuori-dentro il festival, anticipando ieri sera la festa, prequel delizioso e commuovente. L'omaggio concentratissimo e partigiano è al nostro cineasta squilibratamente più equilibrato, come lo definisce Michel Piccoli. A Ugo Tognazzi, alle sue zingarate totali, nella vita, nelle regie, nel vacillare, come attore, tra perfezione della macchietta comica e abisso della maschera tragedia." (Roberto Silvestri, 'Il Manifesto', 28 ottobre 2010)

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