Quel che resta del giorno1993

SCHEDA FILM

Quel che resta del giorno

Anno: 1993 Durata: 134 Origine: GRAN BRETAGNA Colore: C

Genere:DRAMMATICO, ROMANTICO

Regia:James Ivory

Specifiche tecniche:SCOPE

Tratto da:romanzo omonimo di Kazuo Ishiguro

Produzione:MERCHANT IVORY PRODUCTIONS, COLUMBIA PICTURES CORPORATION

Distribuzione:COLUMBIA TRISTAR FILMS ITALIA (1994) - COLUMBIA TRISTAR HOME VIDEO (WINNERS)

ATTORI

Anthony Hopkins nel ruolo di Stevens
Emma Thompson nel ruolo di Miss Kenton
James Fox nel ruolo di Lord Darlington
Peter Vaughan nel ruolo di Mr. Stevens Sr.
Hugh Grant nel ruolo di Cardinal
Christopher Reeve nel ruolo di Mr. Jack Lewis
Steven Beard nel ruolo di Andrews
Terence Bayler nel ruolo di Trimmer
Tim Pigott-Smith nel ruolo di Benn
Wolf Kahler nel ruolo di Ambasciatore Tedesco
Michael Lonsdale nel ruolo di Dupont D'Ivry
Andreas Tons nel ruolo di Funzionario Ambasciata Tedesca
Emma Lewis nel ruolo di Elsa
Paula Jacobs nel ruolo di Signora Mortimer, la cuoca
Frank Holtje nel ruolo di Funzionario Ambasciata Tedesca
Abigail Harrison nel ruolo di Domestica
Angela Newmarch nel ruolo di Cameriera
Ben Chaplin nel ruolo di Charlie
Brigitte Kahn nel ruolo di Baronessa
Caroline Hunt
Christopher Brown nel ruolo di Amico di Wren
Frank Shelley nel ruolo di Primo Ministro
Hugh Sweetman nel ruolo di Sguattero
Ian Redford nel ruolo di Locandiere
Jeffrey Wickham nel ruolo di Visconte Bigge
Jestyn Phillips nel ruolo di Funzionario Ministero degli Esteri
Jo Kendall nel ruolo di Moglie del locandiere
Joanna Joseph nel ruolo di Irma
John Haycraft nel ruolo di Banditore
John Savident nel ruolo di Dottor Meredith
Lena Headey nel ruolo di Lizzie
Patrick Godfrey nel ruolo di Spencer
Paul Copley nel ruolo di Harry Smith
Peter Cellier nel ruolo di Sir Leonard Bax
Peter Eyre nel ruolo di Lord Halifax
Peter Halliday nel ruolo di Canon Tufnell
Pip Torrens nel ruolo di Dottor Carlisle
Roger McKern nel ruolo di Sovrintendente di Polizia
Rupert Vansittart nel ruolo di Sir Geoffrey Wren
Steve Dibben nel ruolo di George
Tony Aitken nel ruolo di Dir. Uff. Postale
 

SOGGETTO

Ishiguro, Kazuo
 

SCENEGGIATORE

Prawer Jhabvala, Ruth
 
 

MONTAGGIO

Marcus, Andrew
 

SCENOGRAFIA

Arrighi, Luciana
 

TRAMA

E' il 1958. Stevens sta viaggiando attraverso l'Inghilterra. Esemplare perfetto di maggiordomo inglese, Stevens è attualmente alle dipendenze di Mister Lewis. Durante il viaggio, Stevens ricorda gli anni passati al servizio di Lord Darlington. All'epoca, Stevens era orgoglioso di servire la causa del suo padrone che solamente nel 1939 si è compreso quale fosse in realtà: un patto con i nazisti. Ora, Stevens capisce che la sua fede in Lord Darlington gli è costata parecchio anche dal punto di vista personale. Assorbito dall'organizzazione delle molte incombenze domestiche legate alle riunioni di conciliazione anglo-tedesca del padrone è stato costretto a trascurare il padre morente. E per la medesima causa ha rinnegato i propri sentimenti per l'attraente, giovane governante, Miss Kenton. Per anni tra Miss Kenton e Stevens è esistito un legame intenso, i loro sentimenti personali continuavano ad emergere. Stevens, qualunque cosa provasse per la giovane donna, è stato costretto a reprimere le proprie emozioni. Miss Kenton è riuscita a manifestare il proprio amore attraverso una serie di discussioni, fino a che non lo ha lasciato per sempre, licenziandosi e sposando un altro. Il viaggio di Stevens ha come destinazione la ex Miss Kenton, il cui matrimonio sembra essere finito. Spera di convincerla a ritornare a Darlington Hall. La sua missione si risolve in un fallimento, ma Stevens può partecipare al rinnovamento della sua amata Darlington Hall, che è sopravvissuta agli errori politici di Lord Darlington e al senso del dovere dello stesso Stevens.

CRITICA

"Storia di un breve incontro fissato vent'anni dopo, 'Quel che resta del giorno' è un film sulla solitudine che nasce dall'insensibilità, sulla repressione dei sentimenti e sulla mortificazione della vita. James Ivory è un regista che sa andare oltre l'eleganza delle forme e il virtuosismo stilistico. Esaurita la scorta dei romanzi di Edward M. Forster ('Camera con vista', 'Casa Howard'), ha saputo interpretare le pagine di Kazuo Ishiguro restituendone lo spirito sottile forbito, delicatamente ma implacabilmente graffiante." (Enzo Natta, 'Famiglia Cristiana', 23 marzo 1994) "In 'Quel che resta del giorno' il regista americano più britannico che ci sia non assume certamente il punto di vista marxiano de 'Il servo' di Joseph Losey, purtuttavia è in grado di erigere un non trascurabile (e apparentemente impercettibile) edificio di perversioni emotive, di trasgressioni della percezione e di maniacalità del décor che costituiscono l'anima opaca (e segreta) del suo cinema. L'imperturbabilità gigionesca di Anthony Hopkins aderisce alla superficie delle immagini come una pellicola impermeabile rendendo il film - se possibile ancora più britannico. Meno onorevoli alcuni personaggi (e situazioni) di contorno: la delegazione nazitedesca, ad esempio, è costruita su clichè commerciali francamente disonorevoli." (Fabio Bo, 'Vivilcinema') "In bilico tra illustre passato e incerto presente 'Quel che resta del giorno' racconta sostanzialmente una tragedia dell'inespresso: quest'uomo mangiato vivo dal proprio 'Super Io' è un monumento all'ipocrisia inconsapevole, un disgraziato che mitizza il suo ruolo al fianco di un padrone filotedesco e molto cretino per immolarsi sull'altare di un malinteso concetto di dignità. Impeccabile, cerimonioso, maniacale ma anche incapace di esprimere qualsivoglia sentimento al punto di trascurare l'occasione sentimentale della sua vita. Inutile dire che Anthony Hopkins candidato all'Oscar insieme a Emma Thompson regala al personaggio un'altra delle sue mostruose performance intessute di finezze microgestuali. Affascinato dal mondo tardo-vittoriano, misfatti compresi, Ivory si conferma il più ispirato illustratore di una upper class pomposa e formalista che forse non è mai morta. Ma come si diceva da Berlino la vita vera dell'Inghilterra palpita altrove: nei film di Loach e Leigh in quel cinema duro e umanissimo che non si specchia in una tazza di tè." (Michele Anselmi, 'L'Unita', 2 marzo 1994)

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