Ravanello pallido2001

SCHEDA FILM

Ravanello pallido

Anno: 2001 Durata: 91 Origine: ITALIA Colore: C

Genere:COMMEDIA

Regia:-

Specifiche tecniche:-

Tratto da:-

Produzione:BEPPE CASCHETTO PER I.T.C. MOVIE E MEDUSA

Distribuzione:MEDUSA FILM

TRAMA

TRAMA CORTA Gemma è un'oscura segretaria di un'agenzia di top model. Ogni giorno di più davanti alle bellezze che le passano davanti si rende conto della sua inadeguatezza. Come se non bastasse, il suo capo la sfrutta ma Gemma, il cui fidanzato è chiamato Mummia, riuscirà comunque a farsi strada. TRAMA LUNGA Gemma Mirtilli, poco affascinante e depressa segretaria di un'agenzia di top model, trascina stancamente i suoi giorni tra un fidanzato soprannominato Mummia per la sua loquacità e dedito solo al biliardo, il capo dell'agenzia Claudio, che la inganna e la sfrutta, e un portiere che la costringe a firmare continue ristrutturazioni del condominio. Bassa e bruttina, Gemma ha scarsa autostima e prova un senso di inadeguatezza di fronte alle donne bellissime ma nevrotiche che entrano nel suo studio e la trattano male. Il suo amico parrucchiere, Callisto, per farla reagire, le propone una tinta fuori dal comune, e Gemma si ritrova i capelli color 'ravanello pallido', un errore che le cambierà la vita. Da quel momento, sempre per un equivoco causato dal suo capo, Gemma finisce per diventare una diva della televisione, non per le sue qualità fisiche ma perché ha imparato a vedere quanta bellezza sia racchiusa nella sua normalità. Appena se ne è accorta lei, se ne sono accorti anche tutti gli altri, compreso Claudio che si innamora di lei, dopo essere stato a sua volta sfruttato e ricattato dal suo ex capo. Diventata un esempio per tutte le donne, tanto le casalinghe quanto le teen-agers, Gemma alla fine decide di lasciare il mondo della televisione e di tornare alla sua vincente quotidianità.

CRITICA

"Il primo film di Luciana Littizzetto, diretto dal debuttante Gianni Costantino, non è venuto bene, ma la protagonista è brava come sappiamo dalle performances televisive e dai libri e qualche idea c'è". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 5 ottobre 2001) "Come tanti film cuciti addosso a un divo del piccolo schermo, 'Ravanello Pallido' prende di mira il mondo dei network. Solo che le nostre tv pubbliche e private sono già grottesche di per sé, l'unico modo per andare oltre sarebbe fare del sano e spietato realismo, anzi iperrealismo. Mentre Luciana Littizzetto e il regista esordiente Gianni Costantino da un lato scelgono il tono caricatural-ammiccante più ovvio e indolore. Dall'altro restano confinati nella logica della sitcom: molti personaggi, scenette brevi, una cascata di gag e trovatine a coprire il fiato corto del racconto". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 5 ottobre 2001) "Utopistico e macchiettistico, farsesco ma non sbracato, privo di volgarità e, per fortuna, schivo dall'egocentrismo del mattatore (una Littizzetto impegnata e misurata), ha uno scheletro narrativo esile, battute così così, una parte centrale faticosa e un finale migliore". (Silvio Danese, 'Il Giorno', 5 ottobre 2001) "Tra i nostri comici, Luciana Littizzetto spicca per la personalità acuta e risentita, l'intelligenza e lo humour acre messi al servizio di personaggi a forte marcatura caricaturale. Il problema, qui, era passare dalle misure e dai tempi dello sketch a quelli più distesi della narrazione cinematografica. L'attrice torinese ne esce sottotono, un po' confusa nell'eccesso di grottesco spalmato su tutto e su tutti". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 6 ottobre 2001) "La storia, a tesi, si intasa di continuo e non riesce a essere mai né originale né divertente. Alcuni degli attori sono più interessanti dei loro banalissimi personaggi. Il sarcasmo sulle miserie del mondo dello spettacolo è da sketch dilatato. Prevale la regola e non l'eccezione: lasciate che i 'comici' restino in tv". (Enrico Magrelli, 'Film Tv', 14 ottobre 2001)

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